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La dignità prima di tutto

tre giorni dignità lavoro tursiL’altra mattina, mentre svolgevo alcune commissioni per gli uffici della Città, camminando per viale Sant’Anna, ho notato un anziano signore, con un’età tra i 65 e i 70 anni, che, con una paletta di plastica e un secchiello per muratori, puliva le cunette laterali del dosso artificiale all’altezza dell’ufficio postale. Inizialmente non ci ho badato. Proseguendo lungo il viale, all’altezza del secondo dosso, quello vicino il Municipio, ho notato, nascosto dietro un automobile parcheggiata, un altro anziano signore, della stessa età del primo, che faceva lo stesso servizio, sempre con attrezzi non idonei come una scopa rotta e un sacchetto di canapa. Allora mi è sorto il dubbio. Non è possibile che nel giro di 50 metri ci siano due anziani, che per puro passatempo ripuliscano le cunette delle strade municipali. Poi ho fatto qualche collegamento mentale. Vuoi vedere che la nuova ditta che gestisce il ciclo dei rifiuti urbani c’entra con questa storia? Oppure è l’amministrazione comunale che fa lavorare questi signori? Con che forma contrattuale? I due lavoratori non avevano uniforme, materiale anti infortunistico, mezzi adeguati alle mansioni che dovevano svolgere, anzi utilizzavano mezzi presumibilmente di loro proprietà. Quale tutela sindacale i signori avevano?

Incrociando i loro occhi, mi pareva che i diritti di cui potevano godere erano ben pochi. Schivi, taciturni, furtivi, sempre a guardarsi attorno. Ladri di sporcizia, ecco come apparivano. Ladri di lavoro, ecco come si sentivano. Quando ad una persona viene tolta la dignità, e soprattutto la dignità del lavoro, si passa quel limite invalicabile che la nostra Costituzione repubblicana ha sancito al costo di milioni di morti nella guerra mondiale ai fascismi. Comprare la dignità delle persone, in momenti di grave crisi politica ed economica come quella italiana, al prezzo di qualche giornata di lavoro per sopperire alle spese della sopravvivenza quotidiana è un atto di assassinio della coscienza politica di questi signori, cittadini come noi, di una repubblica e di una Città oramai svenduta ad amministratori immorali. Questi ultimi seminano tra di noi l’odio sociale, tramite favoritismi e clientelismi. Non è più accettabile.

Fonte foto: genio.virgilio.it

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