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Il sud e i suoi mali

sud tursiLa mattina entrando nel bar per una colazione, involontariamente lo sguardo ti porta verso i giornali e  leggi i titoli che riassumono tutta la cronaca che il giornalista si accinge a descrivere. Basta leggere i giornali per capire dove va il nostro sud? Certamente sì. 50% dei giovani senza lavoro, una famiglia su tre in uno stato di povertà. E … poi corruzione, corruzione sempre corruzione in tutti gli ambienti. Alla corruzione si aggiunge purtroppo anche lo spargimento di sangue: “I tetti di Napoli poligono dei baby-killer”. “Il pentito ed i seguaci del boss”, “ L’inchiesta sugli appalti” e così via discorrendo, ogni giorno un titolo che ci mette sempre in allarme, fino alle inondazioni di questi giorni.

Dopo il “SOSTEGNO A DE LUCA”, e tutta la vicenda dell’elezione a presidente della regione Campania, il signor Renzi si impegnò pubblicamente a risolvere i problemi del sud e così dicendo era pronto a far partire tutta l’Italia, incoraggiando tutti a metterci al lavoro.

E di lì a poco, se non ricordo male eravamo nel mese di luglio, ancora sui giornali a Napoli: “Ha ucciso quattro persone per un parcheggio”, “Un agente penitenziario litiga con i vicini di casa e compie una strage” e tanto altro ancora.

E poi, la Puglia con “Gli amici di Emiliano” e la Sicilia, chiamata da tutti la Grecia d’Italia, con 37 assessori in due anni e mezzo che hanno lasciato Crocetta.

Si ricorda, in queste notizie, il coraggio e l’eroismo di Lucia Borsellino.

A questo intreccio di storie più tristi che lieti si aggancia la riflessione fatta dalla Conferenza episcopale di Basilicata, CEB, la quale ci sprona a metterci in cammino di fede scandendo le tappe del progetto ecclesiale verso la famiglia che si andrà a chiudere a Firenze.

La CEB ci indica nella figura di Francesco, il papa servitore, di ringiovanire  la nostra fede, spronandoci a viverla e a professarla con sempre maggiore consapevolezza ed accresciuto entusiasmo, a non arroccarci sulle nostre certezze ed a non rinchiuderci in noi stessi. Un richiamo, profondo e umano, lo fa con forza e con coraggio, verso i laici, impegnati in politica, i quali, essendo loro testimoni dell’agire cristiano verso il popolo, non creino abissi tra le istituzioni e i cittadini.

Oggi, si pone il problema di come colmare questo abisso.

Le tre raccomandazioni del papa, tradotte dalla catechesi, sono troppe chiare: “insegnare la preghiera pregando; annunciare la fede credendo; dare testimonianza vivendo”.

Preghiera, fede e testimonianza sono questi i capisaldi per una nuova civiltà per il sud, per tutta l’Italia e per i laici impegnati in politica affinché aprono gli occhi e si cingono il grembiule di servo, per dare ascolto al cittadino che è e sarà sempre il bene supremo di tutta la comunità.

Gino Digno

Fonte foto: it.dreamstime.com

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