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Resoconto consiglio comunale del 7 settembre 2015

asilo san filippLunedì scorso si è tenuto il consiglio comunale chiesto dalle opposizioni sul tema della scuola comunale. Le opposizioni hanno chiesto esplicitamente l’impegno della giunta alla revoca della delibera 82 del 4 agosto scorso che accorpava tutte le classi della scuola dell’infanzia nel plesso di Santi Quaranta. Prima di iniziare la discussione, la consigliera comunale Maria Montesano ha chiesto spiegazioni al presidente del consiglio comunale sulle motivazioni tecniche o politiche che impediscono la convocazione del consiglio comunale negli orari serali. Il presidente del consiglio ha risposto che non ci sono né motivazioni tecniche né politiche. I consigli si terranno di mattina fino a quando i consiglieri tutti non assumeranno comportamenti corretti. Per il consigliere Salvatore Caputo, la mancata convocazione serale è un tipico segno di dispotismo politico feudale che l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare. Il consigliere di MuoviAmo Tursi, Antonio Di Matteo, ha aggiunto che la maggioranza ha paura del confronto con i cittadini, considerato che spesso le opposizioni mettono in cattiva luce l’operato di un’amministrazione comunale incapace.

Per le opposizioni, ha relazionato sul punto all’ordine del giorno il consigliere comunale Caputo, che ha affermato che la maggioranza non ha fatto un piacere alle opposizioni nel convocare il consiglio prima dei 20 giorni previsti dalla normativa. Per spirito di collaborazione, le opposizioni hanno assecondato la richiesta di Cosma di esplicitare l’ordine del giorno per meglio procedere alla votazione. Per Caputo, le motivazioni che spingono le opposizioni a portare la questione in consiglio sono di varia natura. Infatti, il sindaco e l’amministrazione comunale non sono autorità didattica, ma lo è la preside. La definizione “temporanea e sperimentale” relativa all’accorpamento della scuola dell’infanzia è un modo utilizzato dall’amministrazione comunale per poter realizzare il provvedimento senza intercorrere nei vincoli posti dalla normativa scolastica. I genitori, al momento dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia, avevano scelto il plesso scolastico tra i tre a disposizione. Il principio dell’età pediatrica impedirebbe al buon amministratore di accorpare gli adolescenti con gli infanti, cosa che questa amministrazione aveva provato a fare. Per Caputo, le responsabilità della perdita della presidenza dell’Istituto comprensivo Albino Pierro sono da imputare all’ex sindaco Labriola. Inoltre, i costi sostenuti per la gestione del plesso a San Filippo sono inferiori rispetto agli altri plessi, dimostrando che la motivazione economica dell’accorpamento verrebbe meno. Nel plesso Carmela Ayr di San Filippo le precedenti amministrazioni fecero numerosi investimenti, tali da renderlo l’unico a norma, che oggi vanno di fatto perduti.

Cosma ha replicato che i bambini effettivamente residenti nel centro storico sono soltanto 6, mentre gli altri 12 sono del centro abitato. Dal pubblico hanno replicato che gli alunni residenti nel centro storico sono 14 e non 6. Per Cosma è insostenibile che un maestro trasporti i propri alunni con la propria macchina per portarli a scuola. Per queste motivazioni Cosma ha deciso di chiudere il plesso a San Filippo. Inoltre, le motivazioni del provvedimento sono: logistiche, didattiche e di riduzione dei costi.

Ha replicato il consigliere Di Matteo facendo notare un evidente astio personale nei confronti del docente Verde. Astio che non dovrebbe essere preso in considerazione quando si adottano provvedimenti amministrativi. Anche Caputo, ha evidenziato l’astio personale, aggiungendo che il docente svolge il servizio di trasporto fuori dagli orari scolastici e con liberatoria da parte dei genitori degli alunni trasportati. Per Caputo, la chiusura della scuola dell’infanzia a San Filippo rappresenta l’ennesimo impoverimento del centro storico. Per tutte le motivazioni espresse, le opposizioni propongono al consiglio di impegnare la giunta comunale alla revoca della delibera 82 del 4 agosto 2015, ristabilendo lo stato di fatto, cioè l’utilizzo dei 3 plessi, come richiesto anche da decine di cittadini con una petizione popolare.

Tutti gli ulteriori approfondimenti sono stati esplicitati nella bozza di delibera presentata dalle opposizioni, che di seguito si allega.

Bozza di delibera – Scuola

Di seguito si allega la delibera di giunta comunale da revocare per le opposizioni.

04-08-2015 GC 82 accorpamento asili a santi quaranta

Nel merito dell’accorpamento degli asili, ha relazionato l’assessore all’istruzione Adduci, che poco ha aggiunto rispetto a quello che aveva già detto Cosma, salvo fare ulteriori considerazioni sulla corrispondenza intrattenuta con il Dirigente Scolastico.

Il consigliere Verde, oltre a difendere la localizzazione dei tre plessi della scuola dell’infanzia, per le numerose motivazioni espresse nella bozza di delibera presentata dalle opposizioni, ha affermato che la colpa della perdita della presidenza dell’Istituto comprensivo è da imputare all’incapacità politica dell’amministrazione comunale precedente.

Infine è intervenuto il consigliere Di Matteo che ha relazionato sulla base della documentazione ufficiale a cui si deve fare riferimento prima di prendere una decisione. In data 8 gennaio 2015, il Dirigente Scolastico chiedeva la conferma del funzionamento di tre plessi della scuola dell’infanzia, indicando l’iscrizione di 81 bambini, 19 a Santi Quaranta, 42 a Sant’Anna e 20 a San Filippo. In data 6 marzo 2015, l’amministrazione comunale dichiarava di garantire in toto i servizi richiesti dal Dirigente Scolastico. Con delibera di giunta comunale 68 del 23 luglio 2015, l’amministrazione comunale stabiliva un budget di 24.300 euro per le utenze e le manutenzioni varie della scuola dell’infanzia, quindi considerando tutti e tre i plessi aperti. In data 31 luglio 2015, durante la conferenza di servizio, Cosma dichiarava che le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione comunale (dopo neanche una settimana dal finanziamento dei 3 plessi) all’accorpamento degli asili sono il risparmio economico e la messa in sicurezza dei plessi, aggiungendo che l’unico plesso che rispetta i requisiti e gli standard richiesti per ospitare i bambini è quello di Santi Quaranta. Questo, in contraddizione con quanto detto poco prima durante la discussione consiliare. Al verbale della conferenza di servizio, il Dirigente Scolastico ha allegato un documento con il quale dichiara, con l’auspicio che per l’anno scolastico 2015/2016 si confermi la situazione preesistente, che i genitori, all’atto dell’iscrizione, hanno scelto il plesso; il locale refettorio a Santi Quaranta sarebbe insufficiente tranne nell’ipotesi del doppio turno di refezione; il locale da adibire a deposito sarebbe insistente. In data 4 agosto, la giunta comunale ha deliberato l’accorpamento degli asili, in via temporanea e sperimentale, senza però definire quando finirà la temporaneità e l’essere sperimentale. Anche in questo caso, le motivazioni del provvedimento espresse in delibera sono in contraddizione con quanto dichiarato in consiglio comunale. Alla delibera di giunta ha replicato il Dirigente Scolastico con nota del 24 agosto, con la quale si dichiara fermamente e nettamente contraria all’accorpamento degli asili a Santi Quaranta, non condividendo le affermazioni contenute in delibera di giunta secondo le quali ci sarebbe un presunto miglioramento dell’offerta formativa e di programmazione. Alle interrogazioni di MuoviAmo Tursi presentate in data 17 agosto in merito ai costi sociali aggiuntivi che il provvedimento di accorpamento degli asili avrebbe comportato, l’assessore Adduci non ha risposto, dichiarando solo che il Comune risparmierà 4 mila euro all’anno. Solo 4 mila euro di risparmi dalla chiusura di due plessi, senza considerare i costi aggiuntivi di trasporto e i costi sociali che le famiglie sosterranno. Di Matteo ha concluso il proprio intervento invitando la maggioranza a riflettere sul fatto che non tutti i consiglieri hanno letto la proposta di delibera e hanno potuto valutarne la bontà e che quindi avrebbero votato un provvedimento senza conoscerlo. Vista la mancanza di volontà da parte della maggioranza di votare l’impegno della giunta alla revoca della delibera 82 del 4 agosto scorso, Di Matteo ha dovuto dichiarare a verbale che: la giunta comunale è organo illegittimo a deliberare sull’accorpamento degli asili considerato che si tratta di organizzazione di pubblici servizi e quindi, visto l’articolo 42 del Testo unico enti locali, è di competenza del consiglio comunale; l’istituzione, l’aggregazione, la fusione e la soppressione di scuole comunali va fatta in attuazione degli strumenti di programmazione, cioè va prevista espressamente nel bilancio di previsione, come indicato dall’articolo 139 del decreto legislativo 112/1998 e dall’articolo 170 del Testo unico enti locali, e dato che non è stato previsto, neanche il consiglio comunale poteva deliberarlo per l’anno scolastico 2015/2016.

La bozza di delibera proposta dalle opposizioni è stata sottoposta a votazione, con 4 voti a favore (Caputo, Montesano, Verde, Di Matteo), 2 astenuti (D’Alessandro, Ottomano), 6 contrari (Cosma, Caldararo, Adduci, Trani, Cuccarese, Cavallo). La consigliera Rondinelli era assente per motivi di famiglia.

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