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Quando ridurre i tributi è ingiusto – Parte 1 di 2

paradiso fiscaleA Castelsaraceno, in provincia di Potenza, l’amministrazione comunale ha eliminato ogni tributo comunale (Imu, Tares, aliquota Irpef ecc. ecc.) per i primi 3 anni per i giovani tra i 18 e i 35 anni che investiranno nel territorio e per tutti coloro che investiranno nei settori dell’agricoltura, del turismo e della ristorazione. Inoltre, l’esenzione potrebbe prolungarsi per altri 2 anni se l’impresa così creata garantirà almeno un posto di lavoro a tempo indeterminato. L’idea è stata copiata da altre realtà italiane. Castelsaraceno è un paesino molto difficile da raggiungere, lontano da molte arterie viarie e ferroviarie. L’obiettivo di questo provvedimento è incentivare nuovi investimenti nel territorio del piccolo Comune facendo leva sul fisco.

L’idea, estraniandola dal mondo reale, è un’ottima metodologia incentivante. Purtroppo, nel mondo reale, se i possibili investitori compiono valutazioni razionali, sulla base di tutte le variabili economiche (e quindi anche fiscali), allora la convenienza fornita dalla riduzione dei tributi può ridursi, fino a scomparire.

Una scelta simile avrebbe invece senso a Tursi, con le dovute migliorie del caso. Infatti, con un territorio che si allunga nel ricco Metapontino, imprese di Policoro, Scanzano, Nova Siri o altri ricchi paesi limitrofi potrebbero spostare la sede produttiva nel territorio tursitano, nonostante il loro mercanto obiettivo non cambi di fatto. Ad esempio, una politica fiscale aggressiva potrebbe far spostare imprese da Policoro a Panevino, portando sviluppo al territorio tursitano, drenando energie dall’economia policorese, senza che si creino ripercussioni negative sui consumatori. Per fare ciò, sarebbero necessarie sufficienti risorse economiche, senza però avere la sicurezza di un ritorno effettivo. Infatti potrebbe scatenarsi una guerra a colpi di riduzione di tributi tra le varie amministrazioni comunali, che porterebbe alla totale inefficienza delle politiche e all’irrealizzabilità degli scopi prefissati, mentre il tornaconto per i privati sarebbe considerevole senza aver sostenuto costi aggiuntivi.

Facendo una banale analisi, senza la pretesa di essere esaustivi, una politica di riduzione del carico fiscale può riguardare i fattori produttivi (lavoro o capitale) oppure i redditi (salari o profitti). Abbassare le aliquote Irpef, ad esempio, incentiva lo spostamento dei redditi verso un territorio. Abbassare la Tares invece incentiva gli investimenti, senza però incentivare l’impresa a tenere i profitti nello stesso territorio in cui investe. Ecco perché sono nati i paradisi fiscali: le imprese investono in Stati anche con alte tassazioni, però spostano i profitti nei paradisi fiscali, dove vengono tassati favorevolmente. Questo a dimostrazione che l’imposizione fiscale e le aliquote non sono spesso variabili fondamentali nelle valutazioni di investimento delle imprese, e soprattutto, delle grandi società. Solo le piccole imprese tengono in grande considerazione le incentivazioni fiscali, anche di breve periodo. Mentre le grandi imprese fanno analisi organiche sulla strategicità dell’investimento.

Fonte foto: www.firstonline.info

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