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Resoconto consiglio comunale 29 novembre 2014

amore litigarello tursiDi seguito, un breve resoconto di quanto di rilevante è accaduto durante il consiglio comunale del 29 novembre. Per motivi di lavoro, eravamo presenti al consiglio dalle 11.30 fino al termine, alle ore 14.30.

Montesano ancora assente, ingiustificata, ovviamente.

L’assessore Gulfo, in merito al debito fuori bilancio che l’amministrazione comunale ha contratto per coprire il pagamento da versare agli eredi Comparato relativo alla causa persa alcuni mesi fa, ha affermato che se non fosse per questo importante debito da 350 mila euro, l’attuale amministrazione sarebbe stata tra le migliori dell’intera Basilicata. Purtroppo, per colpa di vecchi amministratori che hanno gestito la questione in maniera superficiale, il valore dei terreni è aumentato comportando anche un aumento dell’indennizzo da pagare per l’esproprio abusivo. Poi Gulfo ha preannunciato che andrà sui giornali e sui palchi a dire le cose come stanno veramente. Inoltre, ha chiesto che si tenga un consiglio comunale, di sabato sera, per consentire ai cittadini di essere presenti, per poter rendicontare quanto fatto in questi 5 anni di amministrazione.

Gulfo è in odor di ricandidatura? Dopo l’allacciamento idrico, l’illuminazione stradale e il gas deve rendicontare qualcos’altro ai cittadini di Tursi? Quando devono fare propaganda, convocano i consigli comunali di sabato sera, quando invece devono deliberare tasse fanno consigli comunali martedì alle 16.00 o sabato alle 9.00.

Cosma prosegue nel denigrare la mia famiglia e le 500 famiglie come la mia che a Tursi vivono di agricoltura, con dignità, senza affollare gli uffici comunali a chiedere favori. 1.500 persone che portano legalmente nell’economia di Tursi milioni di euro di contributi europei che poi entrano in circolo negli altri settori tursitani con investimenti, salari e spese varie. L’agricoltura, e il settore agroalimentare in genere, oggi è il primo settore economico tursitano. Una volta facemmo il conto approssimativo, insieme agli agricoltori di Marone (che Cosma ha sempre preso per il culo): la sola contrada di Marone produce ogni anno tra i 15 e i 20 milioni di euro di fatturato, a cui vanno ad aggiungersi i contributi europei di sostengo. Se Cosma criminalizza la mia famiglia, sta allo stesso tempo criminalizzando 1.500 persone che tengono in piedi, insieme ad altri settori produttivi di importante valore, questo nostro paese. Noi agricoltori, oltre al fango delle alluvioni, dobbiamo sopportare anche il fango di Cosma. La terra ci ha insegnato la pazienza. Non mi ripeto e vi offro di nuovo questa lettura: LINK.

Dispiace fare politica seriamente, e ritrovarsi offesi nel personale, quando noi nel personale non siamo mai andati a rovistare e mai ci andremo. Ma proseguiamo per la nostra chiara e netta strada, consapevoli che questi soggetti potranno solo attaccarci nel personale, tirandosi la zappa sui piedi, dato che le colpe del degrado economico e sociale tursitano non sono a noi imputabili.

Poi Cosma ha confermato che nella fondazione ideata e creata dal sindaco, con i soldi e il patrimonio dei tursitani, ci siano diretti amici del sindaco stesso, come il presidente, diplomato al liceo artistico. Il sindaco non ha smentito. A dimostrazione che la fondazione non è stata ideata a Tursi ma a Napoli?

Quando si è presentata l’occasione, il sindaco non ha smentito neanche il patto tra lui e Veneziano per fare fuori, politicamente, il candidato sindaco Cosma, al momento giusto. Eppure aveva iniziato il discorso, per poi ritornare rapidamente sui propri passi, non toccando più il tema “elezioni comunali 2015”.

Durante il punto all’ordine del giorno relativo alla questione morale nel Comune di Tursi, richiesto da Popia, Sarubbi e Lagala, quest’ultimo ha affermato nitidamente che questa amministrazione comunale, di cui lui fa ancora parte, si è sempre rifiutata di fare il bene di questa città. Infatti, fin dalla prima sera dopo le elezioni, quando si dovevano decidere le cariche assessorili nella giunta comunale, si litigò sul “patto delle preferenze”: chi prendeva più voti saliva di livello.

Sul tema è intervenuto anche Popia, affermando che è inaccettabile che ci siano solo due persone a comandare nel Comune di Tursi, e uno di questi sia Veneziano. Non ha mai nominato il secondo. Le responsabilità della mala gestione di Veneziano sono da imputare alla giunta comunale, sia a chi attivamente sostiene il dirigente, sia a chi lo asseconda per timore o pigrizia.

Al termine dell’intervento di Popia, il sindaco lo attacca frontalmente, risentendosi delle parole del consigliere, che durante la seduta ha ricoperto la carica di vice presidente, data l’assenza di Cristiano. Secondo le interpretazioni dell’intervento di Popia, per il sindaco, i due che comandano a Tursi sono lui e Veneziano, a cui vanno imputante tutte le responsabilità. Il sindaco chiosa alludendo a particolari comportamenti di Popia tenuti durante lo svolgimento della sua carica di assessore ai lavori pubblici. Nella speranza di avere l’ultima parola, lascia spazio a Popia per la chiusura di rito dell’assise.

Popia invece prende la parola per replicare all’intervento del sindaco. Immediatamente il sindaco ordina a tutti i consiglieri di maggioranza di alzarsi ed abbandonare l’aula perché ritenuto inaccettabile l’abuso di potere di Popia, come vice presidente.

Il consiglio si chiude con urla ed offese. L’amore non è bello, se non è litigarello.

Fonte foto: www.tonyassante.com

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