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Fondazione: privatizzare i benefici del turismo

speculazione tursiFondazione per la valorizzazione e la protezione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, delle attività culturali e del turismo del territori di Tursi e di quello di riferimento. Sembra una minaccia, ma è il nome per esteso del progetto che l’amministrazione comunale vuole realizzare entro i prossimi ultimi 5 mesi di mandato e che la prossima amministrazione comunale, come prima cosa, cancellerà dalla faccia della terra perché palesemente deviato a favore di determinati soggetti, che con il territorio di Tursi non hanno nulla da spartire. Un progetto offensivo delle capacità dei tursitani, dei nostri architetti, delle nostre associazioni, delle nostre imprese, dei nostri professionisti. Un progetto che espropria ai tursitani diritti patrimoniali diretti (il possesso del patrimonio storico-culturale) e che costringe i tursitani a sopportare oneri patrimoniali indiretti (aumenti di tasse per sopperire alle esigenze contabili e di spesa di questi nuovi soggetti giuridici).

Dopo la delibera numero 107 di giunta comunale del 9 ottobre 2014, l’amministrazione comunale porta la questione in consiglio comunale per apportare delle modifiche alla delibera 19 di consiglio comunale del 2013. Il progetto già cambia? Non l’hanno neanche realizzato, neanche concluso e già lo cambiano? Era talmente perfetto ed erano talmente fieri del mostro appena creato, che già dimostra le prime crepe. Per realizzare questo progetto bisogna dimostrare che non c’erano alternative meno onerose e più efficienti/efficaci, assumendosi la responsabilità di quello che affermano, anche di fronte alla Corte dei conti. Questo non è stato ancora fatto. Vie migliori ci sono.

Il 10 settembre 2014, veniva costituita dal notaio una società cooperativa a responsabilità limitata denominata “Rabat Group Scarl” con sede legale presso il vecchio Municipio a San Filippo. Inoltre, è stato approvato lo schema dello statuto della fondazione in house, denominata “La Rabatana”, costituita dal Comune di Tursi, da quello di Aliano e dalla società Rabat Group Scarl, il 25 novembre (ieri). Anche la fondazione avrà sede nel vecchio Municipio.

Nella delibera 107 di giunta comunale c’è scritto in maniera indiretta che l’ufficio tecnico del Comune di Tursi avrà tutti i poteri per realizzare e monitorare gli interventi nella Rabatana, nonché utilizzare “tutte le modalità di controllo affinché nessun elemento storico si possa perdere”. Praticamente c’è scritto che l’espropriazione delle case della Rabatana sarà lo strumento principale per allontanare i tursitani dal rione e darlo in gestione agli speculatori.

Vorrei ricordare a tutti, che stando a quanto scritto nel progetto, l’intera Rabatana diventerà un villaggio turistico privato inaccessibile per noi cittadini. Questo si chiama valorizzare il patrimonio storico-culturale tursitano o distruggerlo?

Fonte foto: esig.forumfree.it

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