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Resoconto consiglio comunale 1° luglio 2015 – Parte 3

consiglio comunaleIl terzo punto all’ordine del giorno, quello relativo al bando da 6,5 milioni di euro sull’illuminazione pubblica, era il più atteso. Il sindaco ha chiesto  immediatamente di votare, dato che le minoranze, a suo dire, avevano già preso visione della bozza di delibera. Il consigliere Verde ha chiesto che qualcuno della maggioranza relazioni sul punto prima di votarlo. Allora, il sindaco ha letto il testo della delibera, che come segnalato dal consigliere Caputo, era differente da quello messo a disposizione delle minoranze nelle ore antecedenti il consiglio. Questa grave discrepanza è stata la miccia, causa dell’accesa discussione che ne è seguita.

Il sindaco ha chiesto alle minoranze di presentare le proprie proposte sul merito dell’ordine del giorno. Di Matteo ha risposto: “Ma il sindaco sono io o sei tu?” Cosma ha risposto: “Sei tu!” E Di Matteo: “E allora dimettiti perché la carica di sindaco prevede le funzioni che tu stai chiedendo alle minoranze.”

Caputo ha aggiunto che tocca all’amministrazione comunale presentare al consiglio il proprio progetto e la propria volontà. Il sindaco ha risposto che sono state le minoranze a chiedere il consiglio comunale ad hoc sulla questione e che la maggioranza ha voluto verificare se davvero le minoranze avevano la volontà di approvare la revoca del bando. Verde ha precisato che la convocazione del consiglio comunale con il punto all’ordine del giorno è stata presentata ai consiglieri pochi minuti prima che le minoranze protocollassero la propria richiesta. L’assessore Trani ha ricordato che in data 18/06/2015 perveniva all’amministrazione comunale una richiesta di MuoviAmo Tursi per la revoca del bando. Di Matteo ha spiegato che la richiesta di MuoviAmo Tursi era stata promessa in campagna elettorale ed era una ovvia conseguenza della nota della Confapi Matera, che chiedeva la revoca in autotutela del bando. La richiesta di MuoviAmo Tursi era stata indirizzata al sindaco e alla giunta comunale e non al consiglio, dato che la revoca del bando è di competenza della giunta. Il consiglio comunale può indicare nuovi indirizzi generali, ma è la giunta che li attua con provvedimenti specifici, come appunto una revoca.

Di seguito i documenti appena citati:

09-06-2016 confapi revoca bando

18-06-2015 MuoviAmo Tursi richiesta revoca bando

24-06-2015 richiesta opposizioni convocazione consiglio

24-06-2015 convocazione consiglio comunale

Alla fine, il sindaco ha spiegato le motivazioni della revoca. Dopo un incontro con Franco Stella, presidente della Confapi Matera, Cosma si è convinto della possibilità di realizzare un progetto similare, ma con altre forme di finanziamento pubblico e con maggiori benefici per il Comune. Per il sindaco, questa nuova convenienza deriverebbe dall’approvazione del Paes, Piano di azione per l’energia sostenibile, approvato il 09/05/2015, a neanche un mese dalla pubblicazione del bando che ora si vuole revocare (13/04/2015). Di Matteo ha replicato che, anche se l’approvazione del Paes risale a maggio 2015, il Patto dei Sindaci di cui è espressione, è stato approvato a dicembre 2012 dal consiglio comunale, con Cosma vicesindaco. Quindi, molto prima della presentazione della proposta da parte della ditta Eredi Maggi, nell’anno 2014, ad ulteriore dimostrazione dell’incoerenza del ragionamento del sindaco.

Inoltre, Di Matteo ha aggiunto importanti valutazioni alla discussione:

1-la mancanza ingiustificata ed ingiustificabile del vice sindaco Caldararo è un evidente condizione di debolezza politica di un’amministrazione comunale che si vantava di essere granitica nel consiglio comunale precedente, ma che invece già scricchiola nella seconda seduta.

2-la mancanza di correttezza da parte dell’amministrazione comunale nei confronti delle opposizioni è il primo sintomo di nervosismo. Infatti, presentare una bozza di delibera differente da quella visionata dalle opposizioni è stato un atto di grave violazione.

3-la mancanza del Responsabile unico del procedimento, RUP nel prosieguo dell’articolo, l’ing. Morisco e la mancanza del fascicolo del progetto durante la seduta del consiglio è un segnale di inqualificabile superficialità . Evidente metafora di come stanno amministrando il municipio.

4-la revoca di un atto deliberato da un organo istituzionale può essere effettuata solo dall’organo che ha emesso l’atto che si vuole revocare. Quindi, solo la giunta comunale può revocare una propria delibera. Un atto amministrativo, per essere revocato, deve seguire lo stesso iter che l’ha portato all’approvazione, ma a ritroso. Quindi, il bando ha visto l’approvazione da parte del consiglio comunale degli indirizzi generali, poi la giunta ha recepito il progetto della società privata e ha delegato il RUP ad effettuare un’istruttoria. Il RUP ha eseguito l’istruttoria e proposto alla giunta comunale l’interesse pubblico del progetto. La giunta comunale ha dichiarato l’interesse pubblico e demandato al RUP tutti gli atti consequenziali per la predisposizione del bando. Il RUP ha approvato gli schemi e gli allegati del bando e li ha pubblicati. Se ne deduce che il consiglio comunale, una volta decisi i nuovi indirizzi generali, avrebbe impegnato la giunta comunale a revocare il bando e ad iniziare la nuova procedura. Anche il segretario comunale ha confermato questa tesi durante il consiglio comunale, ma la maggioranza non ha voluto ascoltare. Inoltre, la giunta comunale avrebbe potuto revocare il bando solo dopo che il Rup avesse emesso una dichiarazione di venuta meno dell’interesse pubblico sul vecchio progetto e la dichiarazione di interesse pubblico sul nuovo progetto proposto dall’amministrazione comunale. Nuovo progetto che ad oggi non c’è. Senza questi documenti, la giunta comunale non avrebbe potuto deliberare, salvo la responsabilità in solido dei soggetti deliberanti. La proposta di interesse pubblico presentata dal RUP è differente dal parere di regolarità che i Responsabili degli uffici preposti rilasciano ai sensi dell’articolo 49 del Testo unico enti locali Decreto legislativo 267/2000. Eppure il sindaco li ha palesemente equivocati, dall’alto della sua esperienza amministrativa.

5-la maggioranza pur di non assecondare le più preparate e competenti opposizioni, approverà un atto illegittimo ed impugnabile, mettendo a repentaglio i singoli consiglieri e l’intero municipio.

6-il piano finanziario del progetto prevede 8,06 milioni di euro di spesa e non 6,5 milioni di euro come previsto nel bando di gara. Infatti, con gli aggiornamenti delle tariffe dell’energia elettrica derivanti dall’oscillazione del prezzo del petrolio e dall’inflazione, la spesa annua prevista per il Comune, 164 mila euro, arriva a 292 mila euro al trentesimo anno del contratto, con un aumento annuo non contabilizzato di quasi 4 mila euro.

7-il bando si basa su un importo annuale di spesa, che il Comune dovrebbe corrispondere alla società vincente, pari a 164 mila euro, di cui 114 mila euro di bolletta energetica, 30 mila euro di manutenzione ordinaria degli impianti e 20 mila euro di manutenzione straordinaria. I 30 mila euro e i 20 mila euro andrebbero motivati con i dati storici derivanti dagli effettivi lavori fatti negli anni passati sugli impianti, che di sicuro sono inferiori a quelli indicati.

8-l’assenza dell’assessore al bilancio Caldararo, il mutismo ignorante dell’assessore ai lavori pubblici Trani e gli strafalcioni tecnici del sindaco hanno rappresentato l’apoteosi del pressappochismo amministrativo targato Salvatore Cosma.

Detto ciò, le opposizioni hanno chiesto di votare l’ordine del giorno da loro proposto che recita: “Project financing per la concessione del servizio di gestione manutenzione e riqualificazione della pubblica illuminazione. Impegno della Giunta comunale alla revoca.” e non quello proposto dalla maggioranza che recita: “Concessione per il servizio di gestione, manutenzione e riqualificazione della pubblica illuminazione con adeguamento normativo ed isola smart city, ai sensi dell’art. 153 c. 19 D. Lgs. 163/2006 e s.m.i. – Revoca bando ed indirizzi generali.” Così facendo si portano ad approvazione gli indirizzi generali proposti dalla maggioranza, che le opposizioni condividono, e si segue l’iter procedimentale corretto, che tuteli i consiglieri comunali, il Municipio e la legittimità dell’atto. Il sindaco ha rifiutato l’invito e ha chiesto che si voti sull’ordine del giorno previsto nella convocazione. A questo punto, le opposizioni hanno chiesto di poter rilasciare delle dichiarazioni da mettere a verbale. I 3 gruppi consiliari di opposizione hanno dichiarato similarmente che il consiglio comunale non è competente a deliberare sull’ordine del giorno, che invece lo è la giunta comunale, che l’ordine del giorno così come proposto non può essere votato, che l’ordine del giorno proposto dalle opposizioni avrebbe sanato l’illegittimità dell’atto e che per questi motivi abbandonano l’aula consiliare. Il sindaco ha replicato chiedendo ai propri consiglieri di votare l’ordine del giorno, nonostante ognuno di loro abbia la libertà di votare contro.

Immediatamente dopo la dichiarazione del sindaco, l’assessore Trani ha chiesto la sospensione della seduta per 10 minuti. Trascorsa la pausa, la seduta ha ripreso i lavori e il consigliere Cavallo, capogruppo di maggioranza, ha rilasciato la seguente dichiarazione di delibera: “il consiglio comunale delibera di approvare quale indirizzo generale la revoca del bando in oggetto, dando mandato agli organi e agli uffici competenti per gli atti consequenziali.” Una via di mezzo tra le posizioni delle opposizioni e della maggioranza, che però non sana l’illegittimità dell’atto e non solleva i consiglieri comunali che hanno votato dalle responsabilità consequenziali.

I consiglieri presenti durante la votazione erano sette, appena sufficienti per mantenere il numero legale della seduta. Bastava un’altra defezione nella maggioranza e la seduta consiliare sarebbe saltata.

Dopo la votazione unanime da parte dei consiglieri di maggioranza, all’uscita dalla sala consiliare, l’ex consigliere comunale Cuccarese, padre della neo eletta assessore alla Tutela dei diritti umani e alle Politiche giovanili, ha assunto un comportamento minaccioso e riprovevole nei confronti del consigliere Di Matteo, che ha trovato subito la solidarietà dei cittadini presenti. A quanto pare le deleghe alla neo assessore sono state date per l’esperienza del padre nel settore. Non una parola di solidarietà a Di Matteo è stata espressa dai rappresentanti della maggioranza. A ricalcare la dose ci ha pensato il sindaco, che ha lasciato intendere che ci potrebbero essere impedimenti e ritardi alla normale attività di controllo esercitata da Di Matteo, con la negazione dell’accesso agli atti.

È bastato un mese di tempo e due consigli comunale per dimostrare a tutti i tursitani il valore dei propri eletti.

    One Response to “Resoconto consiglio comunale 1° luglio 2015 – Parte 3”

    1. Angelo ha detto:

      Mi piace congratulazioni