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Due anni di fallimenti politici per l’amministrazione comunale – Parte 1

Ecco la considerazione che esprime il popolo tursitano in questi ultimi mesi. Sono bastati due anni per dimostrare a tutti quanto valesse il progetto politico della lista che ha vinto le scorse elezioni. Promesse, promesse e solo promesse. Non si può basare l’attività di un Municipio sull’illusione dei cittadini. Andiamo ai fatti.

L’eolico è una delle pagine più vergognose degli ultimi decenni di storia cittadina. Iter amministrativi viziati da numerosi errori, inspiegabile fretta ad approvare i provvedimenti per poi doverli rettificare con altrettanta fretta successivamente, abusi perpetrati dalle ditte con il silenzio dell’amministrazione comunale e tanto altro ancora. Ogni palo produrrà per la ditta 300 mila euro di fatturato all’anno. Sul territorio di Tursi sono stati istallati 18 pali. Il parco resterà in funzione per 26 anni. Alla fine, la ditta realizzerà un fatturato di 140 milioni di euro solo sul suolo tursitano. Alla fine di tutto, l’amministrazione comunale si accontenta di 2 milioni di euro di compensazioni ambientali che forse non verranno neanche spesi interamente? Realizzare un campo da calcio ad otto può essere concepito come una compensazione ambientale? Le strade comunali al servizio del parco eolico non verranno asfaltate e la messa in sicurezza delle frane è ancora in alto mare. I pochi lavoratori di Tursi che hanno lavorato attendono ancora il pagamento delle ultime mensilità e il versamento del Tfr. Ci sono ancora numerosi operai calabresi che realizzano opere a basso valore aggiunto che potevano essere commissionate ad imprese tursitane eppure non è stato così. Perché l’amministrazione comunale tace su queste rilevantissime vicende che potevano davvero migliorare la nostra comunità?

Perché la comunità cittadina non è stata resa pienamente edotta di quanto accaduto durante la costruzione del parco con almeno tre atti intimidatori? Perché il primo è stato minimizzato, il secondo è stato negato e il terzo è stato fatto passare come un bravata?

La seconda pagina più vergognosa di questi ultimi anni è la situazione delle casse comunali. 15 anni di amministrazione per Cosma, 7 anni di assessorato al bilancio per Caldararo e il Comune è fallito. Per loro la colpa è del Governo che ha ridotto di qualche decina di migliaia di euro all’anno il finanziamento, al pari di tutti gli altri Comuni italiani. Per noi la responsabilità è chiaramente imputabile alla loro insana gestione delle risorse comunali, come confermato dal revisore dei conti. Fondare la spesa corrente su entrate incerte che poi non si sono puntualmente verificate, vuol dire essere consapevoli di portare il proprio Municipio nel baratro del deficit. E così è stato. Ora si sono inventati la favola del predissesto che si fonda sempre su entrate incerte ed eccezionali come la vendita dei terreni agricoli del Comune per 500 mila euro, 300 mila euro di prepensionamento di 11 dipendenti, un milione di euro di multe in fase di prescrizione, il dimezzamento dei debiti privi di impegno di spesa senza il consenso dei creditori. Per non parlare della multa di 300 mila euro che il Comune ha subito per colpa proprio dell’assessorato al bilancio che ha permesso lo sforamento del patto di stabilità 2015. Vogliamo ricordare che il piano di riequilibrio è stato smentito nei fatti sia dal bilancio di previsione 2017 che dal rendiconto del 2016 con sforamenti sostanziali rispetto a quanto comunicato al ministero e alla Corte dei Conti. Vogliamo ricordare ai cittadini gli aumenti delle tasse subiti per colpa di Cosma e Caldararo: 800 mila euro all’anno su tutti i tributi comunali. Perfino sulle lampade votive sono andati a speculare, quando invece i megagalattici progetti dell’amministrazione attuale e precedente prevedevano che il consumo elettrico delle lampade fosse interamente coperto dal nuovo sistema istallato qualche anno fa. Per non parlare dell’autovelox, tolto definitivamente dal bivio della Sinnica, sempre per i disastri amministrativi di questi soggetti.

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