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Fotoreportage del San Francesco di Tursi

campanileOggi vogliamo proporvi un piccolo reportage fotografico del Convento di San Francesco, enorme struttura che negli anni passati ha ricevuto alcune opere di messa in sicurezza ma che oggi è alla mercé di vandali e curiosi. Gli interventi edili hanno riguardato il tetto, i solai, le varie stanze del convento, mentre nulla è stato fatto per la chiesa adiacente. Come si può vedere dalle foto, la navata centrale è una groviera, dopo l’asportazione delle tombe e dei loro tesori. Il Comune di Tursi, da molti anni, presenta sistematicamente il progetto di riqualificazione della struttura ai vari ministeri competenti per ricevere finanziamenti. Ora si sta sondando la strada dei finanziamenti europei, ma il percorso è arduo. La difficoltà non sta nel realizzare l’opera o nel presentare un progetto valido. Il problema è ricevere il finanziamento, che è anche di una certa entità. Soltanto un’intensa collaborazione tra Comune di Tursi, attivo per quel che gli compete, Regione Basilicata, un po’ troppo distratta, Diocesi, da coinvolgere, e popolazione, da informare, potrà garantire la riuscita dell’iter. Vogliono i tursitani vincere questa sfida? Vogliono i tursitani un complesso monumentale capace di creare sviluppo per l’intero territorio? I tempi sono maturi.

chiesa

colonnato

facciata

lavori

secondo piano

vandali

    6 Responses to “Fotoreportage del San Francesco di Tursi”

    1. giovanni lasalandra ha detto:

      Bingo…perfetto ci siamo…progetto…fondazione sassi…scommetto che parliamo anche di 8 milioni di euro…

      • Antonio Di Matteo ha detto:

        da quel che so io, i fondi stanziati, ma mai investiti, sono molti di meno, 2,5 milioni di euro.

    2. GIANPIERO ha detto:

      CIAO ANTò, PROPRIO LA SCORSA SETTIMANA SONO STATO AL CONVENTO PER FARLO VISITARE AD ALCUNI AMICI, ILLEGALMENTE SIAMO ENTRATI ALL’INTERNO DOVE MIO MALGRADO SONO RIMASTO SBALORDITO.LO STATO DI ABBANDONO DEI LAVORI è A DIR POCO INCREDIBILE, PENSARE CHE UNA GROSSA PARTE è STATA MESSA IN SICUREZZA, TOGLIENDO LA CHIESA E QUALCHE PARETE PIENA DI AFFRESCHI DIREI DA PROFANO DI VALUTAZIONI CEH MANCHEREBBE POCO AL COMPLETAMENTO ALMENO DI QUELLA PARTE RISTRUTTURATA, SE POI INVECE LASCIANO COSI I LAVORI BEH è NORMALE CHE POI CI VORRà IL DOPPIO VISTO CHE HO NOTATO CHE SI STANNO FREGANDO ANCHE LE MATTONELLE. QUEL CONVENTO è QUALCOSA DI ECCEZIONALE, UNA VISTA STUPENDA..A MIO AVVISO SI POTREBBERO FARE COSI TANTE COSE ALL’INTERNO GIà CON METà STRUTTURA APERTA E POI PIAN PIAN TERMINARE IL RESTO.

    3. Nicola Persiani ha detto:

      Ciao Antonio,
      ho trattato più volte l’argomento, ultima volta sul giornale di Basilicata. Il vero problema è che per non buttare i soldi al vento è molto importante determinare la destinazione d’uso di tutto l’edificio. Visto l’ampiezza del sito e della struttura nel suo insieme, solo se ci sono idee che si concretizzano in grandi progetti, ha senso ristrutturare un edificio altamente storico e di grande funzione urbanistica per l’intero paese di Tursi. Primo passo importante, il Comune di Tursi deve convincersi che il futuro urbanistico è far sviluppare a gradoni verso il Rione Rabatana, il PRG deve far svolgere al Convento di San Francesco una funzione di cerniera tra la piana, adiacente al torrente Pescogrosso e cioè dal Rione S.S. Quaranta a risalire sino alla Rabatana. Solo così si riabilita l’importanza di San Francesco e della Rabatana e di conseguenza avrebbe senso una seggiovia dal Rione Petto alla Rabatana.San Francesco ha bisogno di un grande progetto di destinazione d’uso,come una Biblioteca Vescovile collegata alla Università di Potenza, rilanciando il vescovado di Lagonegro-Tursi ma anche il territorio tursitano vocato alla storia millenaria della Diocesi, ma anche ad una ricca agricoltura che potrebbe unirsi ad un turismo intenso mettendo insieme:Storia – Agricoltura -Turismo.Sembra una provocazione ma se tutto si realizzasse, l’idea di far diventare San Francesco la nuova sede vescovile con annessa amplissima Biblioteca , potrebbe avere un futuro, facendo tornare il Convento ad un’antica funzione : Centro di Formazione Ecclesiastica e non.Su tutto questo organizzare convegni invitando docenti universitari di Bari e Napoli con le relative Facoltà di Ingegneria ed Architettura.

      • Antonio Di Matteo ha detto:

        c’era il progetto della Fondazione Sassi, donato al Comune di Tursi, ma mai pienamente sostenuto. erano disponibili fondi regionali e fondi nazionali ma mai l’amministrazione ha voluto realizzare il progetto, che prevedeva non solo la ricostruzione ma anche un utilizzo coerente con tutto il territorio metapontino. anche il suo progetto ha ampio respiro. resta sempre però lo stesso problema: chi si fa carico di portare avanti questi progetti?