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Patto dei Sindaci: per tutti noi o per pochi di loro?

Patto dei Sindaci logo tursi materaCon Deliberazione di Consiglio n. 09 del 30/04/2013 il Comune di Tursi ha deciso di aderire al Patto dei Sindaci, avendo sottoscritto apposito protocollo d’intesa in data 27/09/2012 con la Provincia di Matera, designata “Coordinatore Territoriale” dalla Commissione Europea.

Facciamo una breve analisi del “tema”, apparentemente normale ma in realtà “delicato”.

Nel maggio del 2007, l’Unione Europea varò il documento “Energia per  il mondo che  cambia” col quale si impegnava unilateralmente e formalmente a raggiungere determinati traguardi in materia ambientale, col Pacchetto 20-20-20 [ovvero riduzione del 20% delle emissioni di gas nocivi tipo CO2, risparmiare il 20% di energia da fonti fossili (ovvero petrolio, carbone, gas)  e aumentare del 20% il consumo di energia da fonti rinnovabili (solare, fotovoltaico, eolico, biomasse) entro l’anno 2020].

Per poter raggiungere tale traguardo la Comunità Europea decideva di far leva sui soggetti che gestiscono le microrealtà territoriali (in Italia gli EE.LL. ovvero le Regioni, le Province, le Città ovvero i paesi), per tramite di un movimento su base volontaria  denominato Patto dei Sindaci (Convenant of majors). Con esso le autorità locali possono decidere (sottoscrivendo su base volontaria) di  aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo da fonti rinnovabili nei loro territori (pacchetto 20-20-20), impegnandosi contestualmente a presentare un piano (P.A.E.S. –Piano D’azione Energia Sostenibile) nel quale trovino spazio i “tempi” delle azioni pianificate e le responsabilità assegnate, i rapporti periodici e il monitoraggio di tali azioni da parte della Comunità Europea.

L’idea, per poter attecchire, deve giustamente recare seco un budget. Valutiamo, seppur con approssimazione, l’entità e la dimensione del fenomeno leggendo alcuni passi da un articolo apparso su Basilicatanet del 29/06/2012 da titolo “Renergy. Nuove risorse per il Patto dei sindaci”:

<<…….Una buona notizia sulle energie rinnovabili è arrivata in videoconferenza da Karl Kellner della Direzione Generale per l’Energia presso la Commissione Europea, il quale ha annunciato che nei prossimi anni ci sarà un raddoppio dei fondi per la promozione di innovazione e sviluppo nella green economy a favore di imprese ed enti locali, per un importo complessivo di 17 miliardi di euro. “Ulteriori 6,5 miliardi di euro – ha aggiunto Kellner – dovrebbero essere messi a disposizione per la ricerca sulla produzione di una energia sicura, pulita ed efficiente. Ovviamente, questo maggior volume di risorse necessiterà di regole chiare, di un sistema di sinergie per gestire le sovvenzioni e di servizi di supporto allo sviluppo”……>>.

E ancora:

<<…..Il Patto ha riscosso particolare successo in Italia. Sono infatti 2.046 i Comuni italiani che hanno aderito al Patto dei Sindaci, di cui 506 hanno già presentato il Piano di azione per la sostenibilità energetica. In pratica – ha spiegato in collegamento skype da Bruxelles Frederic Boyer dell’Ufficio Patto dei sindaci – più della metà dei Comuni europei che hanno aderito al Patto dei Sindaci, in totale 4.050, sono italiani. Questo buon risultato è frutto dell’ottimo lavoro messo in campo da Regioni e Province come supporter del patto”….>>.

Ricordiamo, quindi, all’amministrazione che si tratta di argomenti delicati che non possono essere sottaciuti o somministrati “indolore” ai ns. concittadini: il P.A.E.S. deve tradurre in fatti le linee guida adottate in sede comunitaria. Tra queste, c’è il coinvolgimento dei cittadini in un processo partecipativo per la definizione degli obiettivi.  C’è anche la redazione di un elenco di portatori di interesse che, oltre a rappresentanti della società civile quali studenti, lavoratori, associazioni, comprende anche società pubbliche o private di mobilità e di servizi energetici, ordini professionali e associazioni di categoria, personale degli uffici comunali coinvolti e partner finanziari, con un riferimento particolare alle società che finanziano progetti di risparmio energetico riducendo i costi iniziali per il cliente.

Il documento deve contenere la tempistica, con date di inizio e di fine ed obiettivi intermedi, le modalità di monitoraggio, con indicatori adeguati a valutare il raggiungimento degli obiettivi e, se necessario, adottare le misure correttive, la stima dei costi e le possibili fonti di finanziamento (progetti europei, fondi di rotazione, partenariati pubblico-privato), la persona o l’ufficio responsabile dell’attuazione, con l’individuazione delle risorse umane necessarie per realizzare gli interventi, valutare i risultati, accedere ad eventuali finanziamenti nazionali ed europei.

Tursi è Nostra si impegna a:

1) monitorare, nel tempo, lo “stato dell’arte” della delicata intrepida iniziativa assunta dal Comune di Tursi, affinchè il P.A.E.S. venga preparato e redatto con i cittadini, le associazioni e gli operatori anche economici interessati, ovvero gli attori della società civile che subiranno gli effetti – o l’assenza di effetti – del P.A.E.S.;

2) fare di tutto perché nel P.A.E.S. vi siano indicate specifiche azioni finalizzate a ridurre le emissioni con la politica pianificatoria e regolamentare del Comune, ovvero, ad esempio, vi sia coerenza tra il piano della mobilità e l’incentivo a mezzi di locomozione elettrici (auto, bici, etc.), vi siano legate a filo doppio la politica urbanistico-edilizia con l’incentivo al risparmio energetico ed all’autoproduzione per le abitazioni, etc.  al fine di segnare un netto discrimine tra la produzione di energia da fonti rinnovabili per fini speculativi e quella per l’autoconsumo, più vicina e utile alle famiglie.

3) vigilare a che venga deliberatamente impedito alla popolazione di partecipare, affinchè nel P.A.E.S. non vi siano poche idee e molte ambiguità perché non diventi l’ennesima occasione persa  per le famiglie, che sulla base di un lavoro serio avrebbero potuto ad esempio avere l’opportunità di accedere a finanziamenti/forniture agevolati per tutto ciò che concerne il risparmio e l’efficienza energetica delle abitazioni.

In definitiva, Tursi è Nostra vigilerà al fine di evitare, con ogni mezzo, che venga elaborata una errata politica di energia sostenibile che possa cagionare un danno per noi tutti.

Fonte foto: www.campagnaseeitalia.it

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