Crea sito

Il “Laudato si” di papa Bergoglio – Parte 2

Effetti distorsivi si producono anche quando si eccede nel mettere questa pagina del magistero papale in totale continuità con l’insegnamento dei suoi predecessori. Non basta far leva sul numero delle citazioni in nota per certificare che, al dunque, l’insegnamento resta invariato. Talvolta accade proprio il contrario. Ma poiché, come il papa non smette di ricordare, “il tutto è superiore alla parte”, conviene ricercare quale sia il “Tutto” che caratterizza il documento. Che consiste, a mio avviso, nel far sintesi di tutti i fattori, materiali e immateriali, di natura e di cultura, di scienza e di coscienza, che investono la condizione del pianeta e di chi lo abita; fattori esaminati separatamente, ma ricondotti a un’unità di approccio: dicendolo in valore matematico è la somma che dà valore ai singoli addendi.

Per questo sarebbe errato ritenere che il papa abbia scartato l’idea di una “civilizzazione” del mercato, già contenuta nell’elaborazione di Benedetto XVI, ma non sembra appropriato considerare una simile ipotesi come risolutiva delle questioni poste da una lettura aggiornata della realtà ecologica, economica e sociale dell’universo.

In realtà, secondo me, il pensiero del papa, proprio per la sua motivazione evangelica, eccede ogni approccio di tipo specialistico e impone a quanti abitano la terra uno sforzo di ricognizione e revisioni. Ciascuno nel proprio ambito, ma avendo presente la portata globale del compito di allontanare dal creato la minaccia dell’autodistruzione.

Così, l’indagine da compiere non è più volta a scoprire quando il mercato diventi “incivile”, ma a chiedersi se le unità di misura del mercato, come  è storicamente configurato, siano applicabili a valori e dimensioni che ne trascendono le “competenze”: lavoro umano, vita sulla terra, salvaguardia dei beni comuni.

C’è stato infine chi, a sinistra, ha creduto di assumere il messaggio di Francesco come supplenza di un progetto politico che manca. Ma il papa non ha proposto opzioni “tecniche”.

Ha, invece, posto problemi e ha richiamato responsabilità comuni: un’impresa che va oltre l’affanno di naviganti senza bussola.

E meglio, per riconquistare una visione globale della realtà e dei processi storici, andrebbero ripercorse criticamente le strade di quanti descrissero le prime manifestazioni del consumismo come fattori di indebolimento delle matrici solidaristiche delle società contemporanee. I progetti che ne scaturiscono sono: austerità, programmazione economica, consumi pubblici non hanno più corso legale.

Ma nulla vieta di rivalutarne lo spirito, come motivazione di una possibile alternativa nell’oggi.

È il percorso obbligatorio del ”nuovo umanesimo”.

Il papa conclude, questa sua esortazione, con due preghiere che possano condividere tutti coloro che credono in un dio creatore e l’altra affinché i cristiani sappiano assumere gli impegni che il vangelo di Cristo ci propone.

Gino Digno

Fonte foto: www.asianews.it

    Comments are closed.