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La Grecia: quante preoccupazioni?

grecia debitoIn tanti, forse, (non possiamo certo pensare tutti allo stesso modo) abbiamo seguito, con crescendo di partecipazione, l’incredibile vicenda della trattativa riguardante i finanziamenti da parte degli organismi europei alla nostra vicina Grecia. Ricordo, nei primi giorni di luglio, in un susseguirsi drammatico di colpi di scena, il primo ministro greco Tsipras che ha tentato di evitare al proprio paese l’imposizione di condizioni economiche insostenibili per il presente e certamente “omicide” di ogni futuro da parte degli altri paesi europei, compresa la nostra attenta e deficiente Italia. Anche l’estremo tentativo, anche se qualcuno ha parlato di bluff, di un referendum popolare non è servito ad evitare ai greci di dover accettare condizioni durissime per poter ottenere un altro finanziamento da parte dell’Europa.

Di tutta questa vicenda, peraltro non ancora conclusa, rimane, motivo di questa mia riflessione sottoponendola alla vostra attenzione, una lezione amarissima e un’immagine di avvilente arroganza da parte dell’Europa e della temeraria Germania.

La lezione amarissima per tutti è che se i valori europei, il famoso sogno di creare gli Stati Uniti d’Europa e un modello politico ed economico a cui il mondo poteva ispirarsi, sono ridotti alla convenienza di politica interna di ciascuno Stato membro se non addirittura ai calcoli di ciascun partito al governo avremo solo una sfilata di piccoli o grandi egoismi che non porteranno vantaggio a nessuno.

A mio parere, il vero problema oggi sembra non essere più tanto la Grecia, quanto il funzionamento delle istituzioni europee e la ricerca, faticosa e forse infruttuosa, di ciò che resta delle motivazioni, in primis gli ideali, che furono alla base di questa unione.

E poi rimane l’immagine di una avvilente arroganza proprio dei rappresentanti europei, di coloro cioè che hanno trattato le condizioni della “resa”; talmente irremovibili nei loro diktat che il loro comportamento è sembrato più una vendetta verso chi aveva osato sfidarli, che la ricerca di una mediazione per giungere ad un accordo.

E’ tragicomico, infatti con questo spirito che si è arrivati a chiedere ai greci di mettere in garanzia del prestito ottenuto quello che è rimasto ancora di non venduto: isole, monumenti, porti. Mi chiedo, quanti euro varrà il Partenone per l’Europa?

Per il resto, rimane solo un’amara avvertenza, per noi italiani che siamo subito dopo la Grecia per i conti non in ordine.

Quanti, già si sono chiesti che un’Europa così non è quella che vogliamo e quella che sarà.

Se uno Stato non ha a cuore il benessere dei suoi cittadini, è meglio salvare i cittadini portandoli nel deserto! Come stiamo assistendo in questo periodo, coloro che stanno arrivando da noi, in tutti i modi, abbandonati dallo Stato.

Immaginate, solo per un istante, se succedesse a noi ciò che sta succedendo in Siria.

Al lettore attento l’ardua sentenza!

Gino Digno

Fonte foto: blog.keytomarkets.com

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