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Le pantegane senza appalto

Con la primavera si risveglia la natura. Con essa il ciclo vitale di flora e fauna. E tra la fauna, si distinguono per bellezza, portamento, intelligenza i ratti di fogna, meglio noti nel gergo popolare come “zoccole”. E se la natura le risveglia per un nuovo slancio riproduttivo a base di schifezze, l’umanità con la sua stupidità ed incapacità le incentiva a proliferare. Infatti, anche nella nostra rinomata comunità, le pantegane hanno già trovato il modo di integrarsi. Come disse un sostenitore dell’amministrazione comunale in merito ai migranti ospitati a Tursi, “dove stanno 5 mila animali (rivolto ai tursitani), possono starcene anche 30 in più”. Lo stesso principio di accoglienza è stato adottato anche per i topi di fogna? Non siamo contrari a priori, però manca la delibera di giunta comunale che regolamenti questa convivenza. Noi preferiamo gli asini, detti “cucci”, ai ratti.

Disinfestazioni e derattizzazioni quelle sconosciute. Come risparmiare con la salute e sicurezza dei cittadini? Come risparmiare senza appalti? Come risparmiare senza trasparenza? Voilà.

I ratti e le zoccole. Metafore?

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