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Atti vandalici nella città di Tursi

Nella settimana appena trascorsa si sono verificati significativi atti vandalici contro gli istituti scolastici della città e contro il monumento del Milite Ignoto. Stando agli articoli di giornale, ecco i fatti. Il monumento, lunedì mattina, è stato trovato con un vaso di plastica in testa e una bottiglia di spumante infilata alla baionetta. La stessa notte, nella stanza dell’archivio della scuola elementare sono stati dati alle fiamme alcuni faldoni di documenti risalenti agli anni passati e non recenti. Giovedì mattina, l’edificio delle scuole medie è stato ampiamente visitato da ignoti che hanno creato disordine, rubato alcune chiavi, scassinato tutti i cassetti, aperte tutte le porte. Qualcuno parla di bravate, qualcuno parla di balordi, io vorrei focalizzare la vostra attenzione sul tempismo, sui comportamenti dai criminali e dei nostri amministratori.

Tursi è ormai nota in tutto il mondo per una particolare caratteristica: se qualcuno dice ad alta voce la fatidica parola “Trasparenza”, c’è un fuggi fuggi generale. Qualcuno mi spiega il perché? Perché sui giornali non si è parlato dell’irruzione di malviventi nelle scuole elementari il 4 maggio scorso? Perché nessuno parla delle continue irruzioni negli istituti scolastici cittadini? Perché non vengono presi provvedimenti? Perché gli amministratori non mettono a fondo cassa il loro stipendio e lo spendono in manutenzione ordinaria degli apparati di sicurezza dei nostri edifici pubblici? Presto verrà ultimata la sala musicale costata più di 100 mila euro; come verrà difesa?

“Assessori e sindaco accorsi immediatamente sul posto per verificare i danni.” Danni che i cittadini dovranno ripagare, ma che potevano essere evitati se si fossero utilizzati al meglio i 100 mila euro di indennità dei nostri amministratori oppure i 24 mila euro buttati al vento dandoli alle associazioni nell’anno 2011. In una conferenza stampa convocata dal sindaco successivamente agli eventi, il primo cittadino ha parlato di tutt’altro: rimozione di discariche abusive di amianto per un costo complessivo di 4,5 mila euro a carico del Municipio, rimozione pneumatici abbandonati sul territorio (mansioni che dovrebbero toccare alla società Avvenire). A mio parere il sindaco non ha capito la situazione: stiamo parlando di atti intimidatori contro la città di Tursi e lui ci parla delle discariche abusive? C’è qualcosa che non mi torna. In più, il sindaco parla della mancanza di fondi da destinare all’istallazione di telecamere. Anche su questo il sindaco ha torto perché si potrebbero utilizzare le inutilizzate telecamere istallate attorno al palazzo del Municipio. Basterebbe soltanto farle spostare dai tecnici comunali.

Tornado all’incendio, chi avrebbe interesse ad incendiare specifici faldoni? Quali faldoni? Relativi a quale anno? Quale tipo di documento? Riferiti ad alunni o dipendenti? E perché bruciarli? Perché non rubare soltanto alcuni specifici documenti senza che nessuno se ne accorgesse? Perché creare tanto clamore? Perché farlo lunedì mattina? Perché farlo la notte in cui c’era più baccano per le strade (la Juve aveva vinto lo scudetto e i tifosi festeggiavano rumorosamente)? Perché spendere più tempo nei depistaggi piuttosto che nei veri intenti? Perché prendersela con le scuole? Come mai i malviventi conoscevano così bene la scuola, gli edifici, le chiavi, le porte, gli armadietti? Io sono stato alunno ma non conoscevo tutti questi particolari. Qualcuno sa e non vuole parlare.

A mio avviso siamo di fronte ad una immensa opera di depistaggio, in cui si è messo dentro lo scudetto della Juve, la fine dell’anno scolastico, faldoni di carta straccia, un po’ di fumo e un pizzico di vandalismo. La mia opinione è che questi signori sono gli stessi che hanno giocato con il fuoco nell’estate scorsa. Per averne conferma basterebbe iniziare a prendere le impronte digitali su tutte le scene del crimine e si vedrà che la firma è sempre la stessa, con gli stessi mandanti. Qualcuno vuole intimidire la città e i suoi amministratori. Credo che sia arrivato il momento in cui i testimoni inizino a parlare.

Fonte foto: Google

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