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L’inizio del declino dell’I.T.C.G. “Manlio Capitolo” di Tursi? – Parte 2 di 4

scuola tursi ragioneriaConsiderato che i Comuni limitrofi o comunque vicini: Policoro, Montalbano J.co e Pisticci avevano vari istituti, l’unico che mancava in zona era quello di Ragioneria e Geometra, presenti solo a Matera. Mi concentrai sul fatto ed ideai un prestampato che gli studenti della Terza Media dei paesi limitrofi a Tursi avevano l’intenzione di iscriversi alla futura sede di Ragioneria e Geometra di Tursi. Contattati le autorità comunali di Tursi, l’allora sindaco Ragioniere Vincenzo Di Giura, il quale si dichiarò disponibile a collaborare offrendo carta, ciclostile e benzina per recarmi nelle varie sedi di scuole medie dei comuni vicini con molti miei amici e con l’automobile di mio fratello Gaetano (una FIAT 1300 rossa usata). Il Sindaco non era tanto entusiasta del tipo di scuola, perché come diceva lui: “avrebbe creato un esercito di disoccupati”, a questa sua opinione opposi la mia: “meglio un disoccupato diplomato che un disoccupato semianalfabeta” e poi il mondo non finiva a Tursi ma il diploma si poteva utilizzare in tutta Italia.

Partì l’iniziativa della raccolta delle finte iscrizioni, con non poche difficoltà ad entrare nelle classi da parte delle autorità scolastiche, con caparbietà e coraggio la raccolta delle iscrizioni venne portata a termine soprattutto per misurare il bacino di utenza del futuro Istituto di Tursi. I Comuni visitati furono: Colobraro, Valsinni, Rotondella , Nova Siri, Policoro, Scanzano, Montalbano Jonico e naturalmente la Scuola Media di Tursi. Ogni qualvolta partivo per le sedi vicine, era necessario fare e portare i prestampati, trovare amici che collaborassero nella distribuzione dei prestampati, fare benzina presso il distributore Esso del signor Italo Fusco e armarsi di tanto coraggio per affrontare la diffidenza di tanti presidi e vicepresidi per farmi entrare nelle Terze classi. I miei più assidui collaboratori erano il Prof Salvatore Martire, il Prof Tonino Rondinelli, il Prof Salvatore Gravino e tanti altri dei quali non ricordo il nome ai quali chiedo scusa se non li cito.

Tutto il carteggio delle preiscrizioni fu consegnato al Sindaco che si sarebbe impegnato a coinvolgere le autorità competenti a concedere la nuova sede di Ragioneria e Geometra.

Credo che il referente più autorevole del Sindaco Di Giura fosse l’Onorevole Emilio Colombo (1920-2013), padre Costituente, 31 volte ministro 1 volta Presidente del Consiglio, il tutto grazie al “Manuale Cencelli”  (Massimiliano Cencelli ex portaborse DC) che dal 1968 si effettuava la spartizione di incarichi di potere non per meriti politici ma una specie di lottizzazione tra le correnti DC, per cui più voti più incarichi autorevoli in tutte le regioni d’Italia. L’Onorevole Colombo faceva sempre il pieno dei voti in Basilicata, a volte il più votato d’Italia, grazie soprattutto alla Chiesa lucana. Nei suoi tour di comizi per le elezioni politiche spesso si fermava a Tursi, per cena o pranzo, assaggiando le delizie culinarie locali preparate dalla signora Vincenza Triunfo, presso le case dei più autorevoli politici locali del momento della DC.

Questo legame speciale dell’Onorevole Colombo per il nostro paese era determinato dal fatto che a Tursi aveva ricevuto la cresima dal vescovo di Tursi Pasquale Quaremba (nato a Muro Lucano il 19.07.1905 e qui morto il 16.12.1986) vescovo di Anglona -Tursi dal 10 marzo 1947 al 20 giugno 1956, poi vescovo di Gallipoli. Questo vescovo ebbe anche il merito di far nascere a Tursi la prima Scuola Media vescovile nel 1947.

Dopo tutto questo gran da fare del Sindaco e dell’Onorevole Colombo, finalmente l’apertura di una succursale dell’I.T.C. ” Loperfido” di Matera venne aperta nel 1973.

Una nota curiosa, forse il Sindaco, si dimenticò di far deliberare il contributo del costo della benzina che avevamo preso dal signor Italo Fusco, per recarmi nei vari paesi, il proprietario della pompa di benzina per molti anni mi chiese i soldi che ammontavano a 6.000 lire, un giorno gli risposi: “dovresti essere contento d’altronde anche i tuoi figli potranno andare a scuola senza costringerli ad andare fuori sede.” Da quel giorno non mi chiese più i soldi, ma credo avesse ragione di chiederli perché vendere la benzina era il suo mestiere.

Fonte foto: www.ilfattoquotidiano.it

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