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L’inizio del declino dell’I.T.C.G. “Manlio Capitolo” di Tursi? – Parte 1 di 4

aula scuola tursiMi piange il cuore sapere che ben due corsi su quattro, l’indirizzo per Ragionieri e quello per Geometri, rischiano di non avere la prima classe per il prossimo anno scolastico. Si sapeva delle difficoltà del corso per Geometri , infatti, l’anno scorso non ci fu la prima classe, per cui quest’anno non si avrà la seconda classe, ma se per il prossimo anno scolastico non si realizzeranno le prime classi dei corsi citati innanzi, c’è da preoccuparsi sia a livello di operatori della scuola, sia come comunità tursitana. Nei piccoli comuni, spesso la presenza di una scuola superiore che funzioni bene, significa crescita e credibilità di una intera comunità, ciò significa che tutta la comunità tursitana è chiamata a trovare una soluzione per invertire il trend negativo delle iscrizioni.

Nell’introduzione accennavo ad un grande dispiacere per questa situazione, perché, in parte, mi sento il promotore della nascita di questa Scuola. Sembra che tutto sia accaduto in breve tempo, considerando che l’Istituto è nato nel 1973, praticamente l’anno scorso ha compiuto i 40 anni di attività. Credo che dopo 4 decenni, un accenno storico vale la pena citarlo.

È risaputo che Tursi, come comunità, ha sempre avuto una particolare attenzione e sensibilità per gli artisti e più specificatamente per i pittori. Il sottoscritto nei primi anni settanta faceva l’insegnante elementare presso la Scuola Elementare Statale di Tursi e più precisamente dal 1972 al 1975 al doposcuola sovvenzionato dal Comune di Tursi per offrire agli studenti un supporto didattico, ma anche di attività ludiche con finalità scolastiche, oggi si direbbe per arricchire l’offerta formativa dei bambini dell’età scolastica primaria. Avendo preso in considerazione che a Tursi c’era un numero elevato di pittori, decisi di organizzare una mostra di pittura per autori tursitani e dei paesi limitrofi, nei locali del mercato comunale, di fronte al Palazzo Vescovile. Lo stimolo partì anche dal fatto che il sottoscritto frequentava l’Università a Bari per il corso di laurea in Pedagogia, con più esami di Storia dell’Arte nel piano di studi, il tutto finalizzato alla mia intenzione di laurearmi con Tesi in Storia dell’Arte, come poi è accaduto il 17 marzo 1975 con tesi sul pittore pugliese Carlo Rosa (nato a Bitonto nel 1613 e morto nella sua città nel 1678) i dipinti del quale si trovavano in quasi tutta la Puglia, visto che era un protetto del vescovo di Bitonto. Sue opere sono nella Cattedrale di San Nicola a Bari, nella Cattedrale di Matera, nelle chiese di Campi Salentina, di Molfetta, Modugno, Terlizzi, in due chiese di Napoli, città dove si formò alla scuola di Mattia Preti, lasciò suoi dipinti in quasi tutte le chiese di Bitonto.

In questa circostanza misi in bella vista dei finti cartelli stradali che indicavano le distanze che correvano tra Tursi ed alcune scuole superiori, ed anche le sedi universitarie che gli studenti di Tursi dovevano percorrere se volevano diplomarsi o laurearsi, visto che non esisteva una università lucana. I cartelli stradali che indicavano il tipo di scuola o università erano tanti: Liceo Classico Pisticci – Liceo Scientifico Policoro – Istituto Magistrale Montalbano Jonico – Istituto Professionale Policoro – Istituto per Ragionieri e Geometri Matera. Per l’Università c’erano cartelli stradali che indicavano le sedi Universitarie ed i relativi chilometri: Università di Bari – Università di Napoli – Università di Roma. Con questi cartelli stradali volevo segnalare che Tursi era l’unico paese con un certo numero di abitanti che non aveva una Scuola Superiore.

Fonte foto: www1.adnkronos.com

    2 Responses to “L’inizio del declino dell’I.T.C.G. “Manlio Capitolo” di Tursi? – Parte 1 di 4”

    1. vincenzo ha detto:

      Ciao, sono stato uno studente dell ITCG di Tursi.
      Non mi sorprende la crisi che sta colpendo l’istituto poichè negli ultimi 15 anni è stato gestito in maniera ottusa. io mi sono diplomato li 10 anni fa, e vedevo che la qualità degli insegnanti non era sempre eccelsa.
      Una scuola, per far concorrenza ai licei classici e scientifici che si trovano nel circondario dovrebbe puntare sull’eccellenza degli insegnanti e delle strutture. Visto che sulle strutture non possiamo permetterci tanto , allora puntiamo sui professori. Devo dire che io ho avuto la fortuna di avere ottimi professori (diritto, italiano, inglese solo al primo anno) e degli scaldaposto in altre materie.
      Altro punto di debolezza, che vedevo già ai miei tempi, era che l’itcg era diventato praticamente un diplomificio. Sono stati “licenziati” studenti che non meritavano, che non facevano un interrogazione in tutto l’anno. Come può avere credibilità una scuola che promuove chi durante tutto l’anno non fa NIENTE?
      Un’ultima osservazione la farei per l’incapacità di rinnovare i corsi. A cosa servono oggi come oggi, soprattutto al sud, corsi di ragioneria e geometra? Praticamente a prendere un diploma e a rimanere disoccupati dopo. Non si può ragionare come 40 anni fa, quando si pensava un diploma aprisse le porte del mondo del lavoro. Ora non serve solo un diploma, ma anche delle competenze specifiche. PErchè non sostituire il geometra con un istituto informatico? Perchè non trasformare il turistico in un istituto sportivo?

    2. Nicola ha detto:

      Ciao Vincenzo,
      io non ti conosco perché sono a Milano dal 1981, ma ti posso dire che nella scuola pubblica non ci sono strumenti per poter scegliere i docenti migliori, ma tutto dipende dalla graduatoria degli insegnanti che è provinciale. Posso evidenziare però che la Dirigenza può stimolare i docenti ad essere migliori e più esigenti. Un altro stimolo potrebbe essere la pubblicazione di pagelle sui docenti da parte delle classi, in modo tale che chi si dedica alla scuola con menefreghismo possa essere messo in evidenza per offrirgli l’opportunità di fare autocritica e mettersi in movimento per migliorare la sua professionalità, d’altronde viene pagato per questo. Un Preside autorevole ed incline al controllo per rendere la scuola al meglio è la carta vincente di una scuola pubblica. Speriamo che soprattutto i docenti di Tursi siano più coinvolti nel rendere l’istituto più funzionale ed efficiente per la formazione degli studenti iscritti. La pubblicità della scuola non avviene tramite un numero elevato di promossi ma soprattutto che vengano fuori studenti ben preparati e ben formati. Per quanto riguarda il lavoro, il problema è così grave e diffuso che non spetta a noi risolvere in modo definitivo, alla scuola spetta formare quelle che saranno le competenze dei lavori di oggi e del domani.