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Matera Capitale e Magna Grecia: un’alleanza per lo sviluppo

chiesaIn qualità di tursitano che non ha mai smesso di pensare alle proprie origini ed in qualità di architetto, storico dell’Urbanistica (Ricercatore presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano negli anni 1986/2000 ) mi premeva offrire un contributo di riflessione al convegno che si tiene a Tursi. Ringrazio “in primis” la professoressa Aurelia Sole, che in qualità di Presidente della Fondazione Matera 2019, ma nel contempo Rettore Magnifico dell’Università Statale di Basilicata, ha reso possibile, per il concetto di “Cultura Diffusa” che si tenesse a Tursi un convegno con temi così qualificanti per il territorio lucano. I ringraziamenti sono estesi: all’Onorevole Deputato Cosimo Latronico, che rappresenta la Basilicata al Parlamento Italiano, all’ Avvocato Raffaello De Ruggeri come Sindaco di Matera che nel 2019 sarà Capitale Europea della Cultura, al Consigliere Regionale Achille Spada che porta la voce della regione Lucania, al nostro Sindaco di Tursi Professor Salvatore Cosma che si è reso disponibile affinché il convegno si tenesse nel nostro comune, con la consulenza dell’architetto Giuseppe Cavallo.

Dopo i necessari ringraziamenti a tutti per avere reso possibile questo prezioso incontro nella città di Albino Pierro, passiamo ai fatti concreti, cioè le preziosità dei siti artistici e l’ottimizzazione della loro gestione, per renderli fruibili ed utili alla comunità tursitana e nel contempo a quella lucana.

I due grandi temi di Tursi sono: la questione urbanistica del Rione Rabatana ed il restauro e destinazione d’uso del convento di San Francesco. Entrambi i siti sono correlati ed insieme rappresentano la grande scommessa del futuro dell’economia tursitana, oggi basata sull’agricoltura ma che in futuro insieme a quest’ultima potrebbe rilanciare l’economia locale (vedi su “Tursi è nostra” i miei articoli: “Possibile Turismo a Tursi” in data 22/04/2015; “Tursi a tutto G.A.S. Gruppi Acquisti Solidali” in data giugno 2015; “Albergo diffuso, una opportunità per Tursi ” in data 15/02/2016 ).

locandina 18 marzoVolendo riflettere sulla vitalità e risveglio culturale della Regione Basilicata possiamo dire che il tutto parte  dal 1982 allorquando si inaugura l’Università Statale di Basilicata con sede a Potenza e dopo un decennio, con alcune sedi distaccate, anche a Matera nel 1992, portando il numero degli studenti da poche centinaia a più di 7.000 iscritti, che, per una regione come la nostra composta da meno di 600.000 abitanti significa un ottimo traguardo.

Sempre per il concetto di “Cultura Diffusa”, l’Università a Potenza è sorta come centro universitario locale regionale, rispetto a quelli nazionali e il centro di Matera come polo universitario locale rispetto a quello regionale. Il mio pensiero è: se diamo un valore concreto al concetto di “Cultura Diffusa”, anche i piccoli Comuni, come entità locali, potrebbero far parte di quell’anello prezioso che è la “Cultura Locale” che lavora in modo sinergico per valorizzare i centri di ricerca universitaria che si trovano a Potenza ed a Matera, evitando di far diventare le due sedi universitarie egocentriche spezzando quel filo sottile ma preziosissimo che lega le Università al territorio comunale di tutta la Lucania.

In verità questo convegno, voluto dalla Fondazione Matera 2019,  io lo interpreto come una necessità per non vivere in un dorato isolamento di Matera per l’evento del 2019, ma come una necessità per alimentarsi di nuova linfa  e di far vivere questo evento unico culturale in modo parallelo e sinergico a tutto il territorio materano e lucano, abbattendo i campanilismi ed egoismi locali.

Con questa visione, di recente ho scritto un articolo col titolo: “Guida Storia dell’Arte Regione Basilicata” pubblicato in modo integrale su “Tursi è nostra” (27/02/2016) e su Basilicata Futura, in modo sintetico (03/03/2016). Con questo stesso spirito, quando ancora non esisteva l’Università in Basilicata, ho diretto un giornalino mensile col nome “Tursi allo Specchio” negli anni 1975/80, oggi depositato presso la Biblioteca  Comunale di Tursi, proprio perchè pensavo e ne sono convinto ancora oggi, se si parla della realtà che la gente vive si riscontra una intensa partecipazione alla gestione delle risorse di una comunità di piccola entità come la nostra.

Per non essere noioso ecco il nocciolo del mio contributo alla discussione “in itinere”. Prima di evidenziare l’idea/progetto, mi preme sottolineare che, con un qualsiasi intervento di restauro urbanistico o architettonico sarebbe auspicabile sapere la “destinazione d’uso” che si vuole dare al sito, naturalmente ripercorrendo le varie destinazioni d’uso nel tempo e verificare la vocazione del luogo preso in esame.

Alla luce di tutto detto innanzi, mi sento di esprimere questo pensiero: il rilancio del Rione Rabatana e del convento di San Francesco, può realizzarsi pensando ad un nuovo P.R.G. (Piano Regolatore Generale) di Tursi. Nella nuova pianificazione urbana, prevedere uno sviluppo urbanistico a gradoni, partendo dal Rione Santi Quaranta al Rione Rabatana, dando al Convento Francescano, la funzione di cerniera urbanistica tra il Rione in basso, Santi Quaranta e quello in alto della Rabatana. Questa ipotesi urbanistica eviterebbe quel serpentone di case non ordinate urbanisticamente che si sta sviluppando in modo disorganico spontaneamente lungo il torrente Pescogrosso.

Per la destinazione d’uso del Rione Rabatana, incoraggerei i proprietari delle case con degli incentivi a recuperare, nel rispetto dei vincoli architettonici, le proprie abitazioni dando un’anima al Rione con la presenza della gente, che è il miglior presidio al degrado, con negozi e servizi necessari alla popolazione residente.

Per il convento, la destinazione d’uso è più complessa, ma provo a dire la mia idea: farlo diventare un Centro di Ricerca Storica con una ricchissima Biblioteca territoriale o magari Vescovile, vista la storia millenaria della Diocesi di Tursi, il tutto legato alla Università di Matera, con molti convegni da tenersi all’interno della struttura conventuale quattrocentesca.

Volendo rendere vivo ed attivo il sito, suggerirei all’attuale vescovo di Tursi di trasferire nel complesso monumentale la nuova sede della Curia Vescovile, fungendo da polo di attrazione per i futuri insediamenti abitativi sempre a gradoni. Se si volesse osare ancora di più,  aprire  un Seminario per la formazione dei nuovi preti da mandare nel Mondo sotto la regia e controllo del vescovo locale ed altri provenienti da varie curie meridionali. Con questa ultima destinazione d’uso il convento tornerebbe alla sua antica funzione di essere scuola di Filosofia.

Con questo tipo di soluzione del convento e della Rabatana, avrebbe senso progettare una seggiovia che parta dal Rione Petto in basso ed arrivi in alto al Muraglione della Rabatana, attraverso il canalone/calanchi che divide il Rione San Michele/Petto dal convento di San Francesco, offrendo al turista un paesaggio mozzafiato.

Mi fermo qui, augurando alla Fondazione Matera 2019, di proseguire questo lavoro di ricerca di nuovi siti artistici, per mantenere questo filo sottile che tende a valorizzare e sinergicamente ad ottimizzare  la gestione  dei tantissimi siti artistici e paesaggistici presenti nei comuni del materano e del potentino.

Buon Lavoro a Tutti

Architetto  Nicola PERSIANI

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