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Tursi si sta spopolando

La nostra Città si sta spopolando. Le motivazioni sono numerose, ma la principale è la mancanza di concrete possibilità di crescita lavorativa e professionale per quei giovani sempre più altamente formati che spesso restano nelle città universitarie dove hanno studiato. Se la nostra comunità perde la parte più formata, allora il declino sociale, culturale, democratico e soprattutto economico sarà sempre maggiore e porterà Tursi a rimanere un dormitorio di svariate centinaia di braccianti agricoli ed agricoltori. Seguiranno la scomparsa di servizi ed uffici, nonché di ogni peso politico. Una comunità di tremila abitanti non ha alcuna voce in capitolo su tutte le questioni importanti che la possono riguardare. Qualcuno sta investendo per tenere a Tursi i nostri figli? Nel meridione d’Italia la politica clientelare che alimenta sudditanza e familismo, il sistema economico chiuso, la corruzione, la mancanza di infrastrutture e servizi rappresentano le principali cause di declino economico.

Eppure oggi dobbiamo cogliere al balzo l’opportunità che la crisi economica ha prospettato: le città sono care e i salari reali si sono notevolmente abbassati. Per questi motivi, molte famiglie potrebbero spostarsi nelle piccole comunità di paese, sia per la qualità della vita, sia per la tranquillità, sia per migliorare le condizioni reddituali non più sostenibili in città. Con uno stipendio in città non si vive.

Parliamo con i numeri: al 30 aprile 2017 siamo rimasti 4.956 tursitani residenti. Nel 2016 ci sono state 122 cancellazioni anagrafiche, 97 iscrizioni, 59 decessi e 36 nascite. Il trend è costantemente in calo da alcuni anni e non vede alcun rallentamento.

Di fronte a queste problematiche diffuse anche altrove, la politica in genere che soluzioni ha trovato? Regalare buste di pasta? Pagare le bollette? Promettere posti di lavoro che non esistono? Favorire la corruzione? Denigrare le intelligenze a favore dei lecchini? Disincentivare il merito? Promuovere il clientelismo? Incentivare l’immigrazione per una sostituzione etnica?

Fonte foto: www.myenglishschool.it

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