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Gli investimenti hanno perso valore – Parte 1 di 3

Money and plant.Se ieri abbiamo parlato ai lavoratori, in questi giorni parliamo agli imprenditori e a tutti coloro che hanno investito in questa nostra Città. Chi ha un’impresa, che gestisce un’attività commerciale, chi ha comprato casa, chi se la sta costruendo, chi lavora la propria terra e tutti coloro che coltivano interessi economici a Tursi hanno visto una drastica perdita di valore del proprio investimento. Se oggi un imprenditore volesse vendere la propria impresa, oltre alle difficoltà nel reperire un acquirente, sarebbe costretto ad accettare un prezzo molto più basso perché il sistema economico di Tursi ha subito gravi danni da questa amministrazione comunale. Questo vuol dire essere più poveri. Le valutazioni sono prettamente di tipo economico, perché la politica, nel bene o nel male, influenza l’economia anche tursitana.

La mala gestione delle risorse comunali, operata dall’attuale amministrazione comunale, ha ridotto considerevolmente la ricchezza dei cittadini di Tursi. Con l’aumento delle tasse, il valore dell’investimento scende perché l’acquirente, quando fa un’offerta, tiene in considerazione sia il valore materiale dell’acquisto, sia il carico fiscale presente e futuro, oltre alla possibilità di rivendere ad un prezzo più alto o far fruttare l’investimento in modo da poter ripagare il prezzo iniziale. Va puntualizzato che le tasse sono aumentate immotivatamente. La TARI, la tassa sui rifiuti, è aumentata solo per interessi di parte, fatti pagare dai cittadini. La TASI poteva tranquillamente essere evitata ai tursitani se il bilancio, dopo 5 anni di questa vergognosa amministrazione, fosse stato florido. Invece anche la TARI. L’IMU agricola l’abbiamo evitata, non grazie alle cretinate che il sindaco va raccontando, ma perché c’è stata una riformulazione della normativa nazionale, altrimenti altri 600 mila euro sul settore agricolo, con relativo calo del valore degli investimenti e dei consumi.

Quindi, una gestione efficiente delle risorse comunali può portare ad una riduzione dei tributi e un’amministrazione comunale competente può riformulare l’intero sistema tributario cittadino in modo tale da incentivare determinate attività economiche e disincentivarne altre. Dopo 5 anni di questa amministrazione comunale, il debito e il tasso di interesse sono aumentati vertiginosamente, gli investimenti nei settori produttivi si sono ridotti a zero, la spesa comunale è sempre più rigida (questi dati verranno trattati prossimamente con grafici ufficiali del Ministero).

Se ci aggiungiamo gli sprechi, il quadro diventa sempre più vergognoso. Oltre al sistema delle entrare comunali, la spesa comunale deve essere riorganizzata in modo tale da privilegiare i settori capaci di generare relativamente più ricchezza, posti di lavoro, gettito fiscale, cioè quei settori con il moltiplicatore economico più elevato. Questo non toglie che la spesa pubblica debba anche continuare ad alimentare assessorati che non hanno obiettivi di produttività, ma sociali, come lo sport, la cultura e le politiche sociali. Sapete quanti soldi spende il Comune di Tursi nel turismo? E quanti soldi spende nelle attività produttive? La risposta è la stessa: zero. Se un’amministrazione comunale non investe nei settori che producono ricchezza, il tessuto economico sarà molto vicino al fallimento.

Altro tema che preme molto discutere, perché è quello che gli imprenditori intuiscono prima, è il pagamento dei propri crediti. Infatti, il Comune commissiona lavori, dei più disparati, e poi ritarda i pagamenti. C’è chi riceve il pagamento dopo un mese, chi dopo 4 mesi, chi dopo 9 mesi. Anche qui subentra l’analisi dell’imparzialità già fatta in altre occasioni. Se i debiti che il Comune ha vengono pagati in ritardo, l’impresa soffre. Infatti, quest’ultima rallenterà il pagamento dei creditori, dei propri operai, non farà investimenti in innovazione o in nuove attrezzature e l’intera filiera settoriale si arena in attesa degli uffici comunali, sempre loro. Ecco perché è importante un controllo meticoloso della cassa comunale e della spesa, così le imprese non soffriranno più per il menefreghismo o l’incapacità del potente di turno.

Fonte foto: professionenetwork.com

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