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100 mila euro

lampione spreco elettricitàTutti siamo rimasti sorpresi dal fulmine a ciel sereno che ha colpito la nostra piccola comunità. A noi non interessa sbattere il mostro in prima pagina. Se mostro sarà, lo deciderà la magistratura e non entriamo nel merito delle vicende penalmente rilevanti, che lasciamo giudicare alle coscienze dei singoli e alla coscienza collettiva della nostra Città. Quello che è apparso sul conto di Antonio Lauria su vari giornali locali e nazionali, ci fa riflettere molto. Ma cerchiamo insieme di capire a quale bando si riferiscono gli articoli sulla stampa e facciamo una breve cronistoria.

Tutto inizia il 6 agosto 2013, quando il consiglio comunale di Tursi approvava la delibera 13 con la quale approvava il progetto dell’ing. Pasquale Morisco, capo area tecnica del Municipio, per l’ammodernamento degli impianti elettrici comunali, tra cui pali stradali, lampioni, cavi, impianti fotovoltaici. Il progetto sarebbe stato finanziato con fondi privati, anche se il Comune si impegnava a corrispondere alla ditta vincitrice il canone della bolletta elettrica per i successivi 20 anni. Nella delibera non viene indicato l’ammontare dei lavori previsti nel progetto.

Il 19 marzo 2014 Antonio Lauria e Francesco Simone, responsabile relazioni istituzionali della CPL Concordia, vennero intercettati e la conversazione è apparsa sui giornali.

Nel settembre 2014 il Corpo NOE dei Carabinieri fece un’ispezione negli uffici comunali, acquisendo documenti e una dichiarazione sottoscritta da Morisco.

Della delibera del 6 agosto 2013 non si è saputo più niente, fino al 9 ottobre 2014, quando la giunta comunale prendeva atto della proposta delle società Eredi Maggio Impianti srl e Tecknion Energy Company srl. Queste ultime, riunite in un’associazione temporanea d’imprese, proposero un proprio progetto di riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica tursitano. Si parlava di un progetto per la creazione di una smart city, con ammodernamento dell’impianto di illuminazione pubblica, risparmi nei consumi e tante altre cose. Una proposta che arrivò in municipio il 20 luglio 2012 e venne integrata (non si sa bene di cosa), il 15 luglio e il 24 luglio 2014. Con la delibera 108 del 9 ottobre 2014 la giunta approvava un progetto, di soggetti terzi, differente dal progetto approvato dal consiglio comunale l’anno prima e redatto da Morisco, nonostante la finalità fosse all’incirca la stessa.

Il 15 gennaio 2015 la giunta comunale approvava una delibera molto strana con la quale dichiarava di pubblico interesse il progetto delle Eredi Maggio Impianti srl e Tecknion Energy Company srl e deliberava di approvare il progetto preliminare dell’opera. Non vennero citati né l’ammontare complessivo del progetto, né le spese che il Comune avrebbe sostenuto. Ma nella stessa delibera ci sono due capoversi che non c’entrano affatto con l’oggetto né con il resto del documento. Nel secondo capoverso si parlava di “obiettivo primario dell’amministrazione comunale la realizzazione di strutture di accoglienza sul territorio per persone anziane e/o disabili” e nel sesto capoverso c’era scritto “importo complessivo previsto di € 1.515.519,27, la cui redazione è stata predisposta società L’AIRONE srl”. Due evidentissimi errori che dimostrano palesemente come la stesura della delibera 7 del 15 gennaio sia stata redatta sulla base della delibera di approvazione del progetto preliminare della casa famiglia, proposto dalla società L’Airone, sul quale, per correttezza nei confronti dei tursitani andrebbe accesso un riflettore per fare chiarezza.

Il 24 marzo scorso, Morisco approvava lo schema di bando di gara del progetto, con tutta la documentazione allegata. Il progetto ha raggiunto la faraonica somma di 6,5 milioni di euro. Avete letto bene: 6,5 milioni di euro. Un progetto che presto andrà in gara, appena verrà effettuata la pubblicazione online. Spiegando brevemente: il progetto delle società Eredi Maggio Impianti srl e Tecknion Energy Company srl verrà messo a bando; se nessuna società parteciperà, vinceranno le due proponenti; se altre società presenteranno progetti, le due società possono presentare una contro proposta migliorativa. Come accadde alla casa famiglia a Sant’Anna, dove la società L’Airone srl vinse facile giocando da sola, senza alcun concorrente.

Ma forse la questione è ancora più vecchia e potrebbe risalire all’insediamento di questa amministrazione comunale, quando l’Edison sostituì l’Enel nella fornitura di energia elettrica e il Comune di Tursi si trovò a pagare “inspiegabilmente” 110 mila euro di bolletta in più sulle due annualità 2011 e 2012 nonostante l’accordo prevedesse una riduzione della bolletta complessiva rispetto all’annualità 2010, che ammontava a 128 mila euro.

Come potete vedere, non ci siamo fermati a giudicare il merito della questione giudiziaria, che se verificato in sede giudiziaria, rappresenterebbe una vergogna per questa nostra Città, ma abbiamo presentato ai cittadini il panorama amministrativo in cui il tutto si è verificato, permettendo al cittadino di seguire la vicenda dagli arbori e capirne i meccanismi e alcuni retroscena che la stampa nazionale e locale, per brevità, ha dovuto tralasciare.

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