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Fare cassa con la trasparenza

“Excessive discretionary power makes Tax Administration neither credible nor effective. Taxpayercitizens’ tax morale is crowded out, especially where corruption is systemic, the government budget lacks transparency and accountability, and rule of law is weak. Ineffectual checks on corruption further reduce the incentive to pay taxes.” Da A Handbook for Tax Simplification; 2009, The World Bank. Per chi non capisce il latino, la mancanza di trasparenza, credibilità ed onestà della pubblica amministrazione disaffezionano il contribuente, che sentirà il dovere di rifiutarsi di ottemperare i propri doveri fiscali. Se poi ci mettiamo la corruzione di mezzo, cari amministratori, l’evasione fiscale diventa una norma sociale giustificata e moralmente corretta. 25 anni di studi statistici lo dimostrano. Quando nel Comune di Tursi mancano trasparenza e democrazia, e gli amministratori fanno di tutto per nascondere, occultare ed allontanare i cittadini, è inevitabile dedurre che c’è qualcosa di grosso da nascondere. I contribuenti devono percepire l’autorità pubblica come un alleato e non come un nemico. Bisogna far partecipare i cittadini all’amministrazione della cosa pubblica, così da motivarli nel far percepire il patrimonio pubblico come di tutti e non di nessuno.

Chiedo all’Amministrazione comunale di Tursi di attuare tutte le leggi italiane e comunitarie in materia di trasparenza ed anticorruzione, senza ritardi od omissioni (come si è fatto con l’albo pretorio on line – un anno di ritardo).

Chiedo che tutti i documenti del Comune di Tursi, dalle perizie ai contratti, dai progetti alle nomine, dalle busta paga dei dirigenti alle fatture, dalle assenze del personale a tutti i documenti protocollati, dal bilancio comunale all’elenco di immobili e mobili di proprietà del Comune, e via dicendo, siano pubblicati sul sito internet del Municipio. Serve un’open-data totale, come fatto dalla Camera dei Deputati, dalle Regione Piemonte ed Emilia Romagna. La tecnologia lo permette e la legge non lo vieta. Volere è potere, altrimenti avremo tutti il diritto-dovere di malignare.

Ecco l’open data del Comune di Firenze: http://opendata.comune.fi.it/index.html E Tursi?

Fonte foto: The World Bank

    2 Responses to “Fare cassa con la trasparenza”

    1. Francesco ha detto:

      Bravo Antonio, centrato bene il problema dell’Italia, al contribuente passa la voglia di essere onesto per finanziare uno Stato disonesto!

      • Antonio Di Matteo ha detto:

        grazie. io cerco di farlo capire ai cittadini, dato che gli amministratori guadagnano dall’oscurità. sono i cittadini che devono iniziare a pretendere trasparenza e democrazia, in tutto: dall’autista dei mezzi pubblici, dal vigile in mezzo alla strada, dall’assessore in municipio, dal dipendente del comune, dall’imprenditore che ha vinto un appalto. chiunque prende soldi pubblici deve aprire le porte della propria attività.
        è come quando si va in banca a chiedere un prestito. se la banca non riceve tutte le informazioni che necessita, il prestito non lo dà.
        noi cittadini-finanziatori, prima di finanziare i mezzi pubblici, i vigili, l’assessore, i dipendenti, le infrastrutture, dobbiamo conoscere tutto dei nostri interlocutori e delle opere da realizzare. non possiamo più fidarci di nessuno, tanto meno dei nostri amministratori pubblici.
        bisogna cambiare il modo di pensare. noi contribuenti abbiamo il coltello dalla parte del manico e dobbiamo utilizzarlo. i soldi li abbiamo noi, lo Stato senza di noi non esiste.