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Commercio equo/solidale e filiera corta – Parte 2

Cerchiamo ora di analizzare nel dettaglio i quattro livelli organizzativi.

1)  Centro Generale di raccolta e distribuzione dei prodotti agricoli.

Consiglierei nella scelta dell’ubicazione della struttura una località ben servita dalla viabilità stradale e non distante  da una stazione ferroviaria, come per esempio quella di Policoro/Tursi. Se è vero, come dicono gli attuali governanti, il trasporto ferroviario, per motivi ecologici e strategici in generale sarà il futuro dei trasporti delle persone e delle merci. In merito a ciò avevo avanzato l’ipotesi per la Regione Basilicata di una tratta ferroviaria strategica che mettesse in contatto Mar Tirreno e Mar Jonio, Maratea/Policoro. Una zona idonea  potrebbe essere per il Centro Generale , la sponda sinistra del Fiume Sinni, sotto la frazione di Panevino di Tursi.

Non mi soffermo sulla parte progettuale  della struttura, ma mi limito a dire che l’ampia struttura dovrebbe contenere uno spazio di celle frigorifere per la lunga e breve conservazione dei prodotti agricoli in arrivo e partenza. Molti furgoni di varie dimensioni con frigoriferi incorporati per la raccolta e distribuzione  da e verso i centri di raccolta periferici locali.

2)  Centro di raccolta e distribuzione locale di prodotti agricoli locali. Questa struttura, in miniatura, rispetto al Centro Generale, ma con dimensioni ridotte, con un piccolo furgone  potrebbe effettuare in loco anche consegne a domicilio, come fa a Milano “Cortilia” il primo mercato agricolo online che fa acquistare direttamente a filiera corta dagli agricoltori locali. Allegherò in coda il sistema illustrativo di “Cortilia” come modello di distribuzione. Naturalmente se l’idea si concretizza a livello di paesi facenti parti della Comunità Basso Sinni, in ognuno dei Comuni potrebbe trovarsi un ridotto centro di raccolta dei piccoli agricoltori locali.

3)  Per i Centri di raccolta/distribuzione  periferici locali, potrebbero verificarsi o un eccesso di raccolta o una carenza di prodotti, in questo caso, la sede Centrale dovrebbe coordinare la raccolta /distribuzione delle merci locali,facendo arrivare i prodotti carenti e prelevare i prodotti in eccesso, con un coordinamento funzionale gestito dall’esperto informatico, con la collaborazione dell’esperto di Marketing.

Un problema potrebbe verificarsi su un punto debole  della catena di raccolta/distribuzione : “i prodotti in eccesso non  venduti”. In apparenza “i prodotti invenduti” potrebbero determinare  elementi di perdita monetaria per tutto il sistema, abbassando la redditività  dell’iniziativa commerciale equo solidale a filiera corta, che metterebbe in attività da 50 a 100 persone. L’anello debole, con ottimizzazione  industriale potrebbe diventare un punto di forza: in modo parallelo e collaterale e quindi con un sistema a rete, creare mini industrie di trasformazione dei prodotti in esubero.

Per la verdura, un processo di conservazione a breve scadenza con buste sigillate con prodotti già pronti per l’uso a scadenza fissa, oppure processo di catena surgelati coinvolgendo marchi già presenti in zona (vedi Orogel  in Policoro) o altre marche operanti in Italia e disposti a localizzare nelle vicinanze  del Centro Generale di raccolta/distribuzione dei prodotti agricoli.

Per la frutta in esubero, si potrebbero coinvolgere altre industrie  dolciarie e di confetture (marmellate varie)o essiccazione  di frutta , utilizzabili nella catena  della produzione  gelatiera al naturale, un settore che vede l’Italia leader  mondiale , per gli infiniti gusti proposti dai maestri gelatieri italiani.

Altro settore, strettamente collegato a quello agricolo sarebbe la raccolta/riciclaggio dei contenitori di plastica  legno e carta che potrebbero fornire la materia prima alle industrie di riciclaggio di carta, plastica, legno e vetro. Con un effetto trascinamento, questa industria di trasformazione e riciclaggio dei prodotti di imballaggio,  potrebbe innescare un processo virtuoso, in tutti i Comuni limitrofi, per la raccolta diversificata di carta, plastica, alluminio, vetro e legno, offrendo ai Comuni un introito che porterebbe  all’abbassamento delle tasse sui rifiuti urbani. In molti piccoli comuni del Nord Est d’Italia, ma soprattutto in Germania, i cittadini vengono ricompensati, se disposti a portare in appositi contenitori di raccolta, di plastica, alluminio, vetro, cartone, legno ed altro, tramite una tessera elettronica, in possesso del cittadino, il quale, dopo aver versato i vari prodotti di riciclo, inserisce la sua tessera che viene ricaricata di un tot. di euro, in relazione al riciclo effettuato, somma che può essere utilizzata nel pagamento delle tasse comunali. Praticamente un bancomat al contrario, invece di prelevare dal proprio conto, con questa tessera si ricarica il proprio conto per pagare le tasse comunali.

Non è fantascienza è realtà già presente in molti  comuni italiani e tedeschi. Tutto ciò genera un elevato senso civico nel cittadino, che, con questo piccolo gesto mette a segno due fattori positivi per la società dove vive: a) raccolta diversificata in alta percentuale e quindi meno inquinamento; b) grande rispetto per la Natura e vantaggio personale e delle aziende che riciclano con una materia prima a basso costo ed a Km. ” 0″, ciò inciderebbe positivamente  sui costi finali del prodotto agricolo in vendita/acquisto.

4) Per la parte amministrativa , non mi sento di dare consigli, perché non esperto, ma chi curerà la parte progettuale amministrativa saprà quali sono le figure qualificanti per studiare: il mercato, la raccolta e la distribuzione.

Credo che gli attori principali per mettere in atto un tale progetto sono i Sindaci dei Comuni interessati, con la consulenza della Camera di Commercio di Matera e della Regione Basilicata, sfruttando le leggi europee per la promozione e sviluppo nelle regioni del Sud dell’Italia.Sono maturi i tempi, per la tecnologia avanzata a disposizione, affinché le giovani generazioni non si aspettino che lo Stato faccia qualcosa, ma che si chiedano: ” cosa posso fare io per il mio paese?”

Le ricchezze del Sud si chiamano: Agricoltura, Arte, Paesaggi e Turismo, questi fattori se lavorano in sinergia possono dare alle giovani generazioni una certezza per il futuro, senza allontanarsi dal loro paese. In Puglia questo mixer di fattori sta dando ottimi risultati, perché lo stesso non può accadere in Basilicata e Calabria?

Per concludere cerco di illustrare, anche con allegati, come funziona “Cortilia” il primo mercato on line d’Italia. Al centro del cartoncino illustrativo campeggia la scritta: “Fare la spesa su Cortilia è facile e veloce”, seguono tre punti essenziali:

1) Fai la spesa su www.cortilia.it;

2) I nostri agricoltori locali selezionano e raccolgono i tuoi prodotti;

3) Noi ti consegniamo la spesa direttamente a casa quando vuoi.

Poi seguono 4 cartoni di Cortilia che indicano:

  1. a) solo frutta
  2. b) solo verdura
  3. c) mista
  4. d) carne e formaggi.

In fondo c’è scritto: “consegna gratis fino alle 21.30. Nel retro del volantino seguono i prodotti presenti nei 12 mesi dell’anno. Naturalmente tutti i cartoni di consegna sono di carta riciclata compreso il volantino.

Buon lavoro, per quanti avranno il coraggio di mettersi alla prova  e portare a termine  un progetto che potrebbe rilanciare la “microeconomia” agricola delle nostre terre, convincendo i giovani a rimanere nelle proprie terre  e riprogettare il loro futuro sfruttando le infinite risorse del Sud Italia e limitando le “lobbies” (spesso malavitose) che controllano il ricco e variegato mercato della frutta e verdura di tutto il Mezzogiorno.

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