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Resoconto consiglio comunale del 17 agosto 2015 – Parte 4

cambiare rifiuti tursiAl terzo punto all’ordine del giorno, relativo alle tariffe TARI per l’anno 2015, ha relazionato l’assessore al bilancio Caldararo. Numerose le problematiche che il servizio di raccolta dei rifiuti sta vivendo. Considerevoli assenze da lavoro da parte dei dipendenti della ditta. Nuovi orari di raccolta dei rifiuti non andati ancora a regime correttamente per la mancata collaborazione di alcuni cittadini. Da 25 giorni consecutivamente, l’amministrazione comunale fa segnalazioni alla ditta per inadempienze contrattuali della stessa. In merito alle nuove tariffe TARI, Caldararo ha spiegato che si basano su una relazione predisposta dalla ditta, e non dal Comune. L’aumento del costo del servizio è dovuto al cambio di gestione. Infatti, nel 2014, i primi sei mesi erano ancora in gestione provvisoria con il vecchio contratto, mentre gli ultimi 6 mesi erano in gestione sulla base del nuovo appalto. Dato che il nuovo servizio è più costoso, anche la TARI dovrà aumentare. Per le utenze domestiche non cambia nulla. Per le utenze non domestiche (negozi, laboratori, uffici, capannoni, ecc.) l’aumento supera anche il 10%.

Dopo la relazione dell’assessore è intervenuto il consigliere di MuoviAmo Tursi, Antonio Di Matteo, che ha sottolineato le numerose inadempienze contrattuali, sia da parte della ditta che da parte del Comune. Infatti, il costo del servizio è aumentato in un solo anno di quasi 60 mila euro, passando da 678 mila a 736 mila euro. Il costo di spazzamento e lavaggio delle strade è passato da 23 mila a 150 mila euro. I costi della raccolta differenziata sono passati da 28 mila a 260 mila euro. I costi generali di gestione del servizio sono passati da 295 mila a 13 mila euro. Ma la cosa “inspiegabile”, che forse è alla base dell’aumento del costo del servizio, è la dichiarazione da parte della società di un aumento considerevole dei rifiuti da smaltire nel 2015, passando da 1,2 milioni di chilogrammi nel 2014 a 1,45 milioni di chilogrammi di RSU nel 2015. Un aumento senza motivi, per Di Matteo, visto che la popolazione residente si riduce, i consumi delle famiglie non aumentano e il centro abitato non è cresciuto. Per questi motivi, i chili di rifiuti da smaltire dovrebbero diminuire e non aumentare del 20%.

Di Matteo ha aggiunto che nel piano finanziario della ditta vengono indicati solo costi di gestione. Neanche una parola viene scritta sugli introiti derivanti dalla vendita dei materiali differenziati, che, stando al contratto, andrebbero a ridurre il costo di gestione del servizio e quindi andrebbero a ridurre direttamente ed immediatamente la bolletta dei cittadini. L’amministrazione comunale basa le proprie delibere su quanto dichiarato da un terzo appaltatore che ha un conflitto di interessi con il Comune e i cittadini. Questo stato di cose avrebbe dovuto portare l’amministrazione comunale a predisporre una controrelazione per verificare l’effettiva autenticità e correttezza delle dichiarazioni della ditta privata, cosa che non si è verificata. La ditta privata, non effettuando il servizio come previsto dal contratto come dimostrato dalle contestazioni degli uffici comunali, ha dei risparmi sui costi e quindi guadagna più del dovuto.

Le principali e più dannose inadempienze contrattuali realizzate dalla ditta, indicate da MuoviAmo Tursi anche in campagna elettorale, sono le seguenti:

1-ritardi nella raccolta dei sacchetti o mancata raccolta dei sacchetti;

2-mancato spazzamento delle strade, sia manuale che meccanico;

3-mancata rimozione di fango ed erbacce dalle strade e marciapiedi;

4-mancato lavaggio delle strade con mezzi meccanici;

5-mancata, inefficiente o ritardata disinfestazione e derattizzazione;

6-mancata realizzazione del centro di raccolta preliminare dei rifiuti;

7-mancato riconoscimento dei corrispettivi riferiti al conferimento di frazioni differenziate al Comune;

8-adeguamento del canone senza giustificato motivo, in violazione dell’articolo 6 del contratto;

9-mancata istallazione dei cestini portacarte previsti nel progetto;

10-mancato pagamento dei dipendenti da parte della ditta;

11-incomplete campagne di informazione dei cittadini.

Da parte sua, l’amministrazione comunale è responsabile delle seguenti inadempienze:

1-mancato versamento del canone mensile da inizio anno;

2-macanti o ritardate segnalazioni delle inadempienze contrattuali realizzate dalla ditta;

3-mancata richiesta del pagamento delle penali da parte della ditta.

Caldararo ha risposto che le penali verranno trattenute quando il Comune farà il pagamento dei canoni alla ditta. Per quanto riguarda gli introiti derivanti dalla vendita dei rifiuti differenziati, questi verranno inseriti nel bilancio consuntivo. Tutte le inadempienze contrattuali sono state segnalate e verranno fatte valere.

Per Di Matteo, se il Comune percepirà le penali dalla ditta inadempiente e la propria quota degli introiti dalla vendita dei materiali riciclati a fine 2015, e non provvederà entro fine anno a decurtare la cifra dalle bollette dei cittadini o a restituire a chi già ha pagato, si potrebbe innescare un meccanismo di possibile contenzioso tra il cittadino che ha pagato di più del dovuto e il Comune che ha incassato sia i soldi dei cittadini, sia i soldi dalla vendita dei rifiuti differenziati che le penali dalla ditta inadempiente.

In merito alla TARI, MuoviAmo Tursi ha proposto una rimodulazione delle tariffe sulla base di un programma pluriennale di incentivazione alle attività economiche che si vogliono mantenere a Tursi, mentre disincentivante per quelle attività economiche che si vogliono allontanare da Tursi. Per Caldararo la proposta non può essere accettata perché su molte attività l’aliquota è già ai minimi. Ha replicato Di Matteo affermando che manca un piano complessivo della tassazione comunale che possa dare al sistema tributario il giusto peso nelle politiche comunali. I tributi, per Di Matteo, sono una leva economica importantissima nell’incentivare o disincentivare alcuni comportamenti o attività economiche, così come la spesa pubblica.

Alle lagne di Caldararo sull’inefficienza del servizio, Di Matteo risponde che la nuova gestione è entrata in funzione il 1° luglio 2014 e che il bando fu predisposto e pubblicato dalla precedente amministrazione, con Caldararo vice sindaco anche in quella occasione. Se delle responsabilità politiche ci sono, per Di Matteo vanno identificate nella precedente amministrazione comunale.

Caputo è intervenuto comparando i contratti sottoscritti dalla sua amministrazione e quello sottoscritto dalla precedente amministrazione. Il primo, con un costo complessivo inferiore, riusciva ad offrire un servizio efficiente, mantenendo il paese pulito. Il secondo, molto costoso, non riesce a garantire neanche il servizio minimo e il paese, le frazioni e il territorio tutto è invivibile ed impresentabile.

Caldararo ha affermato che sarà probabile la rescissione del contratto con la Teknoservice, così che si possa pensare ad un nuovo sistema di gestione dei rifiuti, meno costoso e più facile da gestire.

Caputo e Di Matteo hanno votato contro perché l’aumento della tariffa sulle attività commerciali non è affatto motivato, visto che il sistema di gestione invece di migliorare il servizio, l’ha peggiorato.

Nei prossimi giorni verranno pubblicati gli altri articoli contenenti il resoconto del consiglio comunale del 17 agosto 2015.

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