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Vincenzo Grossi Santo

vincenzo grossiCon grande emozione interiore, voglio comunicare che il 18 ottobre 2015 in piazza San Pietro, a Roma, il Santo Padre proclamerà “SANTO”, don Vincenzo Grossi, fondatore delle FIGLIE dell’ORATORIO. In parrocchia cattedrale, si sta organizzando l’evento, con una presenza cospicua di fedeli per cantare e lodare il Signore per la santificazione del fondatore delle nostre amatissime suore, figlie dell’oratorio. Mi sento particolarmente coinvolto, personalmente e come  famiglia a questa grande festa di gioia perché: proprio dalla mia famiglia molti hanno abbracciato la vita religiosa, oltre mia sorella e una mia zia. Tutti ,nella nostra Tursi  hanno constatato la ricchezza spirituale delle suore ,sia all’asilo che in parrocchia.

Personalmente devo esprimere un pensiero di gratitudine alle figlie dell’oratorio. Ho iniziato a conoscere don Vincenzo Grossi  fin dalla mia infanzia, all’asilo, ubicato allora, anni ‘70, dietro la cattedrale, tenuto dalle suore. Vedevo la sua fotografia appesa al muro.

Una foto del fondatore, forse l’unica che esiste, che fa emergere i tratti di bontà e serenità che da sempre accompagna la sua opera.

Quell’asilo, oggi, è scuola materna, è  diventata più moderna, più accogliente e più grande conservando le stesse caratteristiche di sempre: l’accoglienza.

Le figlie dell’oratorio, adesso sono molto disponibili e diverse: l’abito si è modificato e nuove generazione di vocazioni rinnovano il carisma originario. Entrare in una scuola materna mi permette di ricordare il volto di molte suore tra cui suor Francesca, l’anziana. Maestra che a noi bambini intimoriti dalla sua lunga gonna nera  trasmetteva la bontà e la semplicità dei primi elementi del sapere e della fede.

Oggi, la santificazione, di don VINCENZO GROSSI, ci permette di conoscere un significativo tratto della sua  forte spiritualità e mentre ci trasmette il patrimonio del passato certamente sta preparando un futuro molto fecondo per la congregazione e per tutta la chiesa universale.

Don Vincenzo Grossi, nacque a Pizzighettone, in provincia di Cremona il 9 marzo 1845; mori, rese l’anima a Dio, il 7 novembre 1917, aveva 72 anni ed era parroco da 43 anni.

Si distinse, nel suo operato da parroco: umile nel suo vivere,fedele nel quotidiano e forte nella vocazione sacerdotale.

Già da allora la fama di santità di vita rimane intatta nel cremonese e lodigiano per l’intensa opera pastorale compiuta da don Vincenzo GROSSI la cui semplicità e umiltà si riflettono come tratti caratteristici della sua forte spiritualità.

Guidò, negli ultimi anni di vita, sia le suore che la parrocchia con mitezza e generosità. Le suore, alla notizia della sua malattia, accorsero, ai piedi del suo letto e le ultime sue parole furono: “la vita è aperta, bisogna andare”, riportato nello stemma della congregazione e divenendo il motto dell’istituto.

Fondò l’istituto “FIGLIE DELL’ORATORIO”, sotto la protezione di san Filippo Neri, perché si dedicassero, in stretta collaborazione con i parroci, all’educazione alla formazione della gioventù femminile.

Il nome scelto fu quello di “figlie dell’oratorio”, non tanto per indicare il luogo privilegiato del loro operato, quanto per richiamare ad un modello spirituale ben preciso: la letizia spirituale o, come preferiva chiamarla: “santità giovanile” di san Filippo Neri.

Attualmente le figlie dell’oratorio sono diffuse in tutta Italia, sono presenti con molte case aperte in Basilicata: Tursi, Policoro, Sant’Arcangelo, Palazzo San Gervasio.

Sono presenti anche in missioni come l’Argentina e Ecuador .

Vincenzo Grossi fu beatificato dal beato Paolo VI il 1 novembre 1975 e sarà canonizzato da papa Francesco il 18 ottobre 2015.

Tursi, con la sua diocesi, al pari delle diocesi di Cremona e Lodi si prepara a gioire e ringraziare il Signore Iddio per la canonizzazione e pregare il beato Vincenzo Grossi affinchè tutti noi impariamo dai santi la via della santità.

Il popolo di Tursi deve tanto alle suore figlie dell’oratorio in quanto il vescovo di allora, subito dopo la guerra, agevolò in Tursi la venuta delle suore con l’apertura di un asilo e il successivo ritrovo delle ragazze ad imparare l’arte del ricamo e dell’uncinetto.

E poi dobbiamo a loro un riconoscimento particolare per la devozione a san Filippo Neri, tanto da proporlo successivamente come santo protettore della città di Tursi.

Il nostro senso civico,la nostra devozione, la nostra fede ci portano ad esprimere col cuore un grande “GRAZIE” alle suore figlie dell’oratorio, alla loro istituzione, al loro fondatore: “SAN VINCENZO GROSSI”.

Gino Digno

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