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Attuale amministrazione comunale PD Area Pittella – Parte 2 di 2

sconfitte venezianoParlando sempre di candidature, dobbiamo fare un’importante considerazione: 5 anni fa, per comporre l’unica lista che venne presentata, furono necessari accordi e ritocchi. 5 anni fa Labriola non aveva 16 consiglieri da candidare. Infatti 4 candidati (Caldararo, Bruno, Di Paola, Lauria) arrivarono dall’UDC, che tradì il PD, dato che questi candidati erano nell’altro schieramento fino alla sera prima della presentazione delle liste. 2 candidati erano nel PD ed anch’essi tradirono all’ultimo momento (Ottomano e Sarubbi). 3 candidati (Popia, Lagala, Montesano) arrivarono da Caputo, che non garantì il proprio appoggio al PD che l’aveva cacciato. 2 candidati zoppi furono costretti ad accettare (Cuccarese e Francolino). Totalizzando, Labriola aveva solo 5 candidati, di cui 3 candidati (Cosma, Cavallo e Cristiano), erano in dote a Cosma e non avevano altra scelta se non quella di sostenere Labriola. Nei prossimi giorni spiegheremo i retroscena che portarono alla presentazione di una sola lista, artifizio spartitorio che è durato per tutti e 5 gli anni di questa amministrazione comunale.

Un’altra questione sul banco è il rispetto delle quote rosa nei candidati. Infatti, la normativa impone che ci siano almeno 4 candidati di sesso femminile. Ci sono 4 donne disposte a sacrificare il proprio buon costume, la propria buona educazione, l’onorabilità della propria famiglia per garantire a Veneziano il proseguo della sua spregiudicata amministrazione?

Già in passato il gruppo ha avuto modo di confrontarsi con le urne e la sconfitta è stata cocente. Alle elezioni regionali, nonostante un’intera amministrazione comunale schierata e 3 candidati tursitati, l’astensione è stata elevatissima. Alle elezioni europee Gianni Pittella, candidato sostenuto da tutta l’amministrazione comunale, ha preso poco più di 300 voti e più del 70% della popolazione ha scelto di non votare o il voto di protesta. Alle primarie del PD per eleggere il segretario regionale l’intera amministrazione comunale si è spesa ed ha speso per arrivare terza classificata, su tre candidati. Infatti Braia fu distaccato di molto rispetto agli altri due candidati. Questi dati smentiscono ogni possibile speranza di chi, all’interno dell’amministrazione, crede di poter telecomandare il voto solo facendo qualche favore o promessa. Abbiamo già dimostrato in altre occasioni come i cittadini sono disposti a chiedere il favore, a riceverlo e poi a vendicarsi contro l’avvoltoio nel segreto dell’urna.

Gli scenari per l’area Pittella del PD tursitano potrebbero essere vari a seconda di chi sarà il candidato sindaco. Con Labriola candidato sindaco, gli scenari potrebbero essere:

  • presentare la lista con 8 consiglieri di maggioranza (esclusi Cosma, Popia, Montesano, Lagala, Sarubbi, Lauria), con l’aggiunta di 4 candidate donne e perdere miseramente. Questo scenario e sufficientemente probabile (il più probabile di tutti) se Veneziano non ha la forza per imporsi su tutti e 8 i consiglieri uscenti;
  • presentare la lista con 3-4 fedelissimi consiglieri uscenti di Veneziano e i restanti nuovi candidati. Scenario possibile, ma improbabile, dato che gli 8 consiglieri uscenti potrebbero coalizzarsi e costringere Veneziano a riconfermarli;
  • presentare la lista con 12 nuovi candidati ma perdere l’appoggio pieno degli 8 candidati trombati. Anche questo è uno scenario possibile, ma è improbabile dato che per Veneziano sarebbe un’impresa ardua trovare i 12 candidati da sacrificare e soprattutto sarebbe rischioso, avendo a che fare con persone che non ha avuto modo di manipolare troppo a lungo, con l’aggiunta che dovrebbe guardarsi le spalle dai suoi vecchi compagni di merenda.

In tutti e tre i casi la sconfitta è assicurata. Con Cosma candidato sindaco la vittoria diventa possibile, anche se improbabile, ma Veneziano sa già che alla prima occasione Cosma lo rispedisce all’Area programma. Ecco perché Veneziano non farà questa scelta.

La lista non sarà vincente e lo dimostra l’astio palese e totale di molti elettori, che in famiglia, con gli amici e in pubblica piazza propagano un sentimento negativo nei confronti dell’amministrazione comunale. Anche alcune imprese, oltre a quelle che hanno già preso le distanze, abbandoneranno al momento giusto. La lista prenderà il suo pacchetto sicuro di voti, tra i veri e fedeli sostenitori e tra chi non può proprio dire di no. Questo è l’elettorato di riferimento, che a conti fatti, è abbastanza esiguo. L’amministrazione comunale non pesca nell’elettorato libero, che come dimostrato nelle scorse tornate elettorali, si aggira attorno al 70%. Poi la storia delle elezioni comunali a Tursi parla chiaro: nessun sindaco è stato mai riconfermato, mai! Infine, dobbiamo ricordare che l’attuale amministrazione vinse 5 anni fa non per bravura o meriti particolari. Anzi, vinse per mancanza di concorrenza.

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