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Dalle ceneri…si può rinascere!

elezeurop14Domenica 25 Maggio 2014 si sono svolte, in Italia, le elezioni per eleggere il parlamento della “democratica europa”. Emergono 3 dati assolutamente incontrovertibili: 1) il forte astensionismo; 2) L’avanzata del fronte antieuropeo e antieuro; 3) L’avanzata delle destre nazionaliste (Francia, Inghilterra, Ungheria e Grecia).  In Italia si è registrata una netta affermazione del PD, ma più per la popolarità del suo leader (Renzi) e dell’obolo da 80 € elargito prima delle votazioni, che non per le tematiche strettamente europee, quasi a voler distoglierne l’attenzione. Il M5S nonostante tutto ha registrato un forte consenso, ma ha pagato, probabilmente, pur avendo ragione sui contenuti, i toni forti usati in campagna elettorale non considerando che fondamentalmente il popolo italiano è un popolo moderato che non apprezza gli estremismi. Poi si registra il tracollo di Forza Italia sversando i voti sul PD, quasi a sancire un passaggio di consegne tra Berlusconi e Renzi. Alla luce dei dati elettorali si può tranquillamente dedurre che nell’area euro non c’è nessuna forza politica in grado di metter fine alla moneta unica ne tanto meno una forza politica in grado di ripensare ad un modello di Europa diverso da quello attuale e cioè tecnocratica e servile nei confronti delle banche e delle lobby finanziarie. L’Italia, con il grande successo del PD, avrà la forza e soprattutto il coraggio “sbattere i pugni” e di chiedere una revisione delle condizioni del pareggio di bilancio (approvato e messo in costituzione grazie al PD e al PdL) che prevede 50 miliardi di tagli all’anno per i prossimi 20 anni, che colpiscono soprattutto la spesa pubblica (istruzione, sanità e ambiente), ma anche aumento delle tasse per le piccole e medie imprese, (praticamente un cappio al collo per l’economia italiana)? Io dico di no. No perché gli attori (politici) che hanno creato questa situazione disastrosa sono gli stessi che vogliono risolverla. No perché sono legati a filo diretto con i poteri finanziari e devono necessariamente assolvere il loro dovere di dipendenti a discapito del popolo. Queste elezioni hanno sancito uno strapotere della cosiddetta area renziana, spazzando via la minoranza di sinistra (solo per distinguerla dai renziani) dentro il PD. Questo è successo in tutte le circoscrizioni, soprattutto in quella meridionale dove con Gianni Pittella (papabile a ricoprire la carica di Presidente del Parlamento Europeo) il PD ha consolidato quel potere che tutti in apparenza contestiamo ma che di fatto accettiamo. Anche a Tursi stiamo assistendo ad un tentativo non troppo velato da parte di alcuni personaggi, avvallati dalla corrente renziana, di entrare e quindi di impossessarsi di un partito ormai allo sbando e dilaniato da lotte intestine. Sia le primarie per la designazione del candidato presidente alla regione Basilicata (Marcello Pittella) che le europee (Gianni Pittella, con 316 voti) ne sono la prova lampante, il tutto si deciderà quando sarà ufficializzato il segretario regionale del PD (di area renziana anch’egli). In questa ottica e soprattutto con questi personaggi, che per l’ennesima volta, tentano di salire sul carro dei vincitori, bisogna essere pronti e sicuramente bisogna fare appello a tutti coloro che, magari ancora confusamente, credono ad un partito integerrimo. Basta con le etichette. Addosso a quella che ancora ci si ostina a chiamarla “sinistra”, troviamo una delle peggiori pagine politiche mai prodottesi in questo paese, contro cui solo un chiaro progetto politico-amministrativo può estirparla ed eliminarla. Chiunque sia contro questo modo becero, clientelare e autoreferenziale, si unisca, senza più badare a vecchi schemi, ma solo utilizzando il buon senso e la voglia di tirare fuori il nostro paese da questi paludamenti in cui è piombato. Ma, sia chiaro,  devono essere abbandonate tutte altrimenti non ci sono margini di dialogo. Pulizia mentale prima di tutto. Intanto.

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