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Resoconto Consiglio comunale del 27 settembre 2014 – Parte 1 di 5

consiglio tursi maggioranzaOggi e nei prossimi giorni approfondiremo la discussione e i deliberati del consiglio comunale del 27 settembre scorso. Erano assenti gli assessori Modarelli e Gulfo, e i consiglieri Lauria, Sarubbi, Montesano e Francolino (arrivato successivamente due ore dopo l’inizio).

Al primo ordine del giorno “Comunicazioni del Presidente del Consiglio e/o del Sindaco”, Lagala dichiara le proprie dimissioni da presidente in carica. Dimissioni che sarebbero state ufficializzate alla fine del consiglio comunale. Il gesto è una scelta politica contro il gruppo consigliare Uniti per Tursi, costituito e voluto proprio da Lagala e di cui è stato capogruppo prima delle sua elezione a presidente del consiglio. Per Lagala, Uniti per Tursi si è rivelato incapace di cambiare Tursi e di seguire il programma elettorale. Tanti buoni propositi ma tutti disattesi. Assenza totale di collegialità e solo personalismi sterili. Conservazione di posizioni e non riforme. Uniti per Tursi sciolto come neve al sole, non esiste. Profondamente deluso per la totale inerzia dell’amministrazione comunale. Maggioranza solo numerica ed affatto politica e soprattutto disomogenea. Non sempre il consenso, ampio nei confronti di questa amministrazione, vuol dire capacità amministrativa. Lontananza dell’amministrazione comunale dalle esigenze dei cittadini. Tempo e risorse spese su progetti irrealistici (voli pindarici) ma nessuna attenzione nei confronti dei reali problemi dei cittadini. Dopo questo susseguirsi di costatazioni, Lagala chiede a tutti i consiglieri comunali di rimettere le deleghe nelle mani del sindaco.

Un discorso che chiude quasi 5 anni di amministrazione, passati soltanto a tassare e distruggere. Lagala certifica quello che diciamo da più di 3 anni e che pensano tutti, e ripeto tutti, i cittadini di Tursi.

Il dubbio però sorge: perché Lagala si dimette solo ora? Perché non l’ha fatto prima? Perché proprio ora che cominciano i giochi elettorali per le prossime elezioni comunali? Perché prende le distanze da un’amministrazione comunale che ha sempre difeso, sostenuto ed alimentato? Era il più fiero difensore di questa maggioranza e ora si dimette?

Lagala si è dimesso da presidente del consiglio per colpa del gruppo Uniti per Tursi, ma non esce dal gruppo e non passa nelle fila della minoranza. Allora è solo l’ennesimo teatrino architettato da colui che ventriloqua e che ha sempre ventriloquato Lagala. “Bisogna prendere le distanze da questa amministrazione comunale e da Veneziano, che è oramai in declino” avranno pensato. “Dobbiamo cercare altrove approdi sicuri, ma dobbiamo farlo prima che inizi la campagna elettorale così potremo dire ai cittadini di non essere complici del sindaco e del suo dirigente” avranno convenuto. E Lagala si è prestato, fido come sempre.

Date le assenze, se Lagala fosse passato nei banchi della minoranza ed, insieme a Cosma e Popia, avesse abbandonato la sala consigliare, non ci sarebbe stato più il numero legale per deliberare. Praticamente una caduta della maggioranza, con la volontaria mancanza di Sarubbi, capogruppo di Uniti per Tursi, l’“accidentale” assenza di Modarelli e Gulfo, denigrati nell’assise sia dalle minoranze che dal sindaco, e la scontata assenza di Montesano e Lauria. A nessuno conviene che l’amministrazione comunale cada, perché nessuno in consiglio comunale sa di che morte politica morirà e quindi hanno preferito, comprese le minoranze, rimanere in consiglio e proseguire la discussione.

Per Cosma, le dimissioni di Lagala erano prevedibili, proprio perché Uniti per Tursi è frutto di inciuci e convenienze personali. Il sindaco preferì cacciare due persone leali, che sono ancora leali, piuttosto che prendere le distanze da Veneziano e company. Il sindaco è rimasto solo. Lagala, persona per bene, dovrebbe passare nei banchi delle minoranze.

Cosma prosegue con il doppio gioco: fare minoranza costruttiva apprezzando quanto fatto dall’amministrazione comunale e far finta di attaccare Veneziano, suo compagno di giochi al bar. I cittadini sanno e sono stufi delle posizioni ondivaghe frutto di momentanee valutazioni egoistiche e opportunistiche.

Per Popia, Lagala è stato il miglior presidente del consiglio degli ultimi anni, ed ha svolto egregiamente il suo lavoro. Uniti per Tursi manca di decenza. Esiste solo il funzionario, che amministra con determine e senza alcun indirizzo politico da parte della giunta comunale. Completa inerzia di assessori e consiglieri di maggioranza che pensano solo a piccoli tornaconti personali. Insieme a Cosma, Popia svolge il ruolo di minoranza costruttiva perché mancano i temi su cui fare opposizione.

Perché Popia non propone egli stesso temi seri su cui fare opposizione? Ce ne sono tanti. Basta volerlo. Eppure continuano a dedicarsi al ricamo, in un periodo in cui i cittadini chiedono chiarezza d’intenti e di programmi.

Per Caldararo, le dimissioni di Lagala sono fonte di stupore, ma non troppo, dato che erano nell’aria. Il gruppo non è sciolto, perde qualche pezzo (Sarubbi) ma potrebbe guadagnarne qualcuno. Sarubbi non ha ancora prodotto alcun documento ufficiale in merito ai suoi malumori, quindi è ancora organico al gruppo Uniti per Tursi ed è ancora il suo capogruppo. Lagala ripensi alla propria decisione e ritiri le dimissioni.

Anche per il sindaco, Lagala deve ritirare le dimissioni perché sono incoerenti: se ci sono dissapori con il gruppo Uniti per Tursi, questo non pregiudica la sua carica di presidente del consiglio dato che è stato eletto dal consiglio e non solo dal gruppo Uniti per Tursi. L’amministrazione comunale ha fatto, ad esempio, la fondazione per pensare a come gestire il patrimonio comunale.

Ad ottobre verrà costituita la fondazione, con gli speculatori privati, solo per pensare a come gestire il centro storico. Solo per pensare. Se dovevate solo pensare, la fondazione non è necessaria. Tempo e soldi buttati al vento. Ci sono moltissimi modi per attrarre risorse a Tursi, con progetti validi da candidare a livello nazionale ed europeo e ci sono moltissimi modi per gestire queste risorse. Ecco perché noi continuiamo a credere che la fondazione è solo un’operazione per espropriare il popolo tursitano del proprio patrimonio e darlo in gestione a soggetti esterni asserviti a logiche di parte.

Fonte foto: Antonio Di Matteo

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