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Metropolitana leggera di superficie “Pitagora”

Di recente, due eventi straordinari si sono verificati sul nostro territorio lucano ed entrambi mi hanno fatto riflettere molto sul futuro dei trasporti delle merci e delle persone in Basilicata. In qualità di architetto urbanista , mi sta a cuore  la sorte e la qualità dei trasporti della mia regione di origine, anche se vivo ormai a Milano da 35 anni. Il primo fatto rilevante, anche se in fase sperimentale, è l’apertura dell’aeroporto “E. Mattei” a Pisticci (MT), struttura aeroportuale che potrebbe rilanciare il Turismo e l’economia in generale della Lucania, “in primis” la città di Matera, in occasione della straordinaria circostanza della città dei Sassi come “Capitale Europea della Cultura” del 2019. Un aeroporto lucano e persino vicino a Matera, renderebbe la città  molto più fruibile da parte di un pubblico  numerosissimo, per l’evento culturale  eccezionale del 2019, risarcendo in parte il danno subito nel tempo dalla città dei Sassi, come unica provincia italiana a non avere una ferrovia statale. L’aeroporto “E. Mattei”, per la sua posizione geografica, non sarebbe solo utile a Matera ed al materano, ma per quel prezioso concetto della “Cultura Diffusa” renderebbe molto più accessibile al Turismo tutta la fascia  costiera del Mar Jonio, tra Puglia tarantina, Lucania ed Alta Calabria Jonica ed nel contempo tutti i paesi dell’entroterra  della valle del fiume Basento.

L’altro fatto, molto rilevante che ha coinvolto in parte la nostra Basilicata, è l’avvio del transito del treno “Freccia Rossa” in territorio lucano, sulla tratta: Salerno – Potenza – Ferrandina – Metaponto – Taranto, a partire dalla metà di dicembre 2016. Per ora c’è solo un treno che è diretto tra Milano h. 15,20 e Taranto h.00,08,ed 1 solo da Taranto h. 5,48 con arrivo a Milano Centrale h.14,40, ma ci sono ancora 2 treni con 1 solo cambio e 2 treni con 2 cambi. Senza dubbio questi due eventi potrebbero rilanciare  l’economia lucana e comunque tutta la fascia jonica del Golfo di Taranto.

Per non fare cadere nel vuoto queste due circostanze molto positive sul territorio lucano, pugliese e  calabrese,serve e sarà utilissimo la realizzazione  di un terzo tassello strategico per la mobilità delle persone: “Una Metropolitana Leggera di Superficie” sulla tratta ferroviaria TARANTO – METAPONTO – SIBARI con possibilità di prolungamento sino a CROTONE, per coprire con un sistema, agile, funzionale  e tecnologicamente avanzato la tratta in questione, che, metterebbe in rapida connessione l’antica “Magna Grecia”. In Spagna questo sistema dei trasporti rapidi e puntuali funziona molto bene sulla costa mediterranea spagnola, moltiplicando il numero dei milioni di turisti su tutte le località costiere, credo che lo stesso sistema potrebbe dare risultati eccellenti anche sulla costa jonica che ha una spiccata vocazione turistica.

Dal 1905, le ferrovie sul territorio italiano sono state statalizzate e dalla prima ferrovia del 1839 (Napoli – Portici) non sempre le strategie statali hanno corrisposto alle reali esigenze delle varie regioni italiane, queste ultime sorte intorno al 1970. Io credo che i tempi sono maturi  per una corresponsabilità tra regioni limitrofe per rilanciare le proprie economie attraverso una sinergia economica e progettuale  per la realizzazione  ferroviaria  unitaria che metterebbe in luce  le preziosità turistiche ed agricole di ben tre regioni: Puglia, Basilicata e Calabria.

Tutti sono consapevoli che le tre regioni in questione hanno sicuramente  in comune due settori trainanti dell’economia locale: Turismo ed Agricoltura, ed entrambi i settori  hanno bisogno di servizi di trasporto rapidi, efficienti, efficaci e confortevoli.

Per i curiosi di Storia , ricordo che  il nome del treno/metropolitana leggera  “Pitagora” deriva dal fatto che il matematico e filosofo greco, nato a Samo nel 575 a.C. fondò una scuola di Filosofia e Religione  a Crotone  nel 518 a.C. circa, poi morì a Metaponto  (MT) nel 495 a.C.

La tratta ferroviaria  TARANTO – SIBARI è di 123 Km, oggi percorribili in 1 ora e 38 minuti, è stata  resa elettrica il 13 novembre 1989 e dal 12 dicembre 2016  molte stazioni ferroviarie  sulla tratta  sono state private  del servizio e quindi in completo abbandono.

Per una migliora conoscenza della tratta ferroviaria  ecco la successione  delle stazioni a partire da Taranto.

PUGLIA: Taranto  –  Palagiano/Chiatona   –  Castellaneta Marina  –  Ginosa;

BASILICATA: Metaponto  –  Marconia (Pisticci)  –  Scanzano J.co/Montalbano J.co  –   Policoro/Tursi  –  Nova Siri/Rotondella;

CALABRIA:   Rocca Imperiale  –  Montegiordano –  Roseto Capo Spulico  –  Amendolara/Oriolo  – Trebisacce  – Villapiana Lido  – Villapiana/Torre Cerchiara  –  Sibari.

Per una precisione di competenze regionali locali, la metrò leggera sarà cosi collocata :

PUGLIA  : Km. 11 (Taranto – Metaponto)

BASILICATA  : Km.32 (Metaponto – Nova Siri) ;

CALABRIA : Km. 48  (Rocca Imperiale – Sibari).

La metrò/leggera potrà diventare realtà se ogni regione si impegnasse per i costi di realizzazione  delle strutture portanti del tratto ferroviario di competenza regionale, ed il costo dei treni/metrò dividerlo in tre parti, o in relazione  al numero dei Km. o in relazione al numero degli abitanti che gravitano sulle varie stazioni del percorso. Naturalmente la frequenza dei convogli potrebbe essere modificata  in relazione  alle stagioni e comunque relativo al flusso dei viaggiatori. Se d’estate la frequenza si stabilisse ogni due ore di giorno (da ore 6,00 a ore 0,00) d’inverno,  con minor utenza,  si potrebbe porre un treno ogni 3 ore, con vendita biglietti presso le tabaccherie, agenzie di viaggi, giornalai ed erogatori automatici  dei biglietti presso le stazioni, con custodia videocamere. E’ chiaro che bisognerebbe pensare ad un sistema di controllo dei biglietti molto efficaci, perché se tutti pagano, il treno diventa sostenibile e comodo, diversamente  il sistema metrò diventa  oneroso e poco efficace.

Il progetto metrò/leggera potrebbe sembrare improponibile se pensiamo alle “lobby” dei trasporti su gomma, ormai dominanti nel Sud Italia, di fronte all’assenza totale dei trasporti ferroviari statali. Alle “lobby” dico, se questa metrò leggera TARANTO – METAPONTO – SIBARI e se possibile fino a CROTONE, funziona, si aprirà un nuovo sistema  di trasporti capillari, tra le varie stazioni costiere e verso i tantissimi paesi dell’entroterra pugliese, lucana e calabrese, con un pensiero nobile verso un minor inquinamento dell’ambiente e quindi della salute di tutti.

Agli amministratori lucani, ricordo che l’idea/progetto di una tratta ferroviaria  SAPRI  –  POLICORO (lunga la tratta stradale Sinnica), renderebbe  la Basilicata crocevia strategica  dei trasporti merci e persone  tra il Mar Tirreno ed il Mar Jonio. Per dettagli del progetto vedi l’articolo “Ferrovie Italiane: Ieri – Oggi  e Domani – Basilicata con ferrovie in progress” pubblicato sul giornale on line “Tursi è Nostra” in data 12 agosto 2016 a firma Architetto Nicola Persiani.

Mi rendo conto che le difficoltà sono tantissime, per la realizzazione della metrò/leggera Taranto – Sibari, ma se gli amministratori regionali e comunali delle tre regioni, prendessero coscienza della enorme utilità dell’idea progetto certamente si adopererebbero per rendere concreto la metrò/leggera in questione.

Per concludere ricordo i 4 punti chiave della Basilicata, per rilanciare l’economia e rendere più facile la mobilità delle persone e delle merci realizzando un Turismo più agevole  che generi poi più ricchezza  per tutti gli operatori del settore turistico della regione lucana.

1)  Sfruttare meglio il treno “Freccia Rossa” Milano – Napoli – Potenza – Taranto.

2) Apertura a pieno regime dell’Aeroporto “E. Mattei”.

3)  Realizzazione, in sinergia con Puglia e Calabria  della metrò/leggera Taranto – Metaponto – Sibari – (Crotone) .

4)  Rendere auspicabile la tratta ferroviaria strategica Mar Tirreno al Mar Jonio : A) Sapri – Lauria – Senise – Policoro ; B) Maratea – Lauria – Senise – Policoro; con la seconda ipotesi tutta sul territorio lucano.

A volte i sogni diventano realtà, basta crederci ed adoperarsi per renderli concreti.

Architetto Nicola PERSIANI

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