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Rifatta la frittata

Se la prima era pessima, l’attuale, una rivisitazione, è anche peggio. È stata rifatta la giunta al Comune di Tursi. Una notizia che alcuni attendevano da almeno 5 settimane. Ecco una breve analisi di quello che davvero è accaduto. Il vice sindaco resta Cosma, che però perde alcune deleghe importanti ma riceve in cambio la delega alla Polizia Municipale e quella all’ambiente, anche se non credo gli sia stata data la sub delega ai rifiuti, nodo cruciale di alcuni eventi, passati e futuri. Cosma perde anche la sua delega preferita, quella allo sport. L’assessore Cosma resta inascoltato nelle sue richieste e la sua continua assenza dalle riunioni di giunta non ha fatto altro che indebolire la sua posizione. L’assessore Caldararo perde la delega alla Polizia Municipale, ma compatta nelle sue mani le deleghe in materia di turismo e cultura, restando titolare della delega al bilancio. L’assessorato di Gulfo resta praticamente immutato. L’assessore Popia perde le importantissime deleghe dell’ambiente e dell’urbanistica e dei lavori pubblici, ma riceve in cambio quel poco di pubblica istruzione e patrimonio, conservando la cara delega del centro storico. Passando alle sub deleghe dei consiglieri comunali, nulla è cambiato.

In un articolo di giornale ho letto alcune indiscrezioni in merito al rimpasto di giunta. Popia e Gulfo vengono definiti assessori indipendenti, cioè non più nelle grinfie di Ruggiero, cioè non sono più tesserati all’Udc, cioè non si riconoscono più nel primo partito di maggioranza in Consiglio comunale. Una notizia da non sottovalutare. In aggiunta, ora che la delega alla politiche sociali è in mano al sindaco, la metà dell’indennità che l’assessore Caldararo devolveva a questo suo precedente assessorato a chi andrà?

Sempre da indiscrezioni giornalistiche si apprende che il sindaco voleva nominare un quinto assessore. Citando testualmente: “il sindaco ha lasciato intendere di voler valutare l’ipotesi, sempre che ci sia la possibilità di farlo senza sborsare nemmeno un euro in più dalle casse comunali.” Da aggiungere è una pernacchia. Nominare un assessore e poi non pagarlo? Perché il sindaco e gli altri 4 assessori prendono l’indennità e il quinto non dovrebbe? E poi il sindaco dovrebbe spiegare come fa ad avere un quinto assessore senza pagarlo, perché se fosse possibile, potrebbe replicare il meccanismo anche agli altri 4 assessori e a se stesso. Vi ricordate cosa disse su Il Quotidiano della Basilicata nel 2010? “Nessuno di noi percepirà l’indennità di carica che la legge stabilisce spetta agli amministratori. Nessuno aggraverà la situazione finanziaria dell’ente. Il sottoscritto, gli assessori, ed il presidente del Consiglio che andremo ad eleggere, daranno il massimo per la nostra comunità, ma all’insegna della sobrietà assoluta.” Al sindaco chiedo di non fare promesse, tanto abbiamo capito che è incapace di mantenerle, nonostante la buona volontà. Questa giunta deve dimostrarsi, prima di tutto, capace di non fare promesse.

Dopo questa introduzione, ecco la notizia: il quinto assessore è Bruno, che non aveva accettato alcuna delega consiliare, in previsione dell’assessorato. Il sindaco ha così scavalcato Cavallo, che voleva dimettersi da presidente del consiglio comunale, ma per paura di perdere bue e corna, ha preferito rimanere al suo posto. Anche Lauria è stato scavalcato, e chiedo al sindaco il perché. Bruno ha ricevuto la delega agli affari generali e contenzioso, all’agricoltura, allo sport. E qui il dubbio: perché togliere la delega allo sport a Cosma per darla indirettamente a Cavallo? E per quanto riguarda l’indennità di carica per Bruno? Ecco cosa c’è scritto nel decreto di nomina del sindaco: «Che la spesa complessiva derivante dall’adozione del presente atto comporta, in ogni  caso, l’invarianza del limite di impegno di spesa stabilito per I’indennità di funzione prevista per i componenti la Giunta Comunale nominati con Decreto prot. 5089 del 15 aprile 2010 (per n. 4 Assessori ed il Sindaco)». Quindi si potrebbe dedurre che l’indennità del nuovo assessore deriverà dalla decurtazione delle indennità degli altri componenti di giunta. Ma ho ancora un dubbio: perché il sindaco ha bisogno di un quinto assessore? Forse ha paura di perdere la maggioranza in giunta? Forse è alla ricerca di nuovi alleati in consiglio comunale? Forse gli è stato imposto dall’esterno? Forse perché Bruno è dell’Udc di Ruggiero e risulta necessario riassettare la giunta dopo l’uscita dall’Udc di Gulfo e Popia, dichiaratisi indipendenti?

Passando al Consiglio comunale, qualcuno mi spiega secondo quale logica il presidente del consiglio detiene una subdelega assessorile (sport e associazionismo)? È come se il presidente del Senato fosse anche sottosegretario all’economia. Assurdo, eppure la maggioranza ignora la differenza tra cariche governative e legislative, o peggio, non hanno alcun senso della misura o delle istituzioni. In aggiunta, il consigliere Lagala prende la subdelega alle politiche sociali. Ma come? Ma Lagala non era fuori dalla maggioranza? Non aveva detto di non volersi sporcare con gli oligarchi, che il Consiglio comunale veniva snobbato, che i seguaci di Ruggiero avevano monopolizzato il Municipio, che era stufo di fare la scimmietta ammaestrata e votare per alzata di mano qualsiasi cosa gli venisse somministrata? A quanto pare no.

Ma alla fine di tutto, la vera chiave di lettura di tutta la vicenda sta nel fatto che il sindaco si sia tenuto per sè la vitale delega ai lavori pubblici. Chi detiene questa delega ha il passepartout di tutte le questioni più spinose della città, dal parco eolico agli appalti, dalle infrastrutture ai segnali di fumo. Da questa mossa si capisce chi voleva un pezzo più grande della torta e chi invece l’ha perso. Per acquietare le acque, il sindaco ha tenuto per sé questa pericolosa delega. In più, il sindaco per sé ha tenuto la delega al personale e quella alle politiche sociali.

Questi sono, secondo me, i punti chiave della vicenda da mettere in luce, conditi con dubbi e domande. Che ci siano altre vicende che non ho considerato o che ho sovrastressato, è normale. Discutiamone.

Fonte foto: Pasquino Web

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