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Fondazione per la gestione del patrimonio culturale di Tursi – Parte 1

concordia affondamento tursiQuesto è il primo di 3 articoli che riguardano un progetto che verrà realizzato dall’attuale amministrazione comunale. Alcuni giorni fa è stato pubblicato sul sito internet del Municipio di Tursi un avviso pubblico. Questo consentirà un’indagine esplorativa per raccogliere le manifestazioni di interesse a partecipare alla gestione del patrimonio culturale cittadino per 20 anni. Il termine entro il quale dovranno essere presentate le manifestazioni di interesse è fissato entro le ore 12 del 02/10/2013.

Non è un bando di gara, ma solo un avviso a presentare la documentazione identificativa per poi poter partecipare alla fase 2: costituire una fondazione, la cui quota di maggioranza sarà di proprietà del Comune. Quindi non ci sarà trasparenza, né forme di pubblicità, né controlli su tutti i processi realizzati. Discrezionalità allo stato puro. I cittadini non sapranno chi avrà partecipato, chi sarà selezionato e per quali meriti. Sapremo solo che alla fine, soggetti privati di fiducia dell’attuale amministrazione comunale avranno la gestione monopolistica del nostro patrimonio storico-culturale, per 20 anni.

Questi soggetti si dovranno costituire in una unica società consortile la quale sottoscriverà un contratto di servizio in concessione con il Comune di Tursi, divenendo proprietari del 49% della fondazione.

Il patrimonio della fondazione sarà costituito dall’uso dell’ex municipio di San Filippo e del convento di San Francesco (che non è ancora neanche stato ristrutturato), più 50 mila euro di capitale versato dai soggetti privati.

I dubbi sono numerosi e li esprimerò nei prossimi giorni.

Fonte foto: cryptome.org

    4 Responses to “Fondazione per la gestione del patrimonio culturale di Tursi – Parte 1”

    1. Giovanni De Marco ha detto:

      Senza scendere nei particolari della gestione di una fondazione a Tursi, sarebbe come sparare sulla croce rossa quindi me ne astengo. I progetti che riguardano i beni immobili più preziosi della nostra comunità andrebbero quantomeno illustrati pubblicamente, con degli incontri con la popolazione. Queste strutture, restaurate con i nostri soldi, fanno gola a molti. Il mio timore è che finiscano in mano ai soliti noti con quattro soldi…50.000 euro di capitali privati sono una bazzecola, chi vuol gestire privatamente strutture del genere, al limite, deve metterci almeno qualche milione di suo, non vi pare?
      Per concludere in bellezza: sappiamo qualcosa del museo che si doveva aprire nel comune vecchio? Se non riescono a fare questo, visto che gli ambienti sono già completati e pronti ad ospitare i pezzi, di che cosa stiamo parlando? Ci vuole una fondazione per questo?
      Saluti.

      • Antonio Di Matteo ha detto:

        condivisibili considerazioni e fondamentali domande. ma credo che nella loro mente già hanno tutto il progetto strutturato, già sanno dove andare, cosa fare, come sfruttare, come lucrare, come nascondere, come zittire. un patrimonio di valore non può finire in mani “sconosciute” senza che la popolazioni decida i tempi ed i modi. sono operazioni strutturali e credo che ogni buon amministratore avrebbe portato la vicenda in consiglio comunale, per una discussione più approfondita e pubblica. invece qui c’è stata una semplice delibera di giunta comunale e tante determine di dirigente comunale… resto molto perplesso.

    2. pino ha detto:

      Tanto lo sanno gia, a chi deve andare il controllo, dei nostri beni.

      • Antonio Di Matteo ha detto:

        infatti, ma la procedura è talmente complicata che non avranno le capacità tecniche per portare benefici alla comunità. penseranno solo ai fattacci loro.