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Discarica abusiva all’isola ecologica di Tursi

Due mesi fa denunciammo la creazione spontanea di una discarica abusiva proprio davanti il cancello dell’isola ecologica di Tursi, a ponte Masone. Dopo due mesi, la discarica si è solo ampliata. Frigoriferi, pneumatici, cartacce, buste di plastica, umido, cartoni. Non è stato mosso neanche un dito. L’assessore responsabile, che non ho ancora capito chi è, non si affatto interessato della problematica. Gli operatori della ditta Avvenire se ne fregano altamente, giustamente, di accollarsi competenze e carichi di lavoro non retribuiti. Ma la colpa è soprattutto degli amministratori, menefreghisti, incuranti e moralmente responsabili dell’andazzo. Qual è la causa sociale di questa discarica? La gente scarica i propri rifiuti indifferenziati lì per non gettarli altrove, nelle campagne, ma allo stesso tempo non si fida del legale procedimento di conferimento all’isola ecologica. In più, non c’è elasticità nel conferimento dei rifiuti. Servirebbero delle valvole di sfogo, come ad esempio un cassonetto all’interno dell’isola ecologica per l’indifferenziato. Il sindaco, per ordinanza, ha imposto a decine di agricoltori di rimuovere discariche abusive nei loro terreni, segnalate dai cacciatori ficcanaso, rimborsati con soldi pubblici, e non si è accorto che c’è una discarica al cancello dell’isola ecologica? Paradosso tursitano.

Propongo all’Amministrazione comunale di far rimuovere alla società Avvenire i rifiuti presenti davanti il cancello dell’isola ecologica.

Rifaccio una mia vecchia proposta: Propongo all’Amministrazione comunale di organizzare una settimana di visite guidate all’isola ecologica per tutte le classi della scuola elementare, della scuola media e dell’istituto tecnico Manlio Capitolo, per le associazioni degli anziani, per i sindacati degli agricoltori, dei commercianti, degli imprenditori, delle casalinghe, ecc. spiegando come avviene il conferimento dei rifiuti all’ecopunto. Così facendo, implicitamente, si diffonderà nell’immaginario collettivo una nuova visione dell’isola ecologica, cioè di quel posto dove conferire liberamente, sotto l’aiuto degli operatori addetti, i propri rifiuti ingombranti, senza inquinare il territorio.

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