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Cosa si nasconde dietro la gestione della Forestazione?

In data 16 giugno 2017, con determinazioni n. 64 e n. 65, il Responsabile Area Contabile liquidava ad alcuni dipendenti del proprio ufficio un importo complessivo di 27 mila euro “per l’attività di supporto, gestione contabile (previsione di bilancio, impegni, accertamenti, liquidazioni, pagamenti ed incassi), elaborazione fatture salari e buste paga, rapporti con la Tesoreria, rendicontazioni, nonché gli adempimenti fiscali e retributivi ecc. relativamente ai Programmi di indirizzo forestali per gli 2015 e 2016”. In data 30 giugno 2017, con determina n. 70, sempre il Responsabile Area Contabile si smentiva revocando in autotutela le determinazioni sopra indicate perché “a seguito di successivo e più accurato esame delle suddette determinazioni, sotto l’aspetto amministrativo e contabile, è emerso che sono state adottate in errore contenendo vizi nella formulazione, significando che le stesse dovevano essere adottate formalmente solo dopo aver introitato nella cassa comunale le somme indicate nelle stesse con apposita disposizione a firma del competente Responsabile dell’Area Programma e dopo l’adozione da parte della Giunta Comunale del relativo atto di utilizzo ed assegnazione della risorsa ai Responsabili di Area per quanto di competenza”. Traducendo: i soldi toccano ai dipendenti ma l’iter amministrativo doveva prevedere alcuni altri passaggi. Il sindaco ha ordinato al Capo Area di provvedere al recupero delle somme. Il Capo Area ha intimato ai dipendenti la restituzione delle somme in un’unica soluzione entro 5 giorni.

Dal canto loro, i dipendenti hanno rendicontato la propria attività svolta nel rispetto degli accordi, delle conferenze di servizio, delle determinazioni e delle delibere e hanno fornito tutta la documentazione al Capo Area, che magicamente ha sospeso la procedura di recupero delle somme. Perché? Perché il lavoro è stato effettivamente svolto ed è congruo alle somme liquidate?

Ma se i dipendenti hanno percepito quelle somme abusivamente, perché non si prosegue l’iter del recupero? Perché ai dipendenti non è stato tolto il compito finora svolto per il 2017, che stanno ancora svolgendo e rendicontando e per il quale stanno maturando il diritto al pagamento?

Sembra tutto molto strano. Il Capo Area che non legge quello che firma, a suo dire, e che non revoca l’incarico ai dipendenti per l’annualità 2017, mentre pretende il rimborso delle somme 2015 e 2016. Il sindaco che chiede al Capo Area di intervenire con urgenza, senza che però lo stesso sindaco tuteli gli eventuali interessi del Comune nei confronti dei dipendenti, visto che si tratta di fondi pubblici.

La soluzione dell’enigma forse si avrà quando verranno indicati i nomi dei nuovi dipendenti comunali che andranno a formare il gruppo che gestirà queste risorse? Oppure tutto magicamente andrà nel dimenticatoio? Chissà. 27 mila euro fanno gola a molti nel Comune?

Una cosa è certa: ci vuole una maggiore sincronizzazione delle funzioni svolte dall’Area Programma e di quelle svolte dal Comune di Tursi capofila. Senza questa netta suddivisione di mansioni e responsabilità, ad ogni minimo scoglio, l’intera macchina burocratica rischia di bloccarsi ed incancrenirsi.

La politica seria dovrebbe assumersi la responsabilità di riformare la situazione di fatto per una maggiore efficacia, efficienza, trasparenza e tracciabilità degli iter amministrativi.

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