Crea sito

“Ferrovie italiane: Ieri, oggi e domani”. Basilicata con ferrovia in progress.

basilicataRiceviamo e pubblichiamo un articolo del Prof. Nicola Persiani.
Da quando sono stato Ricercatore universitario, presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, al Dipartimento di Scienze del Territorio, per la disciplina ” Storia della città e del Territorio ” dal 1986 al 2000, ho sempre desiderato fare degli approfondimenti sulla viabilità stradale e ferroviaria italiana. Intorno alla metà degli anni “90 tenni un seminario sul tema : ” Ponti e Strade sul territorio italiano dal 1870 al 1970. Con la vasta documentazione consultata per organizzare il seminario in questione , mi resi conto che nel tempo l’Italia, dopo un primo entusiasmo per le ferrovie, (vedi allegato ferrovie italiane) si concentrò sullo sviluppo stradale ed autostradale (vedi allegato autostrade), con un Grazie infinito da parte della FIAT che aveva interesse a vendere automobili.
          Certo con l’aumento in KM delle strade ed autostrade aumentò la mobilità delle merci e delle persone in tutta l’Italia, soprattutto nel periodo di grande sviluppo commerciale ed economico della nostra nazione, intorno agli anni 60/70 del secolo scorso, con una intensa migrazione interna , dal Sud al triangolo industriale GE. MI. TO.
          Tutti siamo contenti che l’Italia abbia raggiunto una certa agiatezza rispetto agli anni difficilissimi delle due disastrose  guerre mondiali, ma pigiando l’acceleratore sulla crescita esclusiva delle autostrade e abbandonando lo sviluppo e l’ammodernamento delle ferrovie, ha fatto dell’ Italia un paese fanalino di coda in Europa nel trasporto delle merci su rotaie, facendo viaggiare  solo su gomma le merci ed in quest’ultimo periodo anche le persone che non abitano nelle zone dove  transita la T.A.V. (vedi allegato su Europa e Italia).
          Per qualche riflessione  basta pensare  che una tonnellata di merce trasportata su rotaia = 29 grammi di CO2 per KM; con l’autotrasporto si arriva a 81 grammi, quasi il triplo.Considerando che l’ Italia si estende in lunghezza come territorio peninsulare, se si dovesse bloccare il trasporto su gomma, per uno sciopero dei camionisti, il Paese si bloccherebbe completamente e le città, che hanno una autonomia alimentare di 90 giorni, andrebbero in crisi totale.
          Non dimentichiamo che  l’11 settembre del 1973, in Cile, che ha un territorio che si sviluppa in lunghezza, come il nostro, lo sciopero dei camionisti  offrì l’occasione  ai golpisti come il generale Augusto Pinochet di occupare il Cile proponendo una terribile dittatura per molti anni.
          Non vogliamo spaventare nessuno, anche perché noi ci troviamo in un contesto geo-politico diverso, ma solo richiamare l’attenzione  dei nostri governanti a pensare  ad un futuro con trasporti merci/persone in modo diversificato: su gomma, rotaie, mare, fiumi, laghi e aria, alla luce anche degli allarmi inquinamenti sul pianeta Terra.
          Per una saggia riflessione  sull’argomento ci piace riportare gli esiti di alcuni studi approfonditi da parte  dell’Osservatorio Eurispes sulla mobilità , infatti si evidenzia  che in Italia la quota del trasporto  ferroviario è meno  della metà  della media europea.
–   ITALIA solo il 6%;
–   EUROPA tra il 12% ed il 18%;
–   AUSTRIA ben il 30%.
           Il nostro Paese negli ultimi 60 anni ha fatto solo investimenti su rete stradale ed autostradale, per trasporto merci e passeggeri su gomma.
           – Il treno è 3 volte più ecologico;
           – 1 treno merci = 40 TIR.
           –  L’Italia ha una visione miope nel sistema dei trasporti in generale.
            Per il Prof. Marco Ponti, autorevole docente di Economia dei Trasporti, al Politecnico di Milano, ha espresso la inutilità della T.A.V. nella Val Susa, poiché in quell’area abbiamo molto poco scambio con la Francia. I costi di trasporto merci per le imprese li affrontano ” nell’attraversamento  delle aree dense ”  non certo sui valichi.
Il 75% del traffico e dei costi per le imprese è dovuto alla congestione  delle aree dense e metropolitane, con gli annessi problemi di inquinamento.
             L’ Eurispes,tramite l’Osservatorio fa proposte pratiche ecco le principali:
1)  Elettrificazione  e prolungamento dei binari all’ interno dei terminal ferroviari per consentire il transito  dei treni sino a 700 metri di lunghezza;
2)  Riclassificazione  delle linee ferroviarie da modulo C 3 a modulo D 4, in modo da consentire il transito dei treni di 22 tonnellate  per  asse
3)  Riattivazione dei contributi a sostegno del trasporto su ferrovia;
4)  Istituzione di un fondo di garanzia per le Imprese Ferroviarie per l’acquisto di materiale rotabile;
5)  Partecipazione delle Imprese ferroviarie o associazioni rappresentative di esse nei processi decisionali riguardanti l’utilizzo delle infrastrutture ferroviaria e le politiche  sulla
     logistica;
6)  Istituzione dell’ Authority dei Trasporti già prevista  dal ” Decreto Salva Italia ” nel 2012, necessaria a garantire la concorrenza fra le differenti modalità di trasporto ma anche
     all’interno delle stesse;
7)  Conferimento delle risorse per il Servizio Universale per il trasporto ferroviario delle merci attraverso procedure di gara ad evidenza pubblica . Il passo successivo di natura
     politica, sarà quello di gestire la replica , in questi casi durissima, della ” forte lobby del trasporto su gomma “. Servirà dunque un approccio complessivo per creare minor
     criticità possibili a questi operatori ed al Paese.
          Diamo ora qualche breve accenno sulle ferrovie  nel mondo ed in Italia e successivamente passare ad una ipotesi di nuova ferrovia  sul territorio lucano: SAPRI  – POLICORO.
          Possiamo dire che la modernità più recente parte da due concezioni filosofiche: il Razionalismo e L’Empirismo.Il Razionalismo, ispirato al filosofo Platone , privilegia la dimensione ideale rispetto a quella materiale, con il dominio spirituale  dell’uomo, caposcuola il filosofo francese Cartesio( 1596-1650) “cogito ergo sum”(penso quindi sono) anticipa l’Idealismo francese che sfocerà poi nella Rivoluzione Francese 1789 ( Libertè- Egalitè- Fraternitè ).
          Se da una parte la Francia domina col pensiero ideale, dall’altra risponde l’Inghilterra con l’Empirismo, una corrente filosofica   che privilegia  nell’esperienza la fonte e l’origine  delle conoscenze, negando la presenza delle idee. Caposcuola Francesco Bacone (1561- 1626), che generò  poi col tempo la Rivoluzione Industriale  alla fine del 1700.
          Il primo esperimento ferroviario fu realizzato il 27/09/1825 sulla tratta Darlington-Stokton di 43 Km. di lunghezza e con una velocità di 20 km/h.
Primo trasporto merci ferroviario sulla tratta Liverpool- Manchester di 56 Km con una velocità di 48 km./h., il 15/09/1830, sulla stessa tratta la prima carrozza per trasporto persone nel 1833.
          In Italia primo tratto ferroviario nel Regno delle Due Sicilie sulla tratta Napoli-Portici di km. 7,64, inaugurata il 3 /10/1839 dal re Federico II di Borbone.Seconda tratta ferroviaria  nel Regno Lombardo Veneto Milano-Monza  di 12 Km.  nel 1840.Dopo l’unità d’Italia con Roma capitale (1870), la statizzazione  delle FF.SS. avvenne nel 1905.
          Per le ferrovie nel Sud un grande progetto, non portato a termine completamente, fu quello delle Ferrovie Calabre Lucane, con scartamento ridotto, doveva coinvolgere ben 4 regioni, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria con 7 provincie: SA-PZ-MT-BA-CS.CZ.RC,
La tratta che riguarda in nostro territorio lucano era BARI -MATERA-MONTALBANO JONICO di 141,16 Km. fu così realizzata:
– Bari-Matera di 75,80 km. inaugurata il 9/08/1915,
– Matera-Miglionico di km.27,7 km. inaugurata il 24/05/1928;
– Matera- Montalbano Jonico di km. 37,65 fu inaugurata il 29/10/1932;
           Invece la tratta ferroviaria con binari nazionali BATTIPAGLIA-POTENZA-METAPONTO ebbe varie fasi di completamento:
– Eboli – Contursi inaugurata il 1/12/1874;
– Metaponto Pisticci Km.24,7 il 15/06/1875;
– Contursi- Romagnano il 30/09/1875;
– Pisticci -Ferrandina km.13 il 15/11/1875;
– Ferrandina -Grassano di km. 22 il 10/04/1876;
– Romagnano -Balvano il 03/06/1877;
– Balvano- Baragiano il 6/11/1877;
– Baragiano- Picerno il15/01/1880;
–  Picerno -Potenza l’1/09/1880;
– Potenza -Grassano di 46,6 km. il 27/12/1880. (vedi pianta ferrovie lucane).
          Alla luce della scarsa presenza delle ferrovie statali in Basilicata, (si ricorda che Matera è l’unica provincia italiana a non avere la ferrovia statale) tranne la tratta  Battipaglia -Potenza Metaponto e la tratta Taranto- Nova Siri che prosegue verso la Calabria, si propone  un nuovo asse ferroviario  strategico per il trasporto delle merci e persone tra il Mar Tirreno ed il Mar Jonio e cioè SAPRI – POLICORO .(vedi mappa allegata).
Complessivamente i km. sarebbero 90/100, con due itinerari da scegliere in relazione alle difficoltà territoriali: a) SAPRI- LAURIA- SENISE -POLICORO oppure b) MARATEA – LAURIA- SENISE – POLICORO, col piano “b” il percorso si snoderebbe  tutto sul territorio lucano.
          Questo nuovo tratto ferroviario rilancerebbe un turismo interno  sull’asse Tirreno /Jonio ma anche i tanti  prodotti agricoli della vasta e ricca piana del Metapontino, con 4  fiumi di grande portata d’acqua:  Basento (km.149), Agri (km.136), Bradano ( km.120) Sinni (km-94), troverebbero più facile commercializzazione su una più vasta zona.
Lì dove potrebbe esser possibile, le strutture ferroviarie potrebbero affiancare la superstrada Sinnica, sfruttando infrastrutture già presenti, una strada che  coinvolge tantissimi paesi della provincia di Potenza e Matera.
Nella provincia di Potenza:
–  Lauria inizio Sinnica e snodo autostradale della Salerno- Reggio Calabria km. 0
–  Latronico                                                                                             km. 11
–  Agromonte Mileo/Magnano                                                                    km. 18,7
–  Episcopia                                                                                            km.  21,3
–  Valle Frida                                                                                           km.  29,8
–  Francavilla in Sinni/ Chiaromonte                                                           km.  32,7
–  Noepoli                                                                                                km.  40,9
–  Senise Centro/Nord                                                                               km.43/44
–  Sant’Arcangelo                                                                                     km.  43,6
–  Diga di Senise /Montecotugno                                                               km.  46,2
 Nella provincia di Matera:
–  Parco del Pollino                                                                                  km.  58,3
–  Valsinni                                                                                               km.  60,9
–  Colobraro                                                                                             km.  61
–  Tursi                                                                                                    km.  67,3
–  Rotondella/Panevino                                                                             km.   75,8
–  SS106 Jonica                                                                                       km.   81
–  Policoro                                                                                                km.   90
Tutti paesi che potrebbero vedere nuova luce  per il turismo ed il commercio. Nell’insieme potrebbero trarre vantaggio, per una più rapida mobilità turistica, ben 4 regioni Campania (5.861.529 Ab.), Puglia ( 4.090.105 Ab.), Basilicata ( 576.619 Ab.), Calabria (1.976.631 Ab.). Mentre per il transito delle merci provenienti dalla Sicilia (5.092.080 Ab) si avrebbero due assi ferroviari quello sul Tirreno e l’altro sullo Jonio con la possibilità di interscambio col nuovo asse SAPRI – POLICORO.
          In breve tempo si potrebbe partire, viste le strutture ferroviarie già presenti, con una sinergia tra Puglia, Basilicata e Calabria, per un treno, veloce, comodo e con aria condizionata e servizio internet per i passeggeri sulla tratta TARANTO –  METAPONTO –  SIBARI  – CROTONE ( vedi mappa allegata) per rilanciare il turismo nei tanti paesi costieri dello Jonio  tra Taranto e Crotone. La Calabria  poi potrebbe  dare seguito a questa tratta, con un treno con la  stessa efficienza, rimettendo il prolungamento CROTONE – REGGIO CALABRIA.
          Il tutto potrebbe sembrare fantascienza, ma se tutti ci credono ed insieme si adoperano per ottimizzare i progetti, le idee presto diventerebbero realtà.

    One Response to ““Ferrovie italiane: Ieri, oggi e domani”. Basilicata con ferrovia in progress.”

    1. Nicola ha detto:

      Chiedo scusa ai lettori, a proposito dell’inaugurazione della prima tratta ferroviaria in Italia, Napoli – Portici inaugurata il 3/10/1839 il re non è Federico II di Borbone ma FERDINANDO II di Borbone.Nella trascrizione dell’email ho scritto senza verificare il nome corretto del re Delle Due Sicilie.Perdonatemi.