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Il miraggio dei piani regionali

pescheto tursiAssistiamo quotidianamente sui giornali alla pubblicazione di articoli che incentivano i giovani a intraprendere l’attività agricola con aiuti in conto capitale, per i profani a fondo perduto, di molti euro. Quasi tutte le Regioni italiane hanno messo in campo i piani di sviluppo rurali (PSR), soltanto la Basilicata non ha messo a punto questi strumenti per la ancora attesa approvazione definitiva da parte della comunità europea. Anche se spesso facciamo finta di nulla o neghiamo perfino l’evidenza, la nostra regione, la Basilicata, ha sicuramente una strada costellata di brutte figure, nei confronti dell’Europa, per l’elargizione di fondi europei.

Questi Piani di Sviluppo Rurali, costruiti unicamente per elargire a pioggia denaro agli amici giusti e per mantenere in piedi un corposo apparato burocratico del tutto inutile e dispendioso, rischiano di far coprire, ancora di ridicolo, la nostra Regione, tanto da essere definita la regione dei balocchi.

Se entro il mese di dicembre le Regioni italiane non riusciranno ad assegnare 1,6 miliardi di euro di fondi europei saranno costrette al disimpegno automatico con la restituzione dei fondi non utilizzati. L’importo residuo ancora da liquidare, aggiornato alla fine di aprile, è pari a 1.598 milioni di euro suddiviso tra le regioni del centro-nord per 716 milioni di euro e tra le regioni del centro-sud per  874 milioni di euro.

La cosa incredibile è come nessun dirigente pubblico e delle associazioni di categoria si sia mai chiesto quali motivazioni hanno portato a questa paradossale situazione.E se magari i bandi sono da riscrivere perché improponibili o perché scritti su dettatura per favorire gli amici?

Noi, saremo i primi a denunciarli pubblicamente, nel momento in cui uscirà sulla gazzetta ufficiale di Basilicata. Ormai sono due anni che le nostre associazioni promuovono iniziative sui PSR e puntualmente ci dicono che fra qualche mese usciranno, e noi come pecoroni ci fidiamo di questi astuti dirigenti.

Certamente, voci ufficiose, ci dicono che usciranno per giugno 2016.

Noi agricoltori abbiamo bisogno di questi incentivi per innovare le nostre aziende e viviamo questa realtà, subiamo in primis, purtroppo, le scelte di persone che decidono per noi senza nessuna cognizione di causa. Dalla competenza che si ha in agricoltura, siamo passati alla totale incompetenza studiata positamente per non costruire nessun dialogo con chi lavora la terra. I nostri referenti regionali agricoli hanno il sorriso di chi non prova vergogna verso un mondo che lavora per mantenere i nostri amabili impiegati dietro le scrivanie.

Oggi, la politica non ha dimostrato nessuna idea e interesse verso l’agricoltura italiana, ma addirittura vengono sistematicamente ignorate tutte le proposte avanzate dal settore primario.

Ah… dimenticavo, a Roma, i nostri eletti stanno studiando come salvare le banche dimenticando di aiutare l’agricoltura, che è la fonte di esistenza di molte famiglie e certamente sarà il settore che farà uscire dalla crisi. Basta crederci. VERGOGNATEVI !!!

Gino Digno

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