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Dissesto idrogeologico in Rabatana – Parte 1 di 5

080120141055Un’altra questione che MuoviAmo Tursi ha trattato negli scorsi mesi è quella del progetto di consolidamento del rione Rabatana, finanziato dal Commissario Straordinario Delegato alla Mitigazione del rischio idrogeologico. Si trattava di un progetto di 700 mila euro per ridurre l’erosione della timpa sabbiosa e per canalizzare le acque piovane.

Va premesso che il rione Rabatana di Tursi poggia su un promontorio costituito dalle Sabbie di Tursi, così definite in geologia. Non si tratta quindi di “roccia” come definito nel progetto di consolidamento realizzato dal Commissario straordinario, ma soltanto di sedimenti  sabbiosi. In aggiunta, l’azione erosiva, stando ad alcuni studi tecnici, porta ad un arretramento della scarpata di 20 centimetri in media in un periodo di 20 anni. Inoltre, i lavori di consolidamento hanno previsto funi di acciaio zincato del diametro di mm. 15 disposti con maglia di mt. 4,00 x 4,00 per il placcaggio della rete sulle scarpate, in via Duca degli Abruzzi. Il progetto prevedeva anche l’applicazione di un geocomposito costituito da una biostuoia tra le reti e la parete della scarpata, ma questo geocomposito non è stato applicato.

Detto ciò, è comprensibile da tutti che le funi di acciaio zincato e la rete metallica istallate non hanno affatto la capacità di proteggere la scarpata dalla significativa azione erosiva degli agenti atmosferici, e tantomeno dalla crescita di ulteriori piante e arbusti. Anzi, l’azione erosiva della rete è di molto superiore a quella degli agenti atmosferici. Quindi, quelle strutture stanno accelerando l’erosione, invece di ridurla. Inoltre, tutti gli arbusti presenti nella timpa non sono stati rimossi e ciò comporterà un ulteriore indebolimento della struttura.

Per avere delucidazioni su questo, inviammo una richiesta di informazioni al Commissario Straordinario Delegato Mitigazione rischio idrogeologico.

Fonte foto: Antonio Di Matteo

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