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Cosa avrebbe fatto un’amministrazione corretta

lampioneDopo la cronistoria di ieri, è necessario fare alcune considerazioni politiche sull’operato dell’amministrazione comunale in merito alla vicenda. Nonostante il sindaco si sciacqui la bocca che il progetto viene finanziato con soldi privati, sa di prendere in giro i cittadini. Infatti, il Comune si impegna a versare un ammontare pari alla bolletta elettrica, che attualmente paga al proprio fornitore, per decine di anni alla ditta che eseguirà i lavori e gestirà l’intera impiantistica elettrica cittadina. Quei 200 mila euro annui che vengono citati nell’articolo de Il Quotidiano. Resta però inspiegabile una cosa, che verrà spiegata con il proseguo delle indagini: se la quota che il Comune di Tursi corrisponderà alla ditta vincitrice sarà 200 mila euro all’anno, per un totale di 20 anni, l’ammontare complessivo del progetto dovrebbe essere 4 milioni di euro e non 6,5 come preventivato. È già stato messo in conto il ribasso di gara?

E poi non erano stati spesi già 180 mila euro provenienti dalle royalty del parco eolico per ammodernare l’impianto di illuminazione pubblica del centro storico, di cui si vanta sempre il sindaco? Che necessità c’era di questo ulteriore e faraonico progetto, che avrebbe di fatto vanificato anche quell’investimento mirato?

Il sindaco di Tursi che parla di massima collaborazione con la giustizia, quando nel suo Municipio non vengono applicate le più basilari norme sulla trasparenza amministrativa, è una barzelletta che non fa ridere. Lauria è ancora consigliere comunale di maggioranza, quella maggioranza che sostiene e ha sostenuto il sindaco per 5 anni. Il primo cittadino ha chiesto le dimissioni di Lauria? Perché non le chiede? Cosa aspetta o cosa teme?

Un’amministrazione comunale corretta e trasparente avrebbe preteso le dimissioni di Lauria per allontanare qualsiasi ombra dal Municipio tursitano. Successivamente avrebbe congelato la procedura del bando per ulteriori e più approfondite verifiche. La logica vuole che un progetto realizzato da un privato è più costoso dello stesso progetto realizzato dal pubblico. Infatti, se il Comune di Tursi realizzasse gli investimenti previsti nel bando, sempre ammesso che fossero necessari 6,5 milioni di euro di investimenti, sosterrebbe costi inferiori rispetto alla ditta privata, sia per economie nella gestione dei lavori, sia perché potrebbe beneficiare direttamente della riduzione della bolletta elettrica, della quale avrebbe beneficiato la ditta privata. Infine, un’amministrazione comunale corretta e trasparente informerebbe immediatamente i propri cittadini dell’accaduto con un manifesto o un comizio.

Ci impegniamo a seguire la vicenda amministrativa del bando, impegnandoci anche a revocarlo appena vinta questa tornata elettorale e prima che i lavori inizino. Se l’ammodernamento è necessario, si tratterà di un’opera talmente complessa che richiederà la totale abnegazione dell’amministrazione comunale, con un’opera certosina di sistemazione, interramento, sostituzione di impianti elettrici.

P.S.: i nuovi candidati, tra cui le 4 donne, presenti nella lista dell’amministrazione comunale, devono stare molto attenti a dove si vanno a ficcare.

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