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Povertà nel 2012 a Tursi

banco-alimentare tursi270 cittadini di Tursi ricevono aiuto alimentare tramite la Protezione Civile. Pasta, zucchero, riso, formaggio, e altro ancora, per sopperire alle difficoltà di tutti i giorni. Non si sa quanto spende il Comune per questo servizio e come sia il tutto organizzato. Quante volte al mese si può usufruire dell’aiuto? Che tipo di alimenti vengono concessi? Chi li fornisce? Chi ne controlla la qualità? Qualcuno che non ha ricevuto l’aiuto ha lamentato che c’è un po’ di discrezionalità nella somministrazione del beneficio e alcune forme di elusione immorali, ma legali, che privano il servizio della necessaria autorevolezza. Diamo qualche numero: 270 persone sono il 5% della popolazione, a cui bisogna aggiungere anche chi non ha fatto richiesta e chi, anche se ha fatto richiesta, non riceve aiuto per cavilli burocratici, e arriviamo ad un buon 10%. Una persona ogni dieci a Tursi ha problemi gravi e sicuramente vedrà peggioramenti nella propria situazione nel prossimo futuro. Il cibo viene distribuito in una stanza del palazzo del Municipio, vicino alla Sala del Consiglio comunale. Le confezioni hanno tutte lo stemma della Comunità europea e quindi questi prodotti vengono forniti grazie all’aiuto dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura.  Va aggiunto, che gli anziani sono soltanto una piccola percentuale di questi beneficiari; molti sono ancora in età lavorativa e possono lavorare.

Se dipendesse da me, l’imperativo sarebbe:

-organizzare collette mensili volontarie per chiunque ha voglia di donare cibo o soldi;

-utilizzare il cibo dei locali che i nostri ristoratori sono costretti a buttare ogni sera nella spazzatura, perché così prevede la legge (Quel cibo, se io vado al ristorante all’ultimo minuto è commestibile, ma dopo che il locale chiude, lo stesso cibo è da buttare, stando alla legge);

-chiedere agli agricoltori di fornire frutta e verdura fresca, grano, farina, carne;

-chi, tra i richiedenti, può lavorare non riceve aiuto alimentare ma se ne incentiva l’attività lavorativa;

-verificare non solo gli indici Isee e la dichiarazione del reddito per concedere l’aiuto, ma la reale situazione in cui versa il richiedente, nominando una commissiona valutatrice;

-pubblicare online e su manifesti la procedura da seguire per ricevere l’aiuto;

-pubblicare online le spese sostenute per l’intera organizzazione dal Municipio;

-utilizzare fondi comunali per creare posti di lavoro stabili per i giovani, incentivando le imprese tursitane ad assumerli;

-stilare e pubblicare una relazione tecnica bimestrale con indicato l’operato dell’Amministrazione comunale, gli obiettivi raggiunti e le spese sostenute dal Comune.

Naturalmente per fare questo, ci vuole un’amministrazione autorevole, degna, integerrima, che ispiri fiducia e stimoli la generosità, mica quella guidata dal sindaco, l’avvocato Giuseppe Labriola.

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