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Ricarica telefonica da 50 mila euro

A pochi mesi (31/03/2016) dall’insediamento dell’amministrazione comunale denunciavamo ai cittadini l’allegra gestione delle utenze telefoniche e continuavamo a rendicontare le spese pazze per utenze telefoniche anche nei mesi a seguire (20/02/2017). Una vicenda che si è incancrenita quando il Comune ha deciso di non pagare le bollette e la Vodafone, creditrice per più di 30 mila euro, ha deciso di recuperare il credito. La barzelletta è proseguita quando il 24 aprile scorso il Responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune ha dichiarato che “da verifiche d’ufficio, è stato riscontrato che le fatture indicate nel ricorso di Vodafone sono riferite all’Area Programma Metapontino-Collina Materana (ex comunità montana)”. Il 16 maggio il Responsabile dell’Area Programma, sentitosi chiamato in causa, ha replicato affermando insieme al Responsabile dell’Area Contabile del Comune che le utenze erano riferite a quest’ultimo ente. Il 17 maggio, il Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune ha dovuto, suo malgrado, ammettere il proprio errore e confermare che le fatture riguardavano utenze del Comune e non dell’Area Programma, come invece incautamente affermato qualche giorno prima. Dopo questo indecoroso battibecco tra uffici, la giunta comunale il 17 maggio ha deliberato di proporre un’offerta transattiva alla Vodafone che chiede, tra crediti, interessi, compensi professionali, esporsi, spese forfettarie, Iva e Cap per legge più di 50 mila euro. E tutti gli altri creditori del Comune di Tursi? Tutti i cittadini ed imprenditori di Tursi che aspettano da anni il pagamento dei propri crediti?

E secondo voi non devo scrivere alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, rendicontando anche altre spese pazze? Chi tocca i soldi dei cittadini deve passare sulla graticola della giustizia.

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