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Le bugie della politica e del Consorzio affossano l’agricoltura tursitana

Nonostante il lungo periodo di piogge, il Consorzio di Bonifica non ha realizzato alcuna miglioria in questi quindici giorni di basso consumo idrico. Infatti, dopo neanche una settimana di caldo intenso, tutte le vasche al servizio del territorio di Tursi sono vuote. La vasca Torre, che serve la maggior parte dei frutteti lungo il fiume Sinni, la vasca San Teodoro, che serve contrada Piano Amendola e limitrofe, la vasca Bornè, che serve contrada Monte e Gannano, sono tutte sorprendentemente vuote. La vasca Troyli, la principale presente sul nostro territorio comunale, è in deficit idrico perché i litri in entrata sono insufficienti a sostenere quelli in uscita. Il Capo Irrigazione del Consorzio a Matera, nonostante sia in ufficio, non risponde al telefono. L’ufficio di Policoro, al fresco dei condizionatori, vomita bugie agli utenti. I Responsabili al Controllo non rispondono al telefono, forse troppo impegnati ad aggiustare le rotture ai tubi causate dalla loro incapacità.

Di fronte ad un quadro così desolante, l’unica fonte di verità resta l’Ente Irrigazione, che ha confermato con precisione l’aumento della fornitura idrica del 20% a livello provinciale.

Quello che sorprende è il mancato aumento della fornitura sul territorio di Tursi. Aumento che deve essere maggiore del 20%, perché Tursi sta vivendo un deficit idrico da più di due mesi, che è stato addolcito soltanto dalle piogge e non certo dagli interventi fumosi del Consorzio. Policoro, Scanzano, Marconia, Metaponto con le loro orticole invernali hanno consumato più acqua del previsto. Non può Tursi pagare per loro. Il Consorzio dovrebbe recuperare l’eccesso di consumo su quei Comuni, con una ripartizione del consumo a livello comunale e non provinciale.

Il Consorzio di Bonifica non può ritenersi vittima di una riduzione della fornitura, al pari degli agricoltori, perché il Consorzio, quando chiamato ad intervenire sulle rotture e sulle disfunzioni non interviene. Ci sono alcuni comizi che non hanno mai avuto la fornitura idrica perché ci sono bocchette spaccate dalla gelata di gennaio. Nonostante le giornaliere segnalazioni degli agricoltori, il Consorzio non provvede. Quindi, ai ritardi per insufficienza di risorse, si aggiungono quelli per negligenza, e quindi colpa.

Il Consorzio provveda quindi ad effettuare i sopralluoghi nelle aziende agricole che lo richiedono per la quantificazione del deficit idrico e provvedere alla decurtazione dal canone irriguo e al risarcimento dei danni. Il Commissario del Consorzio, Avv. Musacchio, è già stato sollecitato da MuoviAmo Tursi a provvedere con celerità con una delibera ad hoc.

Se a questo aggiungiamo che non era previsto alcun aumento della fornitura idrica a giugno, ma che magicamente si è verificato, forse in vista delle tornate elettorali imminenti, abbiamo avuto la dimostrazione che la crisi idrica di quest’anno non è assolutamente legata alla mancanza di acqua negli invasi, ma all’incapacità della Regione Basilicata di essere garante di ultima istanza dei debiti accumulati dal carrozzone Consorzio in questi anni nei confronti dell’Ente Irrigazione pugliese che rivende a noi la nostra acqua. E per finire, ci rammarichiamo del silenzio totale di tutti gli amministratori locali, nessuno dei quali ha avuto l’attenzione di alzare la voce nei confronti della Regione e del Consorzio, dimostrando che l’agricoltura rappresenta per loro soltanto un bacino elettorale e non un settore economico da tutelare.

Antonio Di Matteo, Presidente Gruppo Consiliare di MuoviAmo Tursi

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