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Sussiste!

parere morisco particella 828Il 25 ottobre si è consumata l’apoteosi dell’incapacità e della pericolosità di questa amministrazione comunale. Tutto iniziò quando, il 6 maggio, Giovanni Sarubbi chiese di acquistare le particelle 480 e 828 del foglio 24, di proprietà del Comune di Tursi, confinanti con le particelle “di cui si dichiara proprietario”. In data 26 giugno, Giuseppe Cafaro, presentava la stessa richiesta con specifiche motivazioni relative all’attività commerciale svolta di fianco (il panificio). Nonostante le due richieste, identiche ma provenienti da due soggetti in conflitto di interessi tra loro, la giunta comunale, con delibera 87 del 29 luglio, decide di vendere la particella 480 a Sarubbi e di regalargli la particella 828.

In data 18 settembre arriva al protocollo del Municipio la notifica di ricorso al Tar di Cafaro che impugna la delibera di giunta 87. In data 16 ottobre Morisco esprime un parere, su richiesta del sindaco, per verificare se il ricorso di Cafaro era fondato. Il 25 ottobre la giunta comunale, con delibera 110, revoca in autotutela la propria delibera 87 sulla base del parere di Morisco che dice a chiare lettere quanto competente è l’ufficio tecnico e l’intera amministrazione comunale.

Questo è quanto, nella maniera più asciutta possibile. Si possono aggiungere delle considerazioni:

1-Perché si parla di Sarubbi come di un “autodichiaratosi proprietario”? Se non è proprietario della particella confinante, a che diritto richiede l’acquisto della particella in questione? Perché prima di vendere qualcosa a qualcuno che dichiara di avere diritti su di essa, non si verificano i diritti del richiedente?

2-Se anche Cafaro, subito dopo Sarubbi, e comunque prima della delibera 87 di giunta, aveva chiesto l’acquisto delle particelle in questione, perché non si è aperta un’asta oppure perché non si sono valutati gli interessi di entrambi, ad esempio proponendo un frazionamento? Perché Sarubbi è stato prescelto, senza tenere in alcun conto gli interessi più che legittimi di Cafaro?

A fare chiarezza anche su queste considerazioni, ci pensa il parere di Morisco, che smonta punto su punto l’intero iter dell’amministrazione comunale e del suo stesso ufficio tecnico.

Incompetenza della giunta comunale a deliberare? Sussiste, perché la competenza è del consiglio comunale.

Violazione della normativa riguardante la gestione e la vendita di beni pubblici? Sussiste, perché la cessione era a titolo gratuito senza alcun motivo.

Violazione del regolamento comunale alienazione immobili? Sussiste, perché deve sempre avvenire tramite asta pubblica e la trattativa privata solo se l’asta è andata deserta. In questo caso non c’è stata alcuna asta, nonostante i due contendenti, ma si è passati direttamente alla trattativa privata.

Eccesso di potere? Sussiste, perché è del tutto assente una comparazione tra le altre richieste pervenute antecedentemente all’atto impugnato, cioè quella di Cafaro.

Eccesso di potere per difetto di istruttoria ed errata valutazione dei presupposti? Sussiste, perché c’è una potenziale violazione di diritti di terzi, cioè quelli di Cafaro.

Eccesso di potere per ingiustizia grave e manifesta? Sussiste, perché non è stata fatta alcuna comparazione tra la vendita ad uno dei contendenti o il mantenere il suolo pubblico. Infatti, la vendita ad uno dei due avrebbe comportato una grave ingiustizia per l’altro confinante, rendendo quindi necessaria la pubblica proprietà della particella 828, già utilizzata da entrambi i confinanti.

Eccesso di potere per difetto di istruttoria in ordine alla titolarità del fabbricato cui sarebbe attribuita illegalmente la pertinenza? Sussiste, perché la proprietà del lotto edificato di cui la particella 828 rappresenti una pertinenza non è ancora di proprietà di Sarubbi, infatti la proprietà è di altri ed in fase di definizione.

Domandona finale: ma tutti gli altri immobili comunali venduti con delibera di giunta comunale? Tutti ceduti con atti illegittimi, tutti che violano il regolamento comunale approvato da questa stessa amministrazione comunale. Il colmo dei colmi. Come far cassa, violando le più basilari norme del diritto amministrativo e privato, e poi usare quei soldi per clientelizzare quattro lecchini.

Con la scusa del noto brocardo “tempus regit actum”, cioè se nessuno si oppone entro 60 giorni, tutti gli atti, compresi quelli palesemente annullabili e violanti la normativa amministrativa, sono validi. Questo è un tipico abuso di diritto, un’elusione volontaria della volontà ispiratrice del principio giuridico. Con la stessa metodologia questi soggetti hanno approvato l’esito del bando sui rifiuti e il bilancio comunale, due dei principali atti che regolano la vita della nostra Città.

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