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Modifica del Regolamento un fatto grave

regole tursiNonostante il susseguirsi di segretari comunali, dobbiamo constatare la mancanza di puntuali riassunti della discussione consiliare nelle delibere di consiglio comunale. Infatti, ci sono assessori che gracchiano, ma che poi in delibera si trovano le dichiarazioni di Churchill. Noi consiglieri di opposizione che per ore relazioniamo sulle problematiche all’ordine del giorno, ci troviamo in delibera frasi senza senso, striminzite e decontestualizzate, tanto da rendere incomprensibile l’esito della votazione. Per evitare questo, noi consiglieri di opposizione mettiamo a verbale le nostre dichiarazioni, ma spesso neanche questo serve per dare pienezza ad un discorso ampio, complesso e studiato. Per questo motivo, io mi sento costretto a relazionare ai nostri elettori il nostro operato in consiglio comunale, approfondendo le tematiche oggetto di discussione. Inoltre, scriviamo questi resoconti per consentire ai consiglieri di maggioranza di imparare qualcosa di buono, perché i maestri del male li hanno tra i loro banchi.

Ritornando al consiglio comunale del 28 novembre, al 4 punto all’ordine del giorno, si discuteva la modifica del Regolamento per le sedute di consiglio comunale. La maggioranza, in violazione del principio che le modifiche delle norme che regolano la vita democratica del Comune siano modificate concordemente con le opposizioni, ha eliminato dal Regolamento l’approvazione dei verbali delle sedute di consiglio precedenti. Questo solo perché le opposizioni, durante il consiglio comunale precedente, avevano chiesto perentoriamente l’approvazione di tutti i verbali delle sedute precedenti, dato che erano stati trascritti degli errori sostanziali tali da rendere nulle le delibere stesse. Allora, la maggioranza per evitare “monotonie” (così le ha definite Cosma), ha decapitato il realizzarsi del principio del controllo politico-amministrativo delle opposizioni, come indicato dall’articolo 42 del Testo unico enti locali.

Nonostante l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti sia una mera formalità che si risolve in pochi minuti di lavori consiliari, di fatto la maggioranza ha eliminato l’unico strumento utile a sé stessa per rettificare delibere errate alle fondamenti. Strumento che le opposizioni avrebbero usato per segnalare eventuali imprecisioni.

Le opposizioni, durante la discussione consiliare, chiesero che lo strumento restasse attivo fino all’approvazione del Regolamento per le registrazioni audiovisive del consiglio comunale, che di fatto rendeva superfluo il controllo ex post del testo delle delibere.

La maggioranza ha depennato uno strumento di democrazia con le seguenti scuse: 1-chiunque può accedere alle delibere di consiglio comunale e 2-nessuna legge nazionale regola l’approvazione dei verbali delle sedute precedenti. Per assurdo, così come ragiona la maggioranza, riflettiamo sulle due motivazioni.

1-nonostante il diritto di accesso agli atti e la pubblicazione on line delle delibere di consiglio comunale, l’approvazione dei verbali è uno strumento di controllo di eventuali errori nelle delibere e di rettifica di dichiarazioni a verbale erroneamente trascritte. Quindi, la prima motivazione è idiota perché è completamente fuori argomento.

2-proprio perché nessuna legge nazionale regola l’argomento, diventa legge il regolamento comunale di riferimento. Lo prevede il Codice Civile. E se non ci fosse stato un regolamento comunale? Sarebbe diventata legge la consuetudine, cioè la legge non scritta che tutti rispettano. Un meccanismo automatico di regolamentazione a più livelli che ha reso i codici civili di origine napoleonica strumenti giuridici inossidabili, nonostante abbiano più di 200 anni. Quindi, anche la seconda motivazione, per chi conosce la normativa, è idiota come la prima perché dettata dall’ignoranza.

Proprio perché mancano questi strumenti di controllo preventivo, sono già state sbagliate 3 delibere di consiglio ed una delibera non è mai stata redatta.

Ovviamente, di tutta questa approfondita relazione, neanche una parola è stata trascritta in delibera.

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