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Perché votare NO al referendum – Parte 2

no-2L’articolo 72 della Costituzione è stato modificato con l’inserimento del settimo comma che prevede il contingentamento dei lavori parlamentari a favore di progetti di legge sottoposti dal Governo, che non hanno la priorità del supremo interesse nazionale, ma che siano semplicemente attuazione del programma di governo. Quindi, una qualsiasi proposta di legge del Governo può essere sottoposta alla Camera, l’unico ramo che voterà a maggioranza (detenuta dal Governo grazie alla legge elettorale Italicum, che garantisce il 55% dei deputati al partito che prende un voto in più degli altri), che ha l’obbligo di votare il testo entro 70 giorni. Bisogna ricordare che le leggi antiterrorismo sono state votate in 4 giorni, considerando entrambi i passaggi alla Camera e al Senato, a dimostrazione che quando c’è la volontà il tempo non è un problema. Inoltre, bisogna ricordare che il problema dell’Italia non è la lungaggine nella produzione di leggi, ma la qualità delle leggi, che riducendo ulteriormente i tempi di discussione ed approfondimento, potrebbero essere ancora peggiori. Se a questo si aggiunge che il Governo nella produzione di leggi sarà, grazie alla riforma, il protagonista indiscusso, grazie al fatto che con il contingentamento la Camera dei deputati deve abbandonare i lavori sulle altre leggi e dedicarsi a quelle del Governo. Una contraddizione se si pensa che l’organo legislativo è il Parlamento e non il Governo.

Ecco di seguito il testo del comma in questione: “Esclusi i casi di cui all’articolo 70, primo comma, e, in ogni caso, le leggi in materia elettorale, le leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali e le leggi di cui agli articoli 79 e 81, sesto comma, il Governo può chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge indicato come essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sottoposto alla pronuncia in via definitiva della Camera dei deputati entro il termine di settanta giorni dalla deliberazione. In tali casi, i termini di cui all’articolo 70, terzo comma, sono ridotti della metà. Il termine può essere differito di non oltre quindici giorni, in relazione ai tempi di esame da parte della Commissione nonché alla complessità del disegno di legge. Il regolamento della Camera dei deputati stabilisce le modalità e i limiti del procedimento, anche con riferimento all’omogeneità del disegno di legge.”

Questa è la rappresentazione dello svuotamento dei poteri del Parlamento e il rafforzamento dei poteri del Governo, quindi, una riduzione diretta e immediata della nostra democrazia. Con questo nuovo impianto costituzionale, il voto dei cittadini non esprimerà più un Parlamento ma un Governo, quindi, una palese contraddizione in una Democrazia Parlamentare. A questo, si aggiunga che il Parlamento sarà continuamente vincolato alla volontà del Governo nella produzione di leggi.

Ecco perché noi votiamo NO.

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