Crea sito

Vado via da Tursi

Dal mio ultimo editoriale, quello di metà gennaio, in cui scherzando annunciavo la chiusura del blog, sono passati tre lunghissimi mesi. Settimane intense di attività web, vita privata e scolastica e attività politica. In questi mesi ho visto crescere l’astio di alcune frange di persone ipocrite nei miei confronti, sintomo di una crescita di considerazione e auditorio. Alle critiche rispondo con il buon esempio, alle offese controbatto con le proposte, alle chiacchiere rispondo con l’ironia. Quello che proprio non sopporto sono i commenti anonimi, che da un po’ di tempo non pubblico più. Chi si nasconde dietro le false referenzialità è un vigliacco, potrà dire tutto quello che vuole, anche cose giuste, ma resterà un vigliacco, e Tursi non ha bisogno di vigliacchi o soldatini o lecchini dei potenti.

Questo blog è nato per denunciare le problematiche della città, per proporne soluzioni e per dare voce a situazioni snobbate dagli amministratori, dall’opinione pubblica e dai giornali. Il blog esiste al di là dei lettori. Non è colpa mia se la gente trova interesse nel leggere ciò che viene detto sul blog. C’è qualcuno che non apprezza quello che si dice? Nessuno lo obbliga a leggere.

Le sinistre latitano con la pancia piena; a Tursi non c’era nessuno che faceva pubblicamente ed ad alta voce opposizione a questa amministrazione; in più, non c’era nessuno che faceva politica come chiede la gente, con costanza, dedizione, a testa bassa, con fatti e non parole, senza promesse e tanto coraggio. A questo dobbiamo aggiungere la totale assenza di democrazia e trasparenza in tutte le vicende, gli eventi, le pratiche pubbliche. Un mix esplosivo che mi ha spinto ad aprire questo spazio web, a trattare quasi tutti i giorni le problematiche reali del territorio, senza guardare in faccia  a nessuno, senza ipocrisia e senza timore. Io voglio dare il buon esempio. Un continuo ed estenuante lavoro di sciabola, per fare entrare la luce nella boscaglia.

Ma da domani cambierò linea editoriale: pubblicherò articoli meno intensi e più blandi, senza abbandonare il linguaggio dinamico, delegherò le mie malizie politiche al vignettista che c’è in me, con la speranza di divertirci insieme, consapevoli che si tratta di satira politica. Dovrete scusare i pessimi collage e le battute discutibilmente ironiche, ma sarò come sempre aperto a critiche e, soprattutto, ai vostri suggerimenti. Quasi sicuramente inizierò anche la produzione di video editoriali che tratteranno le questioni più spinose ancora irrisolte.

A chi mi accusa di essere un ignorante in molte materie, non posso che dargli ragione. Ho passato la mia breve vita da ventitreenne leggendo libri di scuola e libri economici e non ho avuto tempo per interessarmi di altro. Ma ho tutto il diritto di chiedere conto ai miei amministratori del loro operato e di illuminarmi con la loro immensa saggezza e conoscenza sulla spesa dei nostri soldi comunali.

Quello che i detrattori non ammetteranno mai è che questo blog è la prima esperienza di Basilicata in cui ogni giorno si trattano i problemi di un territorio, pizzicando chi lo amministra ed indirizzando lo spirito critico dei cittadini. Io dico quello che penso, pubblicamente, mettendolo per iscritto, mettendo in discussione le mie idee. Ai detrattori chiedo di propormi esempi di attività web simile. La loro ricerca non potrà che fallire.

Se qualcuno sente l’esigenza di contraddirmi, scriva un commento con il proprio nome e il proprio cognome, oppure mi mandi un comunicato stampa che io provvederò a pubblicare e mi dimostri che sono nel torto, con i fatti e non con le polemiche sterili, strumentali, anonime o telecomandate. Io sono cosciente che voi lettori siete capaci di distinguere tra chi commenta per aggiungere qualcosa alla discussione o chi invece commenta solo per far finta di farmi opposizione o perché telecomandato o perché ipocrita. Non scrivo per farmi amare, non ho intenzione di piacere a tutti, non sono un santo. Io scrivo per squarciare questo velo di ipocrisia che domina i nostri rapporti interpersonali. A Tursi siamo tutti compari e comare, parenti e cugini. Ci accoltelliamo tutti i giorni alle spalle e poi ci lisciamo davanti. L’ipocrisia è il primo male della nostra città.

Mi hanno minacciato di querela, ma le minacce di querela restano minacce di querela, chi vuole querelare lo fa, chi non può, minaccia solo. Mi hanno detto di tacere, ma mi fermerò soltanto se avrò l’approvazione delle proposte protocollate presso il Municipio il 13 aprile 2012, in merito alla democrazia e alla trasparenza comunale. Telefonano i miei genitori per far pressione su di loro affinchè mi blocchino, ma vorrei puntualizzare che ho 23 anni e mi mantengo con il mio lavoro, quindi i miei genitori non hanno alcuna leva per inibirmi. Oppure sarà il branco sociale a fermarmi? O gli sguardi adirati di chi ho pizzicato? Neanche per sogno, sono un forte stimolo ad andare avanti.

Mi accusano di essere troppo aggressivo, ma vorrei ricordarvi alcune cose: noi abbiamo delegato il nostro potere sovrano a degli eletti, profumatamente pagati, che dovrebbero risolvere i problemi della città, del territorio, della popolazione. Sono i nostri amministratori, passati e presenti, gli unici e veri responsabili di tutto quello che non va in questa nostra città, non certo i privati cittadini e tanto meno chi denuncia le problematiche su internet.

Il titolo di questo articolo si riferisce al fatto che, per la gioia dei nostri amministratori, andrò via da Tursi, ma solo per due mesi. Io non abbandono la mia città nelle grinfie di incapaci cronici. Sarò all’estero e tornerò per metà giugno con idee nuove e tanta voglia di realizzarle. A causa di questa mia permanenza all’estero, non potrò pubblicare tutti i giorni, ma vi prometto che almeno un post la settimana sarà garantito. Mi scuso per questo disservizio, ma mi farò perdonare. Il percorso intrapreso è solo all’inizio, il futuro è incerto, ma lo affronteremo insieme, con le nostre muse: la trasparenza e la democrazia.

Fonte foto: World wide web

    4 Responses to “Vado via da Tursi”

    1. luciano ha detto:

      Hai coraggio Antonio molto,
      vorrei congratularmi e dirti bravo non aver paura di questa “gentaglia” grazie a loro Tursi oggi rispecchia la politica di tante persone le quali hanno pensato solo al loro portamonete la povera gente non ha colpa. Chi ha governato il nostro paese negli ultimi 40/50 anni oggi meriterebbe di essere in libertà nei “lager siberiani” (dove migliaia di persone innocenti hanno persa la vita),non possono querelarti hanno paura delle tue parole.
      un illuminato della Pace Mahatma Gandhi ha vinto una guerra con la sua voce, con le sue parole.
      ti auguro che i nostri concittadini apprezzano che ci sia qualcuno che evidenzi il disagio ed il mal governo locale.
      “A tavola devono sedersi tutti ad iniziare dal popolo.”
      “La trasparenza dev’essere un pregio dei nostri giorni.”
      auguri luciano

      La Libertà

      La libertà innovazione, freschezza,
      l’ indipendenza della voce.
      La libertà priva di preamboli,
      un sorriso, un’alzata di mano in segno di vittoria,
      le campane a festa, le grida di felicità della gente
      il sorriso festoso di un bimbo.
      La libertà di sentenze che tardano ad arrivare,
      la libertà di ogni verità mai emersa,
      la libertà del sole di splendere tra le folli.
      La libertà arriverà per ognuno, non ha carcerazioni,
      ha solo un buon stato d’animo.
      Ognuno ha la sua buona ragione per ucciderla,
      lei ti succhia l’anima perché il suo soffio vitale,
      batte nel suo volere.
      Il politico, il filosofo, il contadino,
      tre libertà diverse ognuna delle quali quasi fosse l’amante dell’anima,
      ognuna con un unico comune denominatore. Libertà.
      La libertà va scaldata, accolta senza timore,
      essa non sarà mai morente.
      Il lupo, il leone, la tigre, loro sgozzano in piena “libertà” per fame.
      Questa la loro natura, questa la loro libertà.
      La nostra libertà si sviluppa nel massacro odierno.
      La libertà apre quel buco nero,
      dove ognuno di noi conosce la paura nel valicarlo
      per il terrore della solitudine.
      Luciano

      • Antonio Di Matteo ha detto:

        Grazie Luciano, io scrivo e pubblico quello che penso, a prescindere dal fatto che qualcuno legga o meno, al di là dell’approvazione dei miei concittadini. io sto aprendo una strada, un varco. spero che un giorno qualcuno potrà utilizzare questo varco per portare un po’ di luce alla nostra città. io spero che questo qualcuno sia ogni mio compaesano, perchè l’oscurità è dentro di noi. siamo noi che abbiamo le bende sugli occhi. esiste un problema? risolviamolo. tutto il resto è fumo negli occhi. grazie ancora. ciao.

    2. Anna Maria ha detto:

      Buona permanenza all’estero, e torna presto ad informarci su quel che accade a Tursi.
      http://lamiaterraladifendo.it/?tag=giuseppe-gati

    3. Antonio Di Matteo ha detto:

      grazie mille, tornerò presto, ma spero che i tursitani possano scoprire ed utilizzare la critica pubblica e palese anche senza di me. ogni giorno vengono spesi soldi comunali, senza che noi sappiamo nulla o peggio ancora senza la nostra approvazione. è necessario riscoprirsi cittadini, non solo liberi, ma attivi, politici. basta menefreghismo. basta delegare.