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Resoconto consiglio comunale del 3 ottobre 2016 – Parte 1

caldararo impavidoIl consiglio comunale è iniziato con le interrogazioni. Il consigliere di MuoviAmo Tursi, Antonio Di Matteo, ha chiesto al’impavido assessore Caldararo di confermare il comunicato stampa del sindaco, pubblicato il 12/06/2016 su La Nuova del Sud e su Il Quotidiano di Basilicata relativo alle affermazioni di Di Matteo fatte sul Prefetto di Matera. Il temerario assessore Caldararo ha smentito di aver condiviso il comunicato stampa di Cosma, ma non ha potuto smentire di aver mantenuto sulla sua bacheca lo stesso comunicato stampa che ora non conferma e non condivide. Nessuno dei consiglieri di maggioranza ha voluto confermare il comunicato stampa del loro sindaco… ne prendano atto i loro elettori.

Al primo punto all’ordine del giorno dell’ultimo vero consiglio comunale di questa amministrazione, perché da domani comanderà la Corte dei conti, c’era la Classificazione, declassificazione strade comunali ed approvazione “Regolamento per la gestione delle strade comunali, vicinali ed interpoderali ad uso collettivo”. Con questo provvedimento, l’amministrazione comunale ha impoverito il settore agricolo cittadino, privandolo di uno dei pochi diritti che aveva: la viabilità. Infatti, l’amministrazione comunale ha eliminato dall’elenco delle strade comunali tutte le strade che precedentemente lo erano, conservando solo: la strada Serra, la strada Santa Maria delle Vigne, la strada Trafana, la strada Pisone, la strada della Comune, la strada dell’Aida. A questo, è stato aggiunto un regolamento che disciplina la gestione delle strade non più comunali e la loro classificazione. Infatti, a seconda delle caratteristiche intrinseche, le strade verranno riclassificate come strade vicinali pubbliche e strade vicinali private. Il motivo di tale provvedimento è la impossibilità di sostenere le spese di manutenzione delle strade.

Il consigliere Di Matteo ha argomentato sul provvedimento proposto dalla maggioranza, ritenendolo nocivo per l’intero settore agricolo. Eliminare l’unico servizio comunale che gli agricoltori godevano è una dichiarazione di abbandono del principale settore economico della nostra Città. Togliere la manutenzione delle strade e la responsabilità del Comune sulle stesse è un atto di irresponsabilità in un momento in cui l’agricoltura necessita di infrastrutture viarie, idriche, elettriche e telefoniche. Oggi l’agricoltura vive un momento di profonda trasformazione ed innovazione, che con questo provvedimento verrà frenato. Se un agricoltore per arrivare in azienda deve percorrere una strada non più comunale, non più manutenuta, non più in sicurezza, avrà un motivo in più per disinvestire a Tursi ed investire in Comune che ha maggiore attenzione per gli agricoltori.

Approfondendo la lettura del regolamento proposto, il consigliere Di Matteo ha riscontrato la notevole inspiegabile somiglianza tra questo e il regolamento del Comune di Oristano. Si allega copia per l’amministrazione comunale.

Regolamento strade vicinali – Comune di Oristano

Se poi si considera che il regolamento copiato si fonda su una normativa del 1918, di controversa applicazione (si veda sentenza Corte dei Conti di Emilia Romagna 224/2009), e se si considera che il regolamento così come proposto obbliga il Comune a provvedere immediatamente alla apposizione e manutenzione della segnaletica, sia verticale che orizzontale, sia sulle strade comunali che sulle strade vicinali di uso pubblico, allora il quadro invece che chiarirsi, si complica a danno del Comune, che non ha nemmeno un centesimo per ottemperare ad un obbligo che si è autoimposto senza alcun limite, nonostante le possibilità previste per legge.

Così come il Comune, in assenza della volontà degli agricoltori utenti delle strade vicinali, sarà costretto a costituire i consorzi di manutenzione, altrimenti provvede il Prefetto. Un altro obbligo che toglierà agli uffici un mare di tempo, in un momento in cui gli uffici comunali saranno ridimensionati per il prepensionamento di molte unità.

Quindi, invece di risolvere il problema, l’amministrazione l’ha complicato, negando agli agricoltori il diritto alla viabilità.

Sono sparite dall’elenco delle strade comunali: strada Monte, strada Troyli, strada Valle d’Agosto, strada Caprarico Vallo, strada Santa Barbara, strada Cantarato, strada Parallela Sinnica, strada Dispensa, strada Pisone – la Comune nel tratto che va verso il Pisone, e altre numerose strade comunali presenti nei giardini di Tursi.

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