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Chi paga il portavoce?

L’onestà intellettuale è purtroppo prerogativa esclusiva di pochi cittadini. Non per questo bisogna sentirsi legittimati ad essere intellettualmente disonesti dalla cima dei capelli alla punta dei piedi. Capivamo anche la necessita di dover sbandierare una bandiera, forse neanche condivisa. Capivamo le necessità contingenti della persona al momento della prima nomina. Ma ora non ci sono più i presupposti per capire o giustificare. Infatti, dal 14 marzo 2017, il portavoce del sindaco, prima pagato con soldi comunali, compie il proprio disgraziato compito a titolo gratuito. Perché lo compie? Perché condivide l’azione amministrativa, dopo essere stato folgorato sulla via per Damasco? Per vana gloria? Eppure Cosma si era vantato di aver impedito al giovane di fare le valige garantendogli un minimo, fin troppo minimo. O vale l’analisi prima fatta oppure ci sono fondi diversi che transitano. Chiediamo chiarezza!

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