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Posso vivere senza paura?

paura“Non avere paura”,parole fatidiche pronunciate nel lontano 1978, oggi a distanza di tempo, noi cittadini iniziamo ad avere paura. “Basta ad avere paura” è l’ultimo monito di RENZI. Mi chiedo si può imporre alla gente di non aver paura, io credo di no e credo che proprio chi lancia questi moniti si sia accorto che tra la gente serpeggia sempre di più questa sensazione e crede e si illude di poterla eliminare semplicemente ammonendo. Mi chiedo ma è lecito avere paura, oppure questa è una sensazione populista e strumentale? Vietarci di avere paura e come dirci di non vedere e sentire quello che succede attorno a noi.

Una nazione assediata, lasciata a fronteggiare una tragedia umanitaria di proporzioni bibliche, da sola, con la colpevole assenza di un’inutile Europa. Come si può pensare che la gente non abbia paura di fronte a questa situazione ed a fronte di un’escalation di violenza che colpisce senza distinzione da nord a sud?

Quello che si percepisce è che in nome di un concetto umanitario e di una supposta integrazione sia consentito di tutto, anche tollerare abitudini diverse dalle nostre che nulla hanno a che fare con le nostre tradizioni e la nostra cultura.

Rispettare i cittadini di cultura rom, per esempio, non significa o almeno non dovrebbe significare tollerare i loro comportamenti e magari condividere le loro abitudini.

Accogliere i disperati che arrivano sui barconi non significa consentire a questi di potersi aggirare lungo il nostro paese senza alcuna possibilità di identificazione.

Ed ancora, mi rendo conto, che in nome di questa accoglienza ed in nome sempre di una supposta integrazione stiamo abdicando alla nostra cultura, ai nostri valori cristiani, alle nostre tradizioni ed anche sacrificando un pezzo della nostra economia.

Per quanto tempo tutto sarà possibile, per quanto ancora si protrarrà questa situazione, fino a quando riusciremo a sostenerla? Sono domande da farsi prima che inizia una protesta violenta ed irreversibile della quale si cominciano ad avvertire i primi segnali, con la complicità di Europa e Onu, organizzazioni fantasma, assenti e disinteressate che non avvertono se non a parole alcuna necessità di intervenire per bloccare questa tragedia che oltre a colpire i migranti finirà per colpire anche noi.

I fratelli PITTELLA, parlano di accoglienza partendo dal concetto: il fratello-straniero è risorsa.

L’eurodeputato Gianni, aveva promesso di dedicarsi di più alla fratellanza dei popoli, in campagna elettorale, e poi quando è tornato a sedere tra i banchi dell’europarlamento, ha avallato tutta la politica di un’Europa dedita più a fare gli interessi delle banche che dei popoli.

I nostri governanti, si sono già dimenticati della storia risorgimentale dell’800, in cui il popolo ha riscritto un pezzo della nostra storia.

La storia è fatta di corsi e di ricorsi!!

Digno Gino

Fonte foto: www.milano-psicologa.it

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