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Cosa accadde 5 anni fa?

fantasma operaQuello che successe quando il centro sinistra non presentò la lista alla scorsa tornata elettorale è talmente importante che ha segnato negativamente la storia della nostra Città per 5 lunghi e bui anni. Quasi tutti i cittadini si sono soffermati all’apparente, cioè al fatto che il centro sinistra, sempre diviso su tutto, non sia stato capace di presentare la lista. Sembra tanto possibile che pare vero. Invece non andò così. Pochissimi sono stati capaci di analizzare con freddezza e compiutezza quanto accaduto allora. Ma perché è così importante analizzare quello che avvenne 5 anni fa? Che importanza ha oggi? È importante perché lo scenario che stiamo vivendo è molto simile a quello di allora. Infatti, il centro sinistra non coeso e con tanti candidati sindaci, fino alla fine non riuscirà a presentare la lista e Labriola candidato sindaco di una lista civica sostenuto dal PD regionale.

5 anni fa Caputo propose la propria candidatura a sindaco di una lista del PD. Filippo Bubbico gli chiese un passo indietro e lui lo fece, ma dato che non aveva nessun vincolo, iniziò a giocare al massacro, togliendo il proprio sostegno al PD e mettendo 3 propri candidati nella lista avversaria. Nonostante possa sembrare logico e naturale un comportamento del genere, si potrebbe ipotizzare che il sostegno di Caputo al suo acerrimo “nemico” Labriola fosse dettato da logiche superiori, talmente superiori che Caputo non ha potuto rifiutarsi.

Dopo la fuoriuscita di Caputo dal PD, tutti gli altri candidati sindaci hanno presentato la propria proposta. I due primi contendenti furono Franco Santamaria e Piero Santamaria. La spuntò il primo, che rimase, fino alla sera prima della presentazione della lista, il candidato ufficiale. Al teatrino si aggiunse Salvatore Verde, con un apparente movimento civico al suo sostegno, nel quale c’era solo il figlio, con tanto di nome (Alternativa Democratica) e interviste da candidato sindaco in pectore (la storia si sta ripentendo ma a posizioni invertite?). Verde non fu mai candidato del PD, neanche per un secondo, nonostante il PD volesse inserirlo nella lista ma come candidato consigliere. Anche Verde giocò a sfasciare, dopo il rifiuto di tutti alla sua autocandidatura. La mattina che bisognava presentare la lista, decadde per sempre la candidatura di Santamaria al quale si sostituì Angelo Castronuovo, che però non riuscì a presentare la lista in tempo utile, mancando i candidati consiglieri. Fino all’ultimo provò a mediare la segreteria provinciale del PD e il mediatore Gianluca Marrese che però non riuscirono nell’intento.

Ancora una volta, potrebbe sembrare che il balletto di candidature fosse dettato da forze spontanee all’interno della dialettica politica. Invece tutti, e ripeto tutti, coloro che giocarono a sfasciare la lista del PD alle scorse comunali erano mossi da un unico disegno comune, che avrebbe portato alla candidatura solitaria di Labriola.

L’UDC di Enzo Ruggiero, che alle contemporanee elezioni regionali si era schierato con il PD, apparentemente aveva 4 propri candidati nella lista del PD tursitano, ma all’ultimo momento li ha portati in dote a Labriola.

La domanda principale a cui vogliamo rispondere oggi è: chi ha voluto la distruzione del PD tursitano favorendo la candidatura (e quindi la vittoria) di Labriola e la mancata presentazione della lista del centro sinistra? Non c’è un unico soggetto, ma di sicuro il PD regionale di allora fu corresponsabile di quanto accadde. Infatti, per mancanza di una chiara direzione e per mancanza di forza nell’imporsi, non riuscì a trovare la quadra su un progetto comune nel centro sinistra. A quel punto, il PD regionale probabilmente decise di puntare su un progetto diverso, capeggiato da Labriola, abbandonando la nave che affondava e i naufraghi.

La domanda strana che dovrebbe sorgerci in mente è: perché Labriola è diventato centro di aggregazione di tante forze politiche (PD, Caputo, UDC), così eterogenee? Probabilmente Labriola rappresentava un porto sicuro per tutti coloro che lo sostennero e forse anche una garanzia di stabilità, cosa che si è verificata con l’utilizzo del terrore politico, dato che il mandato ha avuto scadenza naturale. In definitiva, il PD regionale preferì l’avversario politico, che comunque garantiva stabilità al quadro tursitano, piuttosto che proseguire in una lotta fratricida interna.

Un’altra domanda: non bastava depotenziare il PD invece di distruggerlo a tal punto da non consentirgli di presentare neanche la lista? Il PD regionale sapeva che una qualsiasi lista contro Labriola sarebbe stata vincente e quindi l’unico modo per farlo vincere era la distruzione del PD tursitano.

Queste azioni hanno portato ad una sola lista, che è durata per tutti e 5 gli anni di mandato. Nel frattempo il PD non è mai stato capace (o non ha mai voluto) fare opposizione, dimostrando intrinsecamente che il patto di 5 anni fa aveva durata pluriennale e che quindi prevedeva l’annientamento del PD anche durante tutto il mandato. La rielezione di Salvatore Calcagno a segretario cittadino, nonostante la debacle elettorale, è conferma di questo.

Vista la situazione attuale, con il PD disperso in tanti piccoli rivoli, con soggetti vicini all’amministrazione comunale all’interno del PD, con Labriola ricandidato sindaco, con l’aggiunta della variabile Pittella, sicuramente il PD tursitano non farà la lista ma sarà costretto a sostenere Labriola come proprio candidato sindaco. Visto che Labriola è costretto da Veneziano a candidarsi a sindaco e visto che Labriola può spendere l’amicizia con i Pittella, cercherà in tutti i modi di distruggere gli avversari nel PD, rimanendo da solo.

C’è però una “piccola” differenza rispetto a 5 anni fa: MuoviAmo Tursi, che non ha legami con il PD e che quindi non soggiace a logiche esterne, che ha già una propria lista da presentare e che è l’unica vera, sana, competente contendente alle prossime elezioni comunali. Ce la farà tutto il PD regionale e locale a sconfiggere MuoviAmo Tursi? NO.

Fonte foto: freeforumzone.leonardo.it

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