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Quel che resta del Presepe Vivente 2012

scenografia presepe tursi 2012Sono passati oramai 4 giorni dall’Evento Presepe Vivente di Tursi. Il 30 dicembre 2012 c’è stata l’ultima serata. Dopo queste festività, ieri, 2 gennaio, dalle ore 14.30 alle ore 15.00, facendomi un giro in la Rabatana ho scoperto alcuni dettagli che ora vorrei condividere con voi. Il nostro rione arabo è stato ripulito dalle cartacce e dai rifiuti prodotti durante l’evento, ma sono presenti ancora alcune impalcature facenti parte della scenografia. segatura tursi presepe 2012Da notare sono anche alcuni rimasugli di segatura e brace, nonché feci animali, specificatamente ovini e asini. E ancora, le canne utilizzate per rendere più veritiera la location sono ancora lì. Qualcuno potrebbe dire che possono rendere più suggestivo (o aromatico) il percorso, ma questi sono gusti personali. Si potrebbe invece affermare che nell’eventualità una di quelle impalcature cadesse addosso ad un malcapitato, il responsabile penale e civile sarebbe il Comune di Tursi e i suoi rappresentanti. Quindi per una semplice questione di opportunità, sarebbe meglio rimuovere in fretta i resti della scenografia, prima che qualcuno si faccia male. Inoltre ci sono ancora i fari e l’illuminazione ad hoc per la serata e anche quella andrebbe rimossa e conservata, sperando che qualche ladro non se la rubi nel frattempo.

Vi ricordate la vicenda del vecchio oleificio lerciato di letame e pagliericcio con la spavalda difesa dell’esteticità della trovata? Andò a finire che dopo la mia segnalazione al sindaco, i responsabili pulirono malamente il tutto. E bene, dopo quella esperienza, l’oleificio non è stato più sporcato.

Alcuni concittadini hanno riscontrato delle defaiances nella gestione del trasporto dei visitatori dai parcheggi di viale Sant’Anna fino in Rabatana, anche se non ho maggiori notizie in merito e neanche testimonianza diretta. Andrebbe verificato l’eventuale abuso di alcuni addetti all’ordine. La gente era molta, i pulmini pochi e allora si è creata la calca. Forse si poteva calmierare la situazione chiedendo ai visitatori più volenterosi di salire in Rabatana a piedi percorrendo il centro storico accompagnati da qualche tursitano.

scale piccicarello tursiscale rifiuti tursiSpero che le scale del Piccicarello, quelle per passare dal piano inferiore al piano superiore siano state chiuse al pubblico. Erano e sono uno spettacolo indecente che, nel menefreghismo più assoluto dei nostri amministratori, vivono una condizione inaccettabile. Per la pulizia di quei luoghi non ci sono fondi europei da chiedere?

Qualcuno ha azzardato la versione che questa edizione dell’evento sia farina del sacco dell’amministrazione comunale, ma io vorrei farvi rimembrare i dialetti dei visitatori. Una buona percentuale di questi provenivano dal sud della Basilicata, territorio che coincide con la Diocesi. Inoltre, stando al censimento eseguito meticolosamente da giovani volontari durante l’evento, le provenienze dei visitatori erano le più disparate: Salerno, Catanzaro, Lecce, e poi Bernalda, Tricarico, Pisticci. Da tutto il meridione sono venuti. Ma sempre di diocesi si parla.

E ora parliamo dei fondi pubblici utilizzati per l’evento. 2 mila euro di fondi comunali, più energia elettrica, protezione civile mobilitata, mezzi meccanici ed autisti. E poi i fondi europei Fesr. E il bilancio finanziario dell’evento? Verrà pubblicato da qualche parte? I cittadini potranno visionarlo? Stando a studi accademici americani, la trasparenza potrebbe aiutare la cooperazione tra i cittadini e le istituzioni. Ma ai nostri amministratori non interessa la cooperazione, ma le casse del Municipio da svuotare.

Ora la parola passa a voi lettori. Il sondaggio di seguito vi permetterà di esprimere anonimamente il vostro pensiero in merito alla vicenda. Il questionario è libero, segreto. I risultati saranno pubblicati entro domenica.

 SONDAGGIO

Fonte foto: Antonio Di Matteo

    2 Responses to “Quel che resta del Presepe Vivente 2012”

    1. Antonella ha detto:

      Ciao Antonio, volevo esprimerti la mia solidarietà per la vicenda della telefonata. Ho letto il post e, francamente, non capisco cosa ci sia di strano nel fare due cose che dovrebbero stare a cuore ai cittadini:
      1. segnalare situazioni di abbandono/sporcizia o malfunzionamenti
      2. richiedere il bilancio di un’iniziativa in cui si sono utilizzati soldi pubblici. (tra l’altro penso sia un obbligo).

      Grazie

      • Antonio Di Matteo ha detto:

        Ti ringrazio di cuore. condivido pienamente quello che affermi. anche sono un euro di soldi pubblici speso deve essere rendicontato ai cittadini che quell’euro hanno contribuito a creare pagando le tasse lavorando. se inizieremo a porre come base della gestione pubblica la trasparenza e la partecipazione popolare, la nostra società sarà migliore e più forte.