Crea sito

Resoconto sulla discarica abusiva sequestrata

Dopo giusto un mese dal sequestro della discarica abusiva lungo la vecchia strada che collega Tursi con Ponte Masone, sembra necessario fare un riassuntino per capirci tutti un po’ di più, dato che i nostri amministratori ci hanno buttato parecchio fumo negli occhi.

Stando ai giornalisti, ad oggi non smentiti, ecco la cronistoria dal mio punto di vista:

1-mercoledì 12 settembre qualcuno appiccò un incendio ai rifiuti nella piazzola;

2-l’incendio venne spento il giorno stesso;

3-mercoledì sera, un mio amico mi propose di darci da fare per rimuovere la discarica in questione, ma non venni informato del fatto che la discarica era stata parzialmente distrutta dal fuoco;

4-con altri amici ci accordammo sul da farsi, e la mattina di giovedì pubblicai l’articolo per informare la popolazione della nostra azione di rimozione dei rifiuti;

5-giovedì 13 settembre, di pomeriggio, mi recai sul luogo per una preliminare perlustrazione e notai le conseguenze dell’incendio;

6-sabato 15 settembre, alle 8.30 di mattina ero già alla piazzola. Il sequestro era già stato posto, non c’era puzza di bruciato o resti di un incendio appena domato. Ipotizzai che il sequestro era stato eseguito venerdì sera, dato che un mio amico, venerdì pomeriggio, passando di lì non lo aveva visto;

7-dalle 8.30 alle 9.00 attesi i miei amici, facemmo un piccolo quadro della situazione e alle 9.10 abbandonammo il campo.

Sui giornali è apparso di tutto, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mia autoproclamazione di vittoria su molti quotidiani. Tanto ha fatto scalpore che tutti sono corsi ai ripari. Nel giro di mezz’ora mi arriva una telefonata dal numero fisso: 0835 25 64 40, quello della sede materana de Il Quotidiano. Una voce maschile risponde: “Buon giorno Nuccio” con un tono festoso, ed io: “Nuccio chi?”. L’interlocutore chiude la conversazione. Non solo un giornalista professionista ha voluto sincerarsi della situazione prima di pubblicare un comunicato stampa, ma ha avuto anche la buona educazione di chiudere il telefono in faccia… bastava dire: “Scusi ho sbagliato numero”.

Sabato pomeriggio, fuori dall’orario di lavoro il Comandante della Polizia Municipale della città di Tursi, un tecnico, un dirigente municipale, non un politico, ha sentito l’esigenza di vantare l’operato dell’amministrazione comunale. Una dichiarazione assessorile, che nulla aveva del tecnico. Naturalmente c’è stato uno scambio di ruoli: il tecnico ha dovuto fare le veci dell’assessore all’ambiente, che dopo tre anni non ho ancora capito chi è. L’assessore non è stato capace di proferire parole e ha trovato convenienza a nascondersi dietro l’autorevolezza di un tecnico.

Altra cosa che vorrei farvi notare è la dichiarazione fatta dal nostro sindaco, avv. Giuseppe Labriola, in merito alle spese di bonifica che il Municipio dovrà sostenere per la bonifica della piazzola. 50 mila euro. 50 mila euro per raccogliere qualche rifiuto, fare qualche analisi, scrivere qualche verbale, trasportare i rifiuti, pagarne lo smaltimento. Ma davvero il sindaco ci vuole far credere che servono 50 mila euro per lo smaltimento di 5 tonnellate di rifiuti? 10 mila euro a tonnellata? 10 euro al chilo? E che è, Parmigiano reggiano? E lo credo bene che abbiamo ancora i debiti, con questi amministratori incapaci cosa vuoi avere se non le pezze al culo? Sono passati 3 anni di questa amministrazione; il Comune di Tursi non si è capito quanti debiti abbia; il bilancio della città è di 17 milioni di euro all’anno, e tra questi 17 milioni di euro non si trovano 500 mila euro per pagare il debito? E basta ricordare che la mancanza di sobrietà di questa giunta, tanto decantata, avrebbe fatto risparmiare 400 mila euro, destinabili al pagamento del debito.

Dopo più di una settimana dalla vicenda uscì la versione ufficiale dell’amministrazione in cui si dice che: l’incendio era avvenuto venerdì sera, ma le prove in mio possesso negano questa tesi, si veda il punto 6 dell’elenco iniziale; il sequestro è avvenuto sabato mattina; forse, ma a che ora? Dei dipendenti pubblici che vanno di sabato, alle ore 7, a fare un sequestro giudiziario? Io ero lì alle 8.30 e non c’era nessuno. Quindi anche questa notizia viene smentita.

Va ricordato che in tutti gli articoli di giornale apparsi, nessuno ha mai smentito la mia versione dei fatti. In tutti gli articoli il comunicato dell’Associazione Cittadina Tursi –  Movimento per le Autonomie veniva citato, ma né i giornalisti né gli amministratori lo smentivano. Quello che io scrivo è vero, fino a prova contraria. Se non escono le prove, io non dico bugie. Altrimenti ammetterò di aver detto bugie, me ne prenderò le responsabilità, ma almeno avremo i documenti originali dell’operato di questa amministrazione oscurantista e occultatrice.

Qualcosa a favore dell’operato di questa amministrazione però va detto. Sono stati rimosse gravi situazioni ambientali dovute a discariche abusive di amianto, molto pericolose, tra Marone e Troily. Insistentemente si chiede agli organi competenti sovracomunali di sbrigarsi perché molte discariche sono lungo arterie stradali provinciali, regionali e statali, e il Comune può farci poco o nulla, soltanto evitare che i cittadini ci si imbattano. Nonostante questo buon operato, sull’albo pretorio on line non c’è nessun documento, nessuna fattura, che possa dimostrare la rimozione dell’amianto e il legale smaltimento.

Per concludere, il sindaco aveva promesso la rimozione del sequestro e la bonifica dell’area in brevissimo tempo. Dopo un mese è tutto fermo, anche i nastri e le tabelle del sequestro sono diventanti rifiuti, ancora una volta a testimonianza di qualcosa che non funziona in questa amministrazione.

Vi siete chiesti perché mi lasciano carta bianca? Perché smentirmi sarebbe davvero deleterio, dato che dovrebbero disoccultare il carteggio.

Fonte foto: Antonio Di Matteo

    2 Responses to “Resoconto sulla discarica abusiva sequestrata”

    1. giovanni lasalandra ha detto:

      Insistentemente si chiede anche di posizionare nelle frazioni cassonetti (si chiamano campane) per la raccolta di vetro, plastica, cartone. Vorrei far presente all’amministrazione che come priorità non c’è solo una ipotetica costruzione di una strada parallela al pescogrosso.
      In merito ai debiti dell’amministrazione vorrei ricordare che qualche assessore ha affermato che l’introduzione delle indennità di funzione (delibera n 607 del 21.11.2011) è un atto dovuto …dopo il pareggio di bilancio e/o aumenti di entrate. Forse sarebbe il momento di scendere in piazza
      PERCHE’ non divulghi un questionario scendendo in piazza e vediamo l’interesse che hanno i tursitani sui veri problemi?

      • Antonio Di Matteo ha detto:

        se avessi tempo e l’aiuto di qualcuno, sarei sempre in mezzo alla gente, ma per altri due anni sono praticamente assente fisicamente da tutto, quindi non mi si può chiedere ciò che non posso e non ti prometterò mai cose che non posso fare, almeno per ora.