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Non sono le campane che suonano

parco letterario pierroQuelle che suonano durante le feste, non sono le campane. Quando arriva il Natale, i soliti noti battono cassa. Proloco, Parco Letterario e Centro Studi. Nelle ultime settimane, il Comune di Tursi ha contribuito in almeno 5 occasioni a rimpinguare le casse dei 3 istituti appena citati. L’evento Presepe Vivente, monopolizzato, organizzato dalla Proloco, che non ha ricadute sul territorio, ha ricevuto migliaia di fondi comunali cash in anticipo, pullmini comunali gratis e tanto altro ancora. Il Parco Letterario Albino Pierro ha avuto migliaia di fondi comunali cash per pagare l’iscrizione alla rete dei Parchi letterari. Avete capito bene: ogni anno sono i cittadini di Tursi che pagano l’iscrizione ai parchi letterari, non certo i privati beneficiari e tutori del pierrismo. Il Centro Studio Pierro ha avuto migliaia di fondi comunali per organizzare alcune serate letterarie pubbliche tra pochi intimi. Tutto lecito. Tutto legittimo, se si usasse il principio della trasparenza e partecipazione.

Sono anni che ci battiamo su questa questione, che riguarda tutti gli aspetti della spesa comunale. Trasparenza, democrazia e partecipazione popolare. Ma si sa, per tenere a cuccia il consigliere Ottomano, Veneziano e company devono sborsare questi soldi, fondi comunali, di tutti i tursitani. Con i soldi degli altri, sono tutti bravi a fare gli eventi. Con i soldi in anticipo, non c’è neanche bisogno di invitare gente, tanto i soldi già sono stati percepiti.

E poi, per l’intero calendario estivo sono stati stanziati solo 500 euro, mentre per 5 spese di Ottomano si sono già superati i 10 mila euro.

In allegato trovate il file contenente le indicazioni dei fondi comunali ricevuti dalle associazioni di Ottomano.

 Fondi comunali per le associazioni di Ottomano

Noi siamo dell’idea che, chiunque chieda fondi comunali deve presentare un progetto vero e proprio. Successivamente, deve pubblicare online le spese effettuate, i fondi percepiti, un rendiconto dell’evento, un rendiconto delle presenze e delle ricadute sul territorio. Chi non vuole essere trasparente, non ha diritto ai fondi comunali. Semplice ed efficace. Così facendo, i cittadini potranno valutare quali manifestazioni hanno maggiori benefici per il territorio e quali no, e di conseguenza decidere quali manifestazioni mantenere e quali tagliare.

Per fare questo, è necessario un regolamento comunale delle associazioni, che è sempre stato rifiutato dall’amministrazione comunale. Chissà perché.

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